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Nel 2020 le rinnovabili hanno superato i combustibili fossili come principale fonte di energia dell’UE. L’analisi

Il 25 gennaio 2021 è stato pubblicato il quinto rapporto annuale di Ember e Agora Energiewende, attraverso il quale è stata tracciata la transizione dell'elettricità in Europa. L’analisi ha messo in evidenza che le energie rinnovabili hanno superato i combustibili fossili fino a diventare, per la prima volta nel 2020, la principale fonte di elettricità dell'UE.

Ember è un gruppo di ricerca indipendente sul clima e sull’energia, senza scopo di lucro, il cui obiettivo principale è quello di accelerare la transizione globale dell’elettricità dal carbone all’energia “pulita”. Esso raccoglie, cura e analizza i dati del settore energetico globale e il loro impatto sul clima.

L’organizzazione sostiene che l’energia da carbone deve essere urgentemente fermata per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C ed evitare i peggiori effetti del cambiamento climatico. Una rapida transizione all’elettricità senza fossili alimenterà la prosperità futura per tutti.

In questo modo ne beneficerebbero:

  • il clima la combustione di carbone per la produzione di energia emette più anidride carbonica di qualsiasi altra fonte;
  • la salute il carbone è la fonte di energia più letale a causa dell’inquinamento che ne comporta;
  • l’ambiente  il carbone ha impatti drammatici su acqua, terra, atmosfera e fauna;
  • l’economia   le energie rinnovabili sono ora più economiche del nuovo carbone e lo stanno diventando per il carbone esistente.
Il grafico elaborato da EMBER, secondo l’analisi degli scenari contenuti nell’ultimo report dell’IPCC, mostra quale dovrebbe essere la percentuale di carbone nella produzione globale di elettricità entro il 2050, al fine di mantenere l’aumento della temperatura media terrestre entro 1,5 °C (fonte: ember-climate.org).

La visione di Ember: “zero carbone” nella produzione di elettricità entro il 2050

Per raggiungere questo traguardo straordinario il gruppo di lavoro punta principalmente sulla:

  • transizione all’energia eolica e solare, attraverso le quali dominare la rete elettrica del futuro, supportata da una miscela di tecnologie, tra cui l’idroelettrico, il nucleare, il geotermico, le batterie, l’idrogeno e altri tipi di stoccaggio di energia a lungo termine;
  • elettrificazione totale, la quale taglierà le emissioni dei trasporti, del calore domestico, dell’industria e di altri settori, mentre ogni singola persona della crescente popolazione mondiale avrà accesso all’elettricità;
  • cessazione definitiva dell’uso dei combustibili fossili, l’energia a carbone e a gas non consumata sarà infatti completamente eliminata.

Ember è stata al centro dei recenti cambiamenti politici in Europa e in Asia. Tutte le ricerche svolte nell’ambito energetico e i dati raccolti vengono usati quotidianamente dai politici e appaiono regolarmente nei media più importanti del mondo, come per esempio The Financial Times, The New York Times, Le Monde, The Guardian, Japan Times, Al Jazeera, Frankfurter Allgemeine Zeitung, etc.

Si tratta di una grande organizzazione che riunisce un team di esperti provenienti da tutto il mondo, specializzati e profondi conoscitori della rete e dell’energia elettrica, appassionati di cambiamenti climatici basati sull’evidenza dei fenomeni ed impegnati ad affrontare l’attuale crisi climatica.

Fondato nel 2008 come Sandbag Climate Campaign, questo pool di ricercatori si prefigge da subito di realizzare un’azione reale sul cambiamento climatico e riformare il mercato del carbone dell’UE attraverso la campagna “Destroy Carbon”, che permette di acquistare e rimuovere le quote di carbonio in eccesso dal sistema di scambio delle emissioni dell’UE.

L’opportunità arriva con l’accesso ad un’enorme quantità di dati che il mercato del carbonio stava raccogliendo da 11.000 centrali elettriche e fabbriche in tutta Europa. Attraverso un’azione basata sulla difesa dell’ambiente e del clima, nel corso degli anni l’organizzazione no profit contribuisce ad ottenere una vera riforma politica che porta il prezzo del carbonio nell’UE da 2 a 30 euro,  riducendo significativamente le emissioni nel settore energetico, con un impatto che ora inizia a farsi sentire anche sull’industria.

I continui approfondimenti e le incessanti analisi sui dati delle emissioni in Europa effettuati da Ember rendono sempre più chiaro che la dipendenza dell’energia dal carbone è il maggiore problema climatico dell’Europa. Nel 2014 il gruppo di ricerca pubblica un rapporto sul fallimento dell’Europa nell’affrontare il problema del carbone e negli anni successivi decreta la fine del carbone in Europa, divenendo membro fondatore di Europe Beyond Coal. Nel 2018 l’associazione ottiene il limite cruciale di emissioni di 550 g di CO2/kWh e una nuova legislazione per ridurre l’inquinamento atmosferico delle centrali elettriche in Europa.

