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Greta Thunberg a Milano per Youth4Climate: “Green Economy? Bla bla bla!”

Anche Greta Thunberg è intervenuta all’apertura dei lavori di Youth4Climate, l’evento organizzato dal governo italiano che proprio in queste ore sta riunendo a Milano circa 400 giovani provenienti dai paesi membri dell’UNFCCC, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Fino a giovedì 30 settembre i giovani si divideranno in diversi tavoli tematici per confrontarsi su alcune complesse questioni legate alla crisi climatica e chiudere i lavori, giovedì 30, con la presentazione delle loro proposte ai ministri attesi per la preCOP26, che si svolgerà subito dopo sempre a Milano e avrà la missione di spingere in avanti l’agenda politica in vista della COP26 di Glasgow su alcune questioni particolarmente spinose che sono rimaste in stallo da oltre un anno e mezzo a causa dell’emergenza sanitaria scatenata dal Covid-19.

Se PreCOP e COP sono da anni step canonici per la diplomazia climatica, la Youth4Climate rappresenta un inedito che per la prima volta dà il via a una due giorni di negoziati autogestiti completamente da giovani Under30 provenienti da tutto il mondo. Lo scopo è quello di dare una nuova spinta e delle nuove prospettive alle politiche climatiche e alla diplomazia, come ha sintetizzato anche il ministro della Transizione Ecologica intervenuto oggi per aprire ufficialmente gli incontri: “abbiamo bisogno di energia nuova, di idee nuove, dei giovani“, ha detto Cingolani, ammettendo che “con le generazioni passate abbiamo fallito”. “Voi siete i decisori politici del futuro – ha aggiunto rivolgendosi direttamente ai giovani partecipanti della Youth4Climate -, e per la prima volta avete avete l’opportunità di proporre qualcosa di rivoluzionario e sicuramente contribuirete al successo di tutti, compresi noi che tra un mese saremo a Glasgow”.

Oltre a Greta Thunberg e Cingolani la conferenza che ha dato il via ai lavori ha visto anche gli interventi del sindaco di Milano Beppe Sala, che ha fatto gli onori di casa dando il benvenuto ai giovani delegati: “è dal 2020 che aspetto di accogliervi qui e sono molto contento che siate tutti qua, in presenza – ha detto, sottolineando che “la città di milano è orgogliosa di ospitare la Youth4Climate”. Sala ha ammesso che ci troviamo di fronte a un compito difficile, e che c’è molto da fare, parlando dell’urgenza della decarbonizzazione e toccando anche il delicato tema dei finanziamenti ai paesi più fragili. Sottolineando l’importanza di questo momento inedito di confronto tra le generazioni più giovani, ha chiuso il suo intervento dicendo che “la nostra azione collettiva contro il cambiamento climatico cambierà il mondo a partire da voi, giovani uniti in questa città”.

Dalle istituzioni internazionali è arrivata anche la voce di Alok Sharma, il presidente designato della COP26, e di Patricia Espinosa, segretaria esecutiva dell’UNFCCC. Sharma ha ricordato che manca solo un mese alla COP26, che si aprirà a Glasgow il 31 ottobre, e ha detto che “i giovani sono importanti per spingere la conversazione verso la direzione giusta”. “A oggi la risposta dei leader mondiali non è riuscita a far fronte alla crisi climatica”, ha ammesso Sharma, che tuttavia ha assicurato ai giovani che la tematica è ormai centrale nelle agende politiche grazie “alla vostra perseveranza e al nostro lavoro”.

Patricia Espinosa ha sottolineato che la Youth4Climate ha già portato a casa un grande successo per quanto riguarda la partecipazione: “quando è uscito il bando sono arrivate più di 8.700 candidature“, ha detto: “8.700 giovani hanno voluto dare il proprio contributo per affrontare la sfida più grande che abbiamo davanti”, un dato questo che “accende le speranze”.

