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Clima, negli ultimi 50 anni i rischi legati all’acqua hanno dominato l’elenco dei disastri

In Europa, nonostante le ultime catastrofiche alluvioni, il numero delle vittime legate agli eventi meteorologi estremi è generalmente in calo

I disastri legati al clima stanno purtroppo caratterizzando l’estate, tra ondate di calore soffocanti e alluvioni catastrofiche. Secondo un nuovo rapporto dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), negli ultimi 50 anni i rischi legati all’acqua hanno dominato l’elenco dei disastri, in termini sia di vittime che di perdite economiche.

Clima, in Europa negli ultimi cinquanta anni le maggiori perdite economiche derivano da tempeste e inondazioni ma il maggior numero di vittime è legato alle ondate di calore

Dei primi 10 disastri, i rischi che hanno portato alle maggiori perdite umane durante il periodo sono stati siccità (650.000 morti), tempeste (577.232 morti), inondazioni (58.700 morti) e temperature estreme (55.736 morti), secondo il prossimo Atlas of Mortality and Economic Losses from Weather, Climate and Water Extremes (1970-2019). Per quanto riguarda le perdite economiche, i primi 10 eventi includono tempeste (521 miliardi di dollari) e inondazioni (115 miliardi di dollari).

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In Europa, nell’arco degli ultimi 50 anni, inondazioni e tempeste hanno causato le maggiori perdite economiche, con un costo di 377,5 miliardi di dollari. In termini di vittime, invece, sono le ondate di calore ad avere il primato. I dati mostrano che nell’arco di tempo preso in esame, i rischi meteorologici, climatici e acquatici hanno rappresentato il 50% di tutti i disastri (compresi i rischi tecnologici), il 45% di tutti i decessi segnalati e il 74% di tutte le perdite economiche segnalate a livello globale.

Acqua e cambiamento climatico su un unico tavolo di discussione: la sfida dell’Organizzazione meteorologica mondiale

L’acqua, specifica l’Organizzazione meteorologica mondiale, è l’elemento attraverso il quale percepiamo maggiormente l’impatto dei cambiamenti climatici. La sfida del WMO è appunto quella di portare acqua e cambiamento climatico su un unico tavolo di discussione, affrontandoli come un argomento unico. A tal proposito è stata creata una nuova Water and Climate Coalition, una comunità di attori multisettoriali, guidata da una leadership di alto livello e focalizzata sull’azione integrata per l’acqua e il clima.

«I rischi legati al clima e all’acqua stanno aumentando di frequenza e intensità a causa dei cambiamenti climatici. Il bilancio umano ed economico è stato evidenziato con tragici effetti dalle piogge torrenziali, dalle inondazioni devastanti e dalla perdita di vite umane nell’Europa centrale e in Cina la scorsa settimana», ha affermato il segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale, professor Taalas.

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«Gli episodi di forti piogge portano sempre di più l’impronta del cambiamento climatico. Man mano che l’atmosfera si riscalda trattiene più umidità – spiega il prof. Taalas -, il che significa che pioverà di più durante le tempeste, aumentando il rischio di inondazioni».

«Nessun paese, sviluppato o in via di sviluppo, è immune. Il cambiamento climatico è qui e ora. È imperativo investire di più nell’adattamento ai cambiamenti climatici e un modo per farlo è rafforzare i sistemi di allarme rapido multi-rischio», conclude. 

Europa, nonostante le ultime tragedie il numero delle vittime causate da eventi meteorologi estremi è generalmente in calo

In Europa, nonostante le ultime catastrofiche alluvioni che hanno causato numerose vittime, in particolare in Germania, Belgio e Paesi Bassi, il numero dei decessi causati da eventi meteorologi estremi è generalmente in calo. Il merito va sostanzialmente a un miglioramento degli allarmi tempestivi e a una migliore gestione delle catastrofi. Dopo l’elevato numero di vittime in seguito alle ondate di calore del 2003 e del 2010, in Europa sono stati inaugurati nuovi piani d’azione. Gli allarmi tempestivi hanno salvato molte vite nell’ultimo decennio.

In Europa, in totale, 1.672 disastri registrati hanno accumulato 159.438 morti e 476,5 miliardi di dollari di danni economici dal 1970 al 2019. Sebbene le inondazioni (38%) e le tempeste (32%) siano state la causa prevalente nei disastri registrati, le temperature estreme hanno rappresentato il maggior numero di morti (93%), con 148.109 vite perse in 50 anni.

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Le due ondate di calore estreme del 2003 e del 2010 hanno rappresentato il maggior numero di morti (80%), con 127.946 vite perse nei due eventi. Questi due eventi distorcono le statistiche sul numero di morti in Europa. L’ondata di caldo del 2003 è stata responsabile della metà dei decessi in Europa (45%), con un totale di 72.210 decessi nei 15 paesi colpiti. In Europa, la distribuzione dei disastri per rischio correlato mostra che le inondazioni fluviali (22%), le tempeste generali (14%) e le inondazioni generali (10%) erano i pericoli più diffusi.

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Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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