Con il crescente successo nel promuovere un reale cambiamento politico per tagliare il carbone e le relative emissioni nell’UE, l’organizzazione si rende conto che può replicare il proprio modello in tutto il mondo.

Così, nel marzo 2020, si ribattezza con il nome di EMBER, segnando la sua nuova portata globale e la sua forte volontà di accelerare la transizione dell’elettricità dal carbone all’elettricità pulita.

E’ stato scelto Ember perché si pensa evochi l’età morente del carbone, ma anche l’inizio di qualcosa di nuovo, mentre ci si muove verso un futuro in cui tutti devono avere sempre più libero accesso all’elettricità pulita.

Ember porta con sè l’etica di Sandbag. Si lascia guidare dall’evidenza, non dall’ideologia, e usa i propri dati e le proprie analisi per trovare i punti di svolta nelle nuove politiche energetiche e climatiche.

Dati alla mano: cosa ci dice l’ultimo rapporto di Ember?

Dall’ultima approfondita analisi effettuata emerge che, nel 2020, le fonti rinnovabili sono salite fino a generare il 38 % dell’elettricità europea (rispetto al 34.6 % dell’anno precedente), superando per la prima volta la generazione da fonti fossili, scesa al 37 %. Un risultato considerato molto importante nella transizione dell’energia pulita in Europa. A livello di singoli Paesi, anche Germania e Spagna (e separatamente il Regno Unito) hanno raggiunto per la prima volta questo traguardo. La transizione dal carbone al pulito è tuttavia ancora troppo lenta per raggiungere il 55 % di riduzione dei gas serra entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050.

L’eolico e il solare stanno alimentando l’aumento delle fonti rinnovabili in Europa. La generazione eolica è aumentata del 9 % nel 2020 e quella solare del 15 %. Insieme hanno generato un quinto dell’elettricità europea nel 2020. Dal 2015, l’eolico e il solare hanno alimentato l’intera crescita delle rinnovabili in Europa, mentre la crescita delle bioenergie si è arrestata e la generazione idroelettrica è rimasta invariata.

La generazione di energia eolica e solare, dal 2019 al 2020, è aumentata in tutti i Paesi UE, con un incremento tra i più bassi in assoluto, paradossalmente, in Italia (fonte: ember-climate.org).

L’aumento delle rinnovabili è ancora troppo lento, la crescita della generazione eolica e solare deve quasi triplicare per raggiungere gli obiettivi del green deal europeo del 2030: da 38 TWh/anno di crescita media nel decennio 2010-2020 a 100 TWh/anno di crescita media tra il 2020 e il 2030. È incoraggiante che l’eolico e il solare siano aumentati di 51 TWh nel 2020, ben al di sopra della media 2010-2020, nonostante l’impatto dell’attuale pandemia. La IEA (International Energy Agency) ha previsto una crescita record della capacità eolica e solare nel 2021. Tuttavia, i Paesi dell’UE devono aumentare considerevolmente i loro impegni per il 2030. Al momento, i piani nazionali per l’energia e il clima sommano solo circa 72 TWh/anno di nuovo eolico e solare, non i 100 TWh/anno effettivamente necessari.

Nel corso del decennio 2020-2030 la crescita di energia eolica e solare a livello europeo dovrà quasi triplicare, secondo gli obiettivi del green deal (fonte: ember-climate.org).

Sul lato carbone, invece, la produzione è scesa del 20 % nel 2020 e si è dimezzata dal 2015. Una riduzione che si è registrata in quasi tutti i Paesi, continuando il crollo ben avviato prima del Covid-19. Metà del calo nel 2020 è stato dovuto ad una diminuzione della domanda di elettricità, che è scesa del 4 % a causa dell’impatto della pandemia, e solo metà è stata dovuta all’eolico e al solare aggiuntivi. Con il rimbalzo della domanda di elettricità, nel 2021 l’eolico e il solare dovranno aumentare a un ritmo più veloce se si vogliono sostenere i recenti cali del carbone.

Diminuzione del consumo di carbone per la produzione di energia elettrica nei Paesi UE dal 2019 al 2020. I Paesi Bassi e la Spagna hanno avuto la più forte diminuzione di carbone nel mix energetico, riducendolo della metà. Per contro, la Polonia lo ha ridotto solo dell’8 %(fonte: ember-climate.org).

