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Coralli in declino: la copertura globale si è dimezzata dagli anni ’50 a oggi

Un nuovo studio, pubblicato su One Earth, rileva inoltre che la composizione delle specie sta cambiando in alcune aree

La copertura globale dei coralli si è dimezzata dagli anni ’50 a oggi, devastata dal riscaldamento globale, dalla pesca eccessiva, dall’inquinamento e dalla distruzione dell’habitat. È quanto emerge da un nuovo studio, pubblicato recentemente sulla rivista One Earth, il quale stabilisce inoltre che la diversità delle specie sulle barriere coralline è diminuita di oltre il 60%.

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I coralli sono sempre più in declino e riflettono per primi gli effetti del cambiamento climatico

Dalla Grande Barriera Corallina di 2.300 km in Australia al Banco Saya de Malha nell’Oceano Indiano, le barriere coralline e la diversità delle specie ittiche che supportano sono in forte declino. Una tendenza che nelle previsioni è destinata ad aumentare se il pianeta continua a scaldarsi. Circa 14.705 indagini sulla barriera corallina in 87 paesi hanno rilevato che le catture delle specie di barriera hanno raggiunto il picco nel 2002 e da allora sono in declino, con tutto ciò che comporta per quanto riguarda il sostentamento delle popolazioni umane. 

Le barriere coralline sono infatti una fonte vitale di cibo per milioni di persone in tutto il mondo, in particolare per le comunità indigene insulari dove il pesce è la fonte primaria di proteine ​​animali. I ricercatori hanno affermato che un simile calo ha sollevato timori sulla futura stabilità alimentare.

Tyler Eddy, ricercatore presso la Memorial University of Newfoundland che ha diretto lo studio, ha affermato che anche se il declino degli ecosistemi delle barriere coralline è stato a lungo registrato a livello nazionale, è rimasto sorpreso dall’entità della scala del declino globale. «Le barriere coralline sono tra gli ecosistemi più sensibili del pianeta, quindi sono i primi a sperimentare davvero gli effetti del cambiamento climatico. Ci sono cali piuttosto drammatici negli anni ’60 e ’70. Poi, negli anni ’80, c’è ancora un leggero calo della copertura ma non è così rapido», ha detto. «Se si osservano le tendenze a livello nazionale della copertura della barriera corallina, vediamo alcuni dei maggiori cali in Papua Nuova Guinea, Giamaica e Belize».

Perdita di copertura delle barriere coralline: cambia anche la composizione delle specie

Le indagini hanno osservato inoltre che la composizione delle specie sulla barriera corallina stava cambiando in alcune aree. I pesci sensibili alla alte temperature mostrano un deciso declino mentre le specie più resistenti stanno diventando dominanti. John Bruno, ecologo marino dell’Università della Carolina del Nord e coautore dello studio, ha affermato che, nonostante le differenze regionali, la salute globale della barriera corallina è continuata a diminuire. «Sfortunatamente, abbiamo continuato a perdere corallo dalla maggior parte delle barriere coralline del mondo. Le ondate di calore marine si stanno rapidamente intensificando, portando a eventi di sbiancamento più frequenti e gravi, anche su alcune delle barriere coralline più isolate e incontaminate del mondo», ha affermato.

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Nei Caraibi, un recente studio ha rilevato che le barriere coralline erano diminuite di circa lo 0,25% all’anno, con solo il 10% circa del fondale marino occupato da coralli viventi entro il 2017. Gli oceani del mondo hanno assorbito oltre il 90% del calore intrappolato dai gas serra e le temperature medie dell’acqua sono continuate ad aumentare man mano che il pianeta si riscalda.

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Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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