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45 gradi a Londra: un futuro sempre più vicino, ma la città non è pronta. L’allarme del sindaco Sadiq Khan

Con un clima destinato a diventare sempre più caldo in tutto il mondo, anche Londra potrebbe trovarsi ad affrontare temperature infernali, con più giorni di 45 gradi, «nel prossimo futuro». Uno scenario a cui la capitale britannica non è assolutamente pronta.

A lanciare l’allarme è stato lo stesso sindaco di Londra, Sadiq Khan, che in un’intervista al giornale britannico The Guardian ha anticipato i dati emersi da un rapporto provvisorio indipendente sulla resilienza climatica della città. Una metropoli che «non è adatta» a proteggere le persone da un clima così estremo, ha avvertito il primo cittadino di Londra: temperature simili possono avere un impatto devastante sulla salute umana, sull’energia elettrica, sui trasporti e sull’ambiente urbano.

Un assaggio delle criticità a cui va incontro, Londra l’ha già avuto negli ultimi anni, con ondate di caldo senza precedenti come quella che, nel 2022, ha portato la city a registrare i primi 40 gradi della sua storia e ha provocato conseguenze come la chiusura delle scuole e l’annullamento delle operazioni ospedaliere.

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Albert Memorial, Londra. Foto: Markus Freise/Unsplash

Oltre alla lotta alla crisi climatica, da portare avanti con la riduzione e l’azzeramento delle emissioni di gas serra responsabili dell’aumento delle temperature, a questo punto è più che mai urgente correre ai ripari anche con misure di adattamento, finalizzate cioè ad affrontare gli effetti ormai inevitabili del surriscaldamento globale. Nell’intervista, il sindaco di Londra ha sottolineato che l’amministrazione della città sta portando avanti politiche volte a rispondere a entrambe le necessità, riducendo le emissioni che alterano il clima e proponendo soluzioni come la piantumazione di più alberi da ombra e l’installazione di aria condizionata sugli autobus.

Tuttavia, sottolinea Khan, per un’azione davvero efficace servirà uno sforzo collettivo da parte della città e del Paese intero. In particolare il sindaco ha evidenziato le responsabilità del governo britannico, che deve aiutare in modo più concreto le città ad adattarsi alla crisi climatica, e ha criticato la maggioranza di destra per non aver fornito finanziamenti green simili a quelli stanziati negli Stati Uniti con l’Inflaction Reduction Act, volti a contribuire all’ammodernamento degli edifici e stimolare l’occupazione nel settore delle energie rinnovabili.

Una minaccia che riguarda tutte le città del mondo

Il caso di Londra ricorda che la crisi climatica è una minaccia completa e immediata: gli eventi meteorologici estremi, come ondate di calore, alluvioni e tempeste, stanno diventando sempre più frequenti e intensi in molte regioni. Per affrontarli, sono urgenti e fondamentali azioni decisive da parte dei governi, delle imprese e dei cittadini, con un impegno globale per ridurre le emissioni di gas serra, puntare sulle energie rinnovabili e adottare pratiche sostenibili.

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Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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