La conferenza è stata chiusa dall’attesissimo intervento delle due attiviste Vanessa Nakate e Greta Thunberg. Nakate, venticinquenne ugandese, è stata la prima attivista di Fridays For Future nel suo Paese: potreste aver sentito parlare di lei quando nel 2020 è emersa la brutta vicenda della fotografia che la ritraeva insieme a Greta Thunberg e altre giovani attiviste da cui la figura di Nakate è stata tagliata prima della pubblicazione.
Il suo intervento si è scagliato con forza sul tema delle disuguaglianze e della giustizia climatica: l’attivista ha ricordato come siano i paesi più vulnerabili, e paradossalmente quelli meno responsabili delle emissioni di gas climalteranti, a essere già colpiti con più violenza dalle conseguenze della crisi climatica. “L’Africa è responsabile solo del 3 per cento delle emissioni globali – ha detto -, ma gli Africani stanno già subendo gli impatti più negativi della crisi climatica. Molti perdono la vita, un numero enorme di persone perde le fonti di sostentamento”. “Chi pagherà per tutto questo?” Si è chiesta Nakate.
“Quanto dovremo piangere, quanto dovremo assistere alla scomparsa di animali, quanto i bambini dovranno andare a letto affamati? Vogliamo vederli morire? Cosa vogliono i leader mondiali che osservano tutto e lasciano che questa situazione vada avanti?”.
Senza mezzi termini, la giovane attivista ha puntato il dito contro l’ipocrisia di chi promette senza passare ai fatti e ha evidenziato l’urgenza di concretezza: “non ci sono le centinaia di migliaia di dollari che sono stati promessi ai paesi in via di sviluppo”, ha detto: i leader del mondo parlano di adattamento, ma “non ci si può adattare a morire di fame”. “È il momento che i leader si sveglino, che smettano di parlare e inizino ad agire. È il momento di mantenere le promesse”.

La chiusura della conferenza è stata affidata a Greta Thunberg, che dopo aver consolato la compagna in un momento di commozione ha preso la parola: con la decisione che la contraddistingue ha saputo accendere le centinaia di giovani che l’ascoltavano e non ha risparmiato i leader, colpevoli del tradimento di “tutte le generazioni future e presenti”.

“Tutto quello che sentiamo dai nostri cosiddetti leader sono parole – ha detto -, parole che sembrano bellissime ma per ora non hanno portato a niente”.

“Build back better? Bla Bla Bla! Green Economy? Bla bla bla! Net zero entro il 2050? Bla bla bla!”

“Non c’è un pianeta B, non c’è un pianeta bla bla bla”, avverte Thunberg: “sono trent’anni che sentiamo queste parole”, ha aggiunto, e oggi “le nostre speranze annegano in queste promesse”.
La giovane Greta Thunberg non ha esitato a parlare in modo diretto anche dei leader presenti alla conferenza e delle stesse istituzioni che hanno gestito la Youth4Climate: “Stiamo ancora andando nella direzione sbagliata”, ha detto, e i grandi del mondo continuano a sfruttare i combustibili fossili senza voler davvero cambiare le cose. “Selezionano giovani come noi facendo finta di ascoltarci, ma non è vero, non ci hanno mai ascoltato” accusa: e mentre le emissioni continuano ad aumentare è sempre più chiaro che il cambiamento deve passare dalle persone comuni.
“Non possiamo più permettere che chi è al potere decida cosa sia la speranza” per le persone, ha detto: “speranza vuol dire dire la verità, speranza vuol dire agire, e viene sempre dalla gente”.

Guarda qui il video dell’intervento di Greta Thunberg

“Vogliamo giustizia climatica”, ha detto Greta Thunberg portando nel cuore dei negoziati sul clima il coro tipico delle manifestazioni del movimento che proprio a lei si è ispirato, Fridays For Future: “Vogliamo giustizia climatica, ora”.

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Eco-Social Forum e mobilitazioni. Gli eventi paralleli a Youth4Climate e Pre-Cop26

Valeria Capettini

Nata a Milano nel 1991, mi sono laureata in Lettere moderne per poi conseguire una laurea magistrale in Comunicazione. Sono iscritta all'Albo dei Giornalisti della Lombardia. Nel 2016 sono entrata a far parte della squadra di Meteo Expert, allora conosciuto come Centro Epson Meteo: un'esperienza che mi ha insegnato tanto e mi ha permesso di avvicinarmi al mondo della climatologia lavorando fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore.

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