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Coronavirus, l’emergenza è globale e il clima che cambia non gioca a nostro favore

Il cambiamento climatico può influire sulla sopravvivenza e diffusione dei vettori, responsabili della trasmissione di malattie infettive

L’Oms ha dichiarato l’emergenza globale per il Novel Coronavirus (2019-nCoV), virus che, partito da Wuhan City in Cina, si sta ora diffondendo in altri Paesi e Continenti del Mondo: il numero delle persone contagiate ha superato i 14mila e nell’ultimo giorno si sono registrati 46 nuovi decessi. Tra questi anche il primo morto fuori dalla Cina: si tratta di un cittadino cinese residente a Wuhan che è deceduto, secondo quanto riferito dall’Oms, nelle Filippine.

Il riscaldamento globale e gli eventi meteo estremi in futuro potranno contribuire ad accelerare e aumentare la diffusione territoriale dei virus, contribuendo ad alzare il rischio di contagio e di pandemia.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’apparente aumento di casi di malattie infettive sembra legato ad un rapido aumento demografico, a cambiamenti ambientali, sociali, tecnologici e altri cambiamenti che stanno modificando il nostro modo di vivere. Anche il cambiamento climatico però può influire sulla manifestazione di malattie infettive.

Virus: come avviene la trasmissione?

Fonte Oms

Gli agenti infettivi possono avere dimensioni, tipologie e modalità diverse di trasmissione. Virus, batteri, protozoi e parassiti multicellulari, si sono adattati, attraverso il processo evolutivo, alla specie umana che per loro è, in alcuni casi, l’unico ospite (antroponosi). Altri , invece, vengono trasmessi dagli animali (zoonosi). Questi agenti infettivi vengono trasmessi con contatto diretto (senza un intermediario) o indiretto (ossia attraverso un vettore, animato o inanimato), per via ematogena (sangue), tramite droplet (saliva), o per via respiratoria.

Il cambiamento del clima può influire?

La sopravvivenza e riproduzione dei vettori, degli agenti patogeni e degli ospiti dipende strettamente dalle condizioni meteo-climatiche: temperatura e precipitazioni sono i due fenomeni meteorologici più importanti, ma influiscono anche l’aumento del livello del mare e il numero di ore di luce.
La pioggia, in particolare, può condizionare il processo di trasporto e diffusione degli agenti infettivi, la temperatura, invece, influenza la loro crescita e sopravvivenza. Prendiamo ad esempio le zanzare che, oltre ad essere molto pericolose per l’uomo (ogni anno provocano 725 mila morti), trasmettono da sole il 17% delle malattie infettive.

Fonte Oms

La temperatura dell’aria e la presenza di acqua superficiale hanno una stretta correlazione con la loro sopravvivenza. L’acqua stagnante permette loro di riprodursi e in ambienti umidi riescono a sopravvivere. Temperature più miti favoriscono il loro processi di riproduzione, allungano la stagione di trasmissione e riducono il periodo di maturazione del patogeno all’interno dell’organismo del vettore.

Temperature troppo alte e clima troppo secco, al contrario, possono ridurre le chance di sopravvivenza delle zanzare, così come l’aumento di eventi estremi potrebbe favorire la dispersione delle larve, l’inattivazione delle uova e la diminuzione del numero di adulti.

Secondo il Ministero della Salute italiano, un aumento globale delle temperature potrebbe provocare una accelerazione del ciclo di sviluppo delle zanzare, l’aumento della loro densità e attività, la loro espansione latitudinale e altitudinale, con il rischio di introduzione e stabilizzazione di nuove specie.

Non solo zanzare. Il riscaldamento superficiale degli oceani potrebbe favorire le fioriture di alghe tossiche. L’aumento delle piogge in alcune zone potrebbe favorire l’aumento di casi di virus della febbre della Rift Valley o di Hantavirus, perché potrebbe creare un habitat favorevole per zanzare e roditori.

Cambiamenti climatici ma anche fattori socio-economici e ambientali

Insomma, sono diversi i fattori che contribuiscono all’aumento di malattie e virus trasmessi da vettori. I cambiamenti climatici determinano, proprio come una reazione a catena, una serie di effetti collaterali sui fattori biologici: la migrazione di animali, l’adattamento dei vettori a climi differenti, il successivo adattamento dei patogeni ai vettori e, di conseguenza, la loro maggiore diffusione territoriale. L’Oms ritiene che una delle più grandi conseguenze del cambiamento climatico sarà proprio l’alterazione dei processi di trasmissione di malattie infettive. Questo potrebbe interessare maggiormente i Paesi più poveri dove le malattie e i virus trasmessi da vettori potrebbero frenarne o addirittura arrestarne lo sviluppo.
A questi si aggiungono i fattori socio-economici (aumento demografico, guerre, carestie, migrazioni, disponibilità e gestione delle risorse idriche), la globalizzazione e i fattori ambientali (agricoltura aggressiva, cambiamenti nello sfruttamento del suolo, la cattiva gestione del territorio, urbanizzazione e deforestazione).

 

Leggi anche – Coronavirus, attenti alle bufale: il fact checking dell’Oms

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Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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