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«La nostra casa è in fiamme e voi le state alimentando». Il discorso completo di Greta Thunberg a Davos

«Siamo ancora qui a chiedervi di comportarvi come se amaste i vostri figli più di ogni altra cosa»

«Sono venuta qui, a Davos, un anno fa e vi avevo detto che la nostra casa era in fiamme. Ho ammesso che volevo l’intenzione di spaventarvi. Mi hanno avvisato che provocare il panico sul cambiamento climatico è una mossa pericolosa. Ma non temete. Va bene. Credetemi, l’ho già fatto in passato e vi assicuro che non porta da nessuna parte». Così inizia il discorso di Greta Thunberg a Davos per il World Economic Forum.

«Non vi diciamo di affidarvi a tecnologie che oggi non esistono ancora e che, secondo la scienza, potrebbero non esistere mai. Non vi stiamo chiedendo di continuare a dire di voler raggiungere le emissioni zero o la neutralità carbonica manipolando e falsificando i numeri».

«Non vi stiamo chiedendo di compensare le emissioni semplicemente pagando qualcuno per piantare qualche albero in Paesi come l’Africa mentre, allo stesso tempo, foreste come l’Amazzonia vengono massacrate ad un ritmo sempre più elevato. Piantare alberi è un bene, certo, ma non si avvicina neanche a quello che dovrebbe essere fatto e non può sostituire un vero processo di mitigazione o di rinselvatichimento».

«Siamo chiari. Non abbiamo bisogno di una “economia a basse emissioni di carbonio”. Non dobbiamo “diminuire le emissioni”. Le nostre emissioni devono terminare per avere una possibilità di restare sotto il target dei 1,5 gradi. E finché abbiamo a disposizione le tecnologie che, in scala, potrebbero portare le nostre emissioni a valori negativi dobbiamo dimenticarci dello zero netto. Abbiamo bisogno del vero zero. Perché i lontani obiettivi delle emissioni zero nette non significheranno nulla se continuiamo a ignorare il budget di anidride carbonica, di cui abbiamo bisogno oggi, non nel lontano futuro. Se le emissioni dovessero continuare per i prossimi anni sui livelli di oggi, quello che rimane del budget disponibile verrà presto esaurito».

«Il fatto che gli USA abbiano deciso di lasciare l’Accordo di Parigi sembra essere una offesa e una minaccia per tutto, e dovrebbe esserlo. Ma il fatto che stiamo per non rispettare gli impegni sottoscritti nell’Accordo di Parigi sembra non interessare alle persone al potere. Qualsiasi piano o programma che non include un taglio radicale delle emissioni direttamente dalla base ad iniziare da oggi, è totalmente insufficiente per restare sotto la soglia dei 2 gradi».

«Ancora una volta. Non si tratta di destra o sinistra. Non può fregarci di meno della vostra appartenenza politica. Dalla prospettiva della sostenibilità, la destra, la sinistra, così come il centro, hanno fallito. Nessuna ideologia politica o struttura economica è riuscita ad affrontare l’emergenza climatica e ambientale per creare un mondo coeso e sostenibile. Perché quel mondo, nel caso non ve ne siate accorti, sta andando a fuoco».

«Voi dite che i bambini non devono preoccuparsi. Voi dite: “lasciate fare a noi, sistemeremo noi il problema, ve lo promettiamo e non vi deluderemo. Non siate così pessimisti”. Ma poi, il nulla. Silenzio. O addirittura peggio del silenzio: parole vuote e promesse che danno l’impressione che qualcosa si stia facendo. Tutte le soluzioni, ovviamente, non sono possibili nella società di oggi. Né abbiamo il tempo per aspettare nuove soluzioni tecnologiche per iniziare a ridurre drasticamente le emissioni. Quindi, certo, la transizione non sarà facile. Sarà difficile. E se non iniziamo ad affrontarla ora insieme, con tutte le carte che abbiamo, non saremo in grado di risolvere questo problema in tempo».

«Nei giorni che hanno preceduto il 50/mo anniversario del World Economic Forum, ho preso parte ad un gruppo di attivisti climatici che stanno chiedendo questo a voi, i leader politici ed economici più potenti e influenti del mondo: iniziare a intraprendere le azioni necessarie. Noi chiediamo ai partecipanti del World Economic Forum di quest’anno, partecipanti di ogni azienda, banca, istituzione e governo: fermate immediatamente ogni investimento nell’esplorazione ed estrazione fossile, mettete fine ad ogni sussidio, disinvestite totalmente e subito dai carburanti fossili. Non vogliamo che questo avvenga nel 2050, nel 2030 e nemmeno nel 2021. Vogliamo che venga fatto ora».

«Può sembrare che stiamo chiedendo tanto. E direte sicuramente che siamo ingenui. Ma questo è l’impegno minimo richiesto per iniziare una transizione rapida e sostenibile. Quindi o lo fate o dovrete spiegare ai vostri figli perché avete rinunciato all’obiettivo dei 1,5 gradi. Perché avete deciso di arrendervi senza nemmeno fare un tentativo».

«Ecco io sono qui per dirvi che, al contrario di voi, la mia generazione non si arrenderà senza lottare».

«I fatti sono  chiari, ma sono ancora così scomodi da affrontare. Voi lasciate stare perché pensate che sia troppo deprimente e che le persone si arrendano. Ma le persone non si arrenderanno. Voi siete gli unici a farlo».

«Settimana scorsa ho incontrato un gruppo di minatori di carbone in Polonia che ha perso il lavoro perché la miniera aveva chiuso. Persino loro non si sono arresi, anzi. Sembra che abbiano compreso il fatto che dobbiamo cambiare meglio di voi. Mi chiedo: quale scusa darete ai vostri figli per aver fallito e per aver lasciato che siano loro a fare i conti con il cambiamento climatico che consapevolmente avete scaricato addosso a loro? E il target dei 1,5 gradi? “Sembrava che fosse così negativo per l’economica che abbiamo deciso di abbandonare l’idea di assicurarvi condizioni vitali future senza nemmeno provarci?”».

«La nostra casa va a fuoco. E la vostra inerzia sta alimentando le fiamme di ora in ora. