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Siccità: cosa significa e quali sono le conseguenze

Cosa succede al territorio quando manca l'acqua

Nel linguaggio comune, e anche in meteorologia, siccità significa una persistente scarsità di precipitazioni, sotto forma di pioggia o neve, per un periodo sufficientemente lungo, dell’ordine di alcuni mesi come ad esempio per una stagione, o di più.

Siccità agricola

Non esiste una definizione univoca di siccità, che non indica necessariamente la totale assenza di precipitazioni: con “siccità agricola“, per esempio, si intende un periodo con precipitazioni insufficienti per le esigenze delle colture. Esigenze che dipendono dalla stagione, dal tipo di coltura e dal tipo di suolo. La stessa quantità di pioggia, per esempio, può essere sufficiente a mantenere umido un terreno nel semestre freddo, mentre potrebbe condurre all’inaridimento dello stesso suolo in estate, in condizioni di alte temperature e forte evapo-traspirazione.

La siccità, tuttavia, non minaccia solo le produzioni agricole: tra le conseguenze della scarsità di precipitazioni dobbiamo ricordare gli effetti sul sistema idrologico (laghi, fiumi, falde freatiche), la maggiore vulnerabilità dei boschi agli incendi e la diminuzione della produzione di energia idroelettrica.
Se particolarmente grave e prolungato, inoltre, un periodo siccitoso può danneggiare gli ecosistemi, portando alla morte della fauna selvatica e in qualche caso perfino della vegetazione, che, indebolita, diviene anche meno resistente all’attacco di insetti e malattie.

Siccità
Foto di Sven Lachmann da Pixabay

Siccità e sistema idrologico

Il sistema idrologico risponde con tempi diversi alla quantità di pioggia caduta: dopo piogge intense il livello di laghi e fiumi si alza abbastanza velocemente, mentre il calo successivo avviene con maggiore gradualità, specialmente se una parte dell’acqua proviene dalla lenta fusione della neve in montagna.
Per contro, le falde acquifere hanno tempi di ricarica più lunghi poiché la loro alimentazione dipende dall’infiltrazione delle acque superficiali.
Il rifornimento delle falde è minacciato anche dall’impermeabilizzazione dei suoli (strade ed edifici) e dal cambiamento nell’intensità delle piogge; lo stesso quantitativo di pioggia, infatti, penetra maggiormente nel suolo se la pioggia cade lentamente e a lungo, anziché nelle forma di brevi e forti rovesci.
Una tra le conseguenze più evidenti della siccità, la diminuzione della portata dei fiumi, ha a sua volta contraccolpi sulla navigabilità, sugli ecosistemi acquatici e sulla risalita del cosiddetto “cuneo salino” allo sbocco dei fiumi nel mare: se il flusso fluviale di acqua dolce è scarso l’acqua marina salata può risalire per alcuni chilometri lungo la foce stessa.

Siccità
Foto di bakedingroomsport da Pixabay

Siccità e temperature

Un aspetto meno conosciuto è il legame tra la siccità e le più alte temperatura dell’aria: normalmente, infatti, una parte dell’energia della radiazione solare che raggiunge la superficie è “consumata” dall’evaporazione dell’acqua contenuta nel suolo e nella vegetazione – lo stesso motivo per cui il sudore ci rinfresca la pelle -, mentre nel caso di terreni e vegetazione molto secchi, quasi tutta l’energia scalda il suolo e l’aria soprastante.
Le grandi ondate di calore osservate recentemente sono state spesso accompagnate dalla siccità, la quale a sua volta ha favorito, anche attraverso questo meccanismo, il raggiungimento di temperature massime estreme.

I cambiamenti climatici in atto, uniti alla crescita della popolazione, richiederanno una gestione sempre più attenta e scrupolosa delle risorse idriche. I segnali climatici più chiari e inequivocabili che osserviamo sono la crescita delle temperature insieme all’aumento dell’intensità e della frequenza delle ondate di calore.
Tutto questo, come si è visto, determina stress sulla vegetazione e sulle colture, anche a parità di precipitazioni.
Le nevi invernali, inoltre, fondono precocemente e alle quote più alte si riducono i ghiacciai, con inevitabile riduzione delle portate fluviali in estate. Il cambiamento climatico però incide ed inciderà anche sul “quanto” e sul “come” pioverà o nevicherà. Le serie storiche che registrano le precipitazioni sono caratterizzate da un segnale più “rumoroso e disordinato” rispetto a quello delle serie termometriche: in altre parole, negli accumuli si osserva una grande variabilità da un anno all’altro e talora perfino tra un decennio e l’altro.

Il clima del futuro in Italia

Tuttavia, con riferimento all’Italia, inizia a delinearsi lo scenario prospettato dai modelli che simulano il clima, vale a dire precipitazioni più scarse, specie nel semestre caldo, e fenomeni concentrati in episodi di breve durata e maggiore intensità.
È bene essere consapevoli di questi andamenti e degli scenari previsti per non farsi trovare impreparati.
Non possiamo permetterci di trascurare una risorsa preziosa come l’acqua, che non va inquinata e non deve essere sprecata, ad esempio persa da acquedotti inefficienti o, indirettamente, a causa dell’impermeabilizzazione dei suoli.
Tuttavia le sfide e gli adattamenti più grandi dovranno probabilmente essere affrontati dall’agricoltura, la quale è anche responsabile dei maggiori consumi idrici.

Siccità
Foto di Zach T B da Pixabay
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Lorenzo Danieli

Sono nato a Como nel 1971 e ancora oggi risiedo nei pressi del capoluogo lariano. Dopo la maturità scientifica ho studiato fisica all’Università degli Studi di Milano, dove mi sono laureato con una tesi di fisica dell’atmosfera. La passione per la meteorologia è nata quando ero un ragazzino e si è trasformata successivamente nella mia professione. Con il tempo sono andati crescendo in me l’interesse per la natura e per tutte le tematiche legate all’ambiente, fra le quali le cause e le conseguenze del cambiamento climatico.

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