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I danni del riscaldamento globale

Secondo uno studio negli ultimi 30 anni la concentrazione di metilmercurio è aumentata del 23% nel merluzzo e del 27% nel tonno rosso pescato nel Golfo del Maine

Uno studio condotto da scienziati della Harvard University e pubblicato dalla rivista Nature riporta dati allarmanti riguardo la concentrazione di metilmercurio: negli ultimi 30 anni è aumentata del 23% nel merluzzo e del 27% nel tonno rosso pescato nel Golfo del Maine. L’agenzia Reuters Elsie Sunderland coautrice dello studio, ha sottolineato che il metilmercurio è un composto organico che può causare gravi danni al cervello e al sistema nervoso ed è particolarmente dannoso durante il terzo trimestre di gravidanza, quando il cervello si sta sviluppando più rapidamente e per i bambini piccoli. Alle donne incinte è stato consigliato da tempo di evitare il consumo di pesce spada e di carne di squalo per gli alti livelli di mercurio ma finora il merluzzo era sempre stato consigliato come alimento ricco di nutrienti e proteine preziosi per lo sviluppo dei bambini. Anche in questo caso c’entrano i cambiamenti climatici in quanto l’aumento della temperatura dei mari ha aumentato il fabbisogno energetico dei pesci piccoli che di conseguenza ingeriscono più prede contenenti metilmercurio. I pesci piccoli vengono a loro volta mangiati dal tonno, che aumenta i suoi livelli di tossicità.

Foto di skeeze da Pixabay

“Non è che tutti dovrebbero essere terrorizzati dopo aver letto il nostro documento e smettere di mangiare frutti di mare, alimento molto salutare e nutriente. Volevamo mostrare alle persone che i cambiamenti climatici possono avere un impatto diretto su ciò che si mangia, cioè che queste cose possono influenzare la salute. Dobbiamo ridurre le emissioni di mercurio e attualmente la più grande fonte negli Stati Uniti, circa il 40% delle emissioni, è rappresentata dalle centrali a carbone” queste le parole di Sunderland, docente di chimica ambientale presso la School of Public Health ad Harvard.

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Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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