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Cambiamenti climatici: entro il 2100 previsto in Tibet un preoccupante innalzamento delle acque dei laghi

L'aumento significativo delle precipitazioni e lo scioglimento dei ghiacciai porterà ad una quadruplicazione del livello delle acque. Lo studio

Secondo uno studio pubblicato il 27 maggio sulla rivista Nature Geoscience, i cambiamenti climatici determineranno in futuro il traboccamento delle acque dei laghi tibetani con conseguenti gravi danni alle economie locali ed ai territori. Secondo i ricercatori entro il 2100 l’aumento significativo delle precipitazioni e lo scioglimento dei ghiacciai che già oggi si registra in queste zone, porterà ad una quadruplicazione del livello delle acque.

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Secondo le previsioni climatiche e meteorologiche degli autori della ricerca, la superficie dei laghi che si trovano sull’altopiano tibetano e non hanno sbocco al mare, aumenterà di oltre il 50% con il livello dell’acqua che potrebbe salire di circa 10 m rispetto al 2020, sommergendo così oltre 1000 km di strade, 500 villaggi e 10000 km² di praterie, zone umide e terreni coltivati. Significherebbe avere circa 20000 km² di acqua in più: questo fenomeno implicherebbe un cambiamento drastico del paesaggio e in virtù della minore disponibilità di vegetazione aumenterebbero anche le emissioni di gas serra, riducendo significativamente la biodiversità della regione, con conseguenze imprevedibili.

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Il cambiamento climatico sta rendendo l’altopiano tibetano più verde e più abitabile, situazione che porta un maggior numero di persone a spostarsi verso altitudini elevate in virtù di un migliore accesso all’acqua. Tuttavia, l’innalzamento del livello dell’acqua nei laghi richiede una nuova pianificazione e l’adozione di politiche innovative per mitigare gli impatti possibili sull’ecologia e sulla popolazione della regione” ha spiegato Iestyn Woolway, esperto dell’Università inglese di Bangor e co-autore del lavoro insieme a colleghi di enti di ricerca cinesi, australiani, sauditi, statunitensi e francesi.

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L’espansione è alimentata principalmente dall’amplificato apporto di acqua derivante dall’aumento delle precipitazioni e dalle acque di scioglimento dei ghiacciai che ridisegna completamente la connettività idrologica dei bacini lacustri. In assenza di misure di mitigazione del rischio, si prevede che l’espansione del lago sommergerà infrastrutture umane critiche, tra cui più di 1000 km di strade, circa 500 insediamenti e circa 10000 km² di componenti ecologici come praterie, zone umide e terreni coltivati. Il nostro studio evidenzia l’urgente necessità di mitigare e gestire i rischi idrici sull’altopiano tibetano“.

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Con una superficie che si estende per 2500 km di lunghezza e per 1000 km di larghezza, ad un’altitudine media di oltre 4500 m, l’altopiano tibetano è il più alto e più vasto del mondo; vanta una superficie di 1,2 milioni di km² ed è circondato dalle catene montuose più imponenti del Pianeta, tra cui l’Himalaya. Il drastico cambiamento del paesaggio previsto per i prossimi anni sarà un grave problema per il Paese che conta oltre 3 milioni di persone ed è riconosciuto come uno dei luoghi asiatici più fertili per l’allevamento, l’agricoltura e la coltivazione.

 

Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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