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Obiettivi di sviluppo sostenibile: i progressi dell’Italia e l’importanza della statistica informativa

L'informazione statistica, tassello fondamentale per il raggiungimento di SDGs e Green Deal

L’adozione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile da parte di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite ha segnato un passo importante verso la delineazione di un modello di sviluppo condiviso, al cui centro si pongono i cosiddetti 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs); gli obiettivi invitano tutti i paesi ad intervenire concretamente come un partenariato globale per realizzare un nuovo modello di sviluppo per le società e per il Pianeta sulla base di valori condivisi: riconoscono che le azioni per porre fine alla povertà, devono includere strategie che migliorino la salute e l’istruzione, riducendo così la disuguaglianza e stimolando la crescita economica, il tutto affrontando i cambiamenti climatici, preservando gli habitat naturali degli oceani e delle foreste.

In occasione della presentazione della terza edizione del Rapporto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, l’Istat ha organizzato il seminario “Sostenibilità e Rapporto SDGs 2020: la statistica per il nostro futuro” per fare il punto sui progressi fatti dall’Italia sul raggiungimento dei 17 obiettivi e per proiettare l’attività e l’informazione statistica verso il futuro.

Il Rapporto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile viene presentato dall’Istat ogni anno, è un rapporto dinamico che tiene conto sia della necessità di aggiornamento degli indici sugli obiettivi che delle relative interconnessioni con i cambiamenti della società. In proposito, sono intervenuti: Fabio Bacchini, Dirigente del Servizio per l’analisi dei dati e la ricerca economica, sociale e ambientale, Angela Ferruzza, Dirigente del Servizio Ambiente, territorio e registro delle unità geografiche e territoriali dell’Istat.

Nel Rapporto 2020, ovviamente riferito principalmente al 2019, non si è potuto non tenere in considerazione l’impatto dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia causata dal Covid-19 che ha influito sia sulla società che sui comportamenti dei singoli individui. Il Rapporto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile 2020 tiene di conseguenza conto anche di uno schema di interconnessioni e reti che rappresenta le interazioni tra il Covid-19 e ciascuno dei 17 obiettivi e stima la riduzione delle emissioni generate dai comportamenti di imprese e singoli individui durante il lockdown.

Oltre all’inclusione delle valutazioni statistiche rispetto alla pandemia, il Rapporto del 2020 presenta novità sul piano statistico: sono stati predisposti più indicatori per il monitoraggio degli obiettivi di sviluppo sostenibile, ovvero 325 misure statistiche (di cui 296 differenti) per 130 indicatori UN-IAEG e 125 misure statistiche aggiornate rispetto al 2019.

La terza novità sul piano dei contenuti del rapporto di quest’anno, è l’introduzione in via sperimentale di tre indici di sintesi dei 17 Goal, così raccolti in sottoinsiemi riconducibili a tre dimensioni: sociale, ambientale ed economica.

Fonte: Rapporto Istat 2020 – Capitolo 1

Sulla base di questo raggruppamento, si nota che negli ultimi dieci anni gli indicatori mostrano una tendenza generalizzata al miglioramento, più evidente se si analizzano gli indicatori per i singoli GOAL, che risulta più accentuata per la parte ambientale e sociale rispetto a quella economica; quest’ultima ha evidenziato un peggioramento fino al 2013, in concomitanza con la crisi economica.

I fattori che hanno influito maggiormente sul miglioramento della dimensione ambientale sono i progressi del settore dell’energia pulita e del consumo responsabile favorito da una maggiore diffusione e consapevolezza delle problematiche legate al sistema-ambiente. Il miglioramento della dimensione sociale trova riscontro negli indicatori sulla salute e sull’istruzione.

Il Report riporta una variazione di tutti e tre le sfere di indicatori durante il periodo del lockdown ( 25 marzo-3 maggio): “la chiusura delle attività economiche ha riguardato le attività di 2,2 milioni di imprese (il 49% del totale), con un’occupazione di 7,4 milioni di addetti (44,3% del totale). Allo stesso tempo le restrizioni sui comportamenti sociali hanno avuto un drastico impatto sulle spese delle famiglie verso il turismo, i carburanti e i trasporti terrestri. Se da un lato il lockdown ha avuto un impatto negativo sulle attività economiche, dall’altra ha prodotto effetti positivi sulle emissioni climalteranti e inquinanti.

Dal Report dell’Istat, che è possibile scaricare integralmente QUI, si evince come per raggiungere in modo costruttivo ed efficiente i 17 obiettivi sia necessario misurare la sostenibilità: sia l’Agenda 2030 che il Green Deal, strettamente interconnessi, necessitano una informazione statistica continua.

Apollonia Miola, Senior Policy Advisor dell’OCSE, è intervenuta per sottolineare l’importanza della coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile, in particolare ai tempi del Covid-19, per un recupero sostenibile e in linea con i 17 obiettivi. L’approccio di governance proposto si fonda su tre pilastri fondamentali: una visione strategica di lungo periodo, una cooperazione sinergica degli attori istituzionali su tutti i livelli data da una governance che gestisca le sinergie e i trade off e l’utilizzo di strumenti di misurazione dei risultati e degli impatti.

L’analisi del periodo di emergenza sanitaria ha evidenziato come alcuni obiettivi siano stati influenzati dalle misure di recupero a breve termine (adottate nella Fase1 e nella Fase2 dell’emergenza) e la relativa necessità futura di integrazione (nella fase di Recovery) di queste misure con obiettivi sostenibili a lungo termine che permettano di far fronte anche agli impegni internazionali come l’agenda 2030 e gli Accordi di Parigi. Nella fase di recovery dalla pandemia Covid-19 è necessario proteggere i progressi nel raggiungimento degli SDGsridurre al minimo degli impatti transfrontalieri al fine di conseguire uno sviluppo sostenibile nazionale ed estero e costruire una azione coordinata a livello locale, nazionale ed internazionale. Per fare ciò, è nuovamente chiaro come il ruolo della statistica e degli indicatori di misurazione dei progressi, abbiano un ruolo chiave per orientare i policy driver nell’identificazione delle interconnessioni per la ripresa dal Covid-19.

Un futuro sostenibile non è solo necessario, è anche possibile e la misurazione della sostenibilità, attraverso le rilevazioni e le analisi statistiche, si rivela strumento fondamentale per individuare le vie e le azioni da intraprendere.

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Elisabetta Ruffolo

Nata a Milano, classe 1989, laureata in Management Pubblico presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano, conclude il suo percorso accademico con un elaborato in diritto dell'economia su "La normativa europea sull'equity crowdfunding: problemi e prospettive". Approda a Meteo Expert nel 2016 dove si occupa di coordinare le attività di divulgazione scientifica in ambito televisivo e radiofonico, per le quali è responsabile di produzione. E' responsabile editoriale dei contenuti di IconaClima e IconaMeteo. Studia gestione e comunicazione della sostenibilità presso l'Alta scuola per l'Ambiente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

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