La produzione di gas è scesa solo del 4 % nel 2020, nonostante la pandemia. La maggior parte del calo del fossile nel 2020 è stato sul carbone piuttosto che sul gas, perché l’elevato prezzo del carbonio ha fatto sì che la generazione di gas fosse la forma più economica di generazione fossile, anche sottoquotando per la prima volta la lignite (sedimento fossile, organico e combustibile, presente in alcune foreste e ampiamente utilizzato in Italia fino agli anni 50’ e 60’). Il gas fossile ha ancora fornito il 20% dell’elettricità europea nel 2020, e anche se la sua produzione è scesa nel 2020, è ancora il 14% in più rispetto al 2015. La Grecia, i Paesi Bassi e la Polonia hanno visto la produzione di gas aumentare nel 2020.

Oltre alla Polonia, i Paesi con la più grande quota di generazione fossile sono Paesi Bassi, Grecia, Irlanda e Italia. Anche se il carbone è stato gradualmente eliminato in Olanda, Grecia, Irlanda e Italia, la loro continua dipendenza dalla produzione di gas significa che sono ancora molto lontani da un’elettricità senza fossili. La Polonia e la Repubblica Ceca sono gli unici due Paesi con più di quattro volte la quantità di generazione fossile rispetto a quella delle rinnovabili. L’Austria ha la quota di rinnovabili più alta, ma anche qui c’è ancora molto gas da eliminare.


Rapporto fonti rinnovabili, fonti fossili e nucleare nel 2020 nei Paesi UE (fonte: ember-climate.org).

La produzione di nucleare è scesa del 10 % nel 2020, poiché i problemi francesi e belgi si sono combinati con le chiusure permanenti in Svezia e Germania. Si tratta, probabilmente, della più grande caduta di sempre – e questo ha anche impedito che la generazione a gas (e in misura minore a carbone) scendesse ulteriormente -. La tendenza alla diminuzione dovrebbe continuare anche in futuro, man a mano che i vari Paesi si adopereranno maggiormente per eliminare gradualmente il nucleare: 2022 per la Germania, 2025 per il Belgio, 2030 per la Spagna e una riduzione in Francia entro il 2035 a metà del suo mix elettrico. Questo ci fa comprendere ancora una volta la necessità immediata di velocizzare le capacità aggiuntive di eolico e solare.

Tutto questo significa che l’elettricità dell’Europa nel 2020 era del 29 % più pulita rispetto al 2015. Il consumo di carbonio è sceso da 317 grammi di CO2/kWh del 2015 a 226 grammi nel 2020. Anche se la produzione di carbone si è quasi dimezzata, il 43 % del declino del carbone è stato compensato da un aumento della produzione di gas, rallentando la riduzione nell’uso di carbone.

I prossimi anni saranno cruciali

Il mondo ha bisogno di dimezzare rapidamente le emissioni di CO2 entro il 2030 per evitare i peggiori effetti del cambiamento climatico già in atto.

I percorsi tracciati dall’IPCC per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C mostrano che quasi la metà dei tagli alle emissioni necessari entro il 2030 proverrà dalla graduale eliminazione dell’energia da carbone. La soglia di 1,5 °C rappresenta un punto di svolta molto pericoloso, oltre il quale sarà difficile tornare indietro nell’ambito della crisi climatica. Entro il 2030 il carbone dovrebbe fornire meno del 9 % dell’elettricità globale e quasi zero entro il 2040. I Paesi dell’OCSE devono eliminare gradualmente l’energia da carbone entro il 2030, e per tutti il limite temporale massimo dovrà essere il 2040.

Il carbone fornisce attualmente circa un terzo dell’elettricità globale ed è la più grande fonte di energia del nostro pianeta. La sfida che dobbiamo affrontare è quella dell’eliminazione del carbone nello stesso momento in cui l’elettrificazione spinge la domanda di elettricità. Tutti i Paesi della Terra devono costruire nuova energia pulita abbastanza velocemente, sia per soddisfare la domanda crescente che per sostituire il carbone ancora in uso.

Rino Cutuli

Rino Cutuli è laureato in Scienze Ambientali e si è specializzato in Meteorologia Applicata. Da febbraio 2005 lavora come Meteorologo presso Meteo Expert. Nel settembre del 2011 pubblica il suo primo libro dal titolo "Rosso di sera..." dedicato ai proverbi e modi di dire sul tempo, inserito nella collana meteo Alpha Test. Nel giugno del 2013 consegue l’attestato di competenza “Meteorologo Aeronautico”, rilasciato da ENAC secondo la normativa WMO vigente. Da settembre 2014 insegna Meteorologia presso l'Istituto Tecnico Aeronautico A. Locatelli di Bergamo. Nel febbraio del 2017, infine, consegue la qualifica di Meteorologo professionista.

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