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In Zimbabwe è iniziato il trasferimento di migliaia di animali a rischio cambiamenti climatici

Ha preso da poco il via il "Progetto Rewild Zambezi" per cercare di mettere in salvo le specie maggiormente minacciate dalla siccità

In Zimbabwe ha preso da poco il via il “Progetto Rewild Zambezi” che prevede il trasferimento di circa 400 elefanti, 2000 impala, 70 giraffe, 50 bufali, 50 gnu, 50 zebre, 50 antilopi, 10 leoni e un branco di 10 licaoni da una riserva meridionale, la Save Valley Conservancy, a tre riserve nel nord, Sapi, Matusadonha e Chizarira, per salvarli dalla siccità. Le devastazioni determinate dai cambiamenti climatici rappresentano la più grande minaccia per la fauna selvatica, superando anche i danni determinati dal bracconaggio. Si tratta della prima volta in 60 anni che viene intrapreso un movimento interno così imponente, di massa, della fauna selvatica.

Foto di Stefania Andriola

Tinashe Farawo, portavoce della Zimbabwe National Parks and Wildlife Management Authority, ha dichiarato:” Lo stiamo facendo per alleviare la pressione. Per anni abbiamo combattuto il bracconaggio e proprio mentre stavamo vincendo quella guerra, il cambiamento climatico è emerso come la più grande minaccia per la nostra fauna selvatica. Molti dei nostri parchi stanno diventando sovrappopolati e c’è poca acqua o cibo. Gli animali finiscono per distruggere il loro stesso habitat, diventano un pericolo per se stessi e invadono gli insediamenti umani vicini per il cibo, provocando un conflitto incessante”.

In un primo momento era stata anche presa in considerazione l’opzione dell’abbattimento per ridurre il numero di animali selvatici, ma le numerose proteste dei gruppi di conservazione hanno fanno scartare questa drastica soluzione. Un aiuto organizzativo è arrivato dalla Great Plains Foundation, un’organizzazione statunitense senza scopo di lucro che lavora per conservare ed espandere gli habitat naturali in Africa attraverso iniziative di conservazione innovative. Oltre a esperti locali, collaborano con loro il Center for Environmental Forensic Science dell’Università di Washington-Seattle e il Dipartimento di Zoologia dell’Università di Oxford.

Foto di Stefania Andriola

Tutta l’Africa sta risentendo degli effetti dei cambiamenti climatici: la maggior parte dei parchi nazionali che ospitano migliaia di specie selvatiche devono fare i conti con precipitazioni al di sotto delle medie e progetti infrastrutturali che distruggono gli ecosistemi. Autorità ed esperti affermano che la siccità sta seriamente minacciando specie come rinoceronti, giraffe e antilopi riducendo la quantità di cibo disponibile. Un recente studio condotto nel Kruger National Park in Sud Africa ha collegato gli eventi meteorologici estremi alla perdita di piante e animali, incapaci di far fronte a condizioni drastiche e mancanza di acqua a causa di periodi di siccità più lunghi e temperature più calde.

Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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