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Emergenza ciclone Harold

Si sta muovendo nel Pacifico meridionale con raffiche anche oltre 100 km/h

Le autorità marittime delle Isole Salomone, stato insulare dell’oceano Pacifico meridionale, situato ad est della Papua Nuova Guinea, hanno riferito che dozzine di persone sono disperse e probabilmente morte dopo essere state scaraventate in mare mentre viaggiavano su un traghetto che si è ribaltato a causa delle condizioni meteorologiche avverse determinate dal ciclone Harold. Il traghetto della MV Taimareho era partito giovedì notte dalla capitale Honiara ed era diretto verso un porto nella provincia di Malaita. L’attraversamento dell’Iron Bottom Bay, il nome dato dai marinai alleati a questo tratto d’acqua a causa delle decine di navi e aerei che affondarono lì durante la battaglia di Guadalcanal nel 1942-43, è generalmente tranquillo, con le isole che proteggono gran parte della rotta, ma le autorità marittime avevano avvertito delle condizioni pericolose. Le operazioni di salvataggio sono ostacolate dalla pioggia sferzante, forti venti, onde giganti ma anche dalle risorse limitate a causa della crisi coronavirus. L’elicottero di soccorso del Paese infatti non poteva volare perché il secondo pilota è in quarantena così è stata inviata una motovedetta. Finora non ci sono stati casi confermati di Covid-19 nelle Isole Salomone, ma il Paese che ha strutture sanitarie molto limitate, è in stato di emergenza.

Photo by Joint Typhoon Warning Center

Alla fine della giornata di oggi Harold avrà venti medi a circa 90 km/h con raffiche anche oltre 100 km/h e nella giornata di domani si intensificherà con venti medi a circa 120 km/h e raffiche fino a 140 km/h. Nelle prossime ore continuerà il suo viaggio nel Pacifico in direzione dell’arcipelago di Vanuatu che verrà investito in pieno sabato. Il Consiglio nazionale dei disastri ha avvertito le persone di trasferirsi nelle zone più alte, viste le previsioni di straripamento di fiumi e torrenti. L’Australia ha donato circa 60.000 $ di fondi emergenza alle Isole Salomone per aiutarle a fronteggiare i danni arrecati dal passaggio del tifone.

Photo by tropic.ssec.wisc.edu
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Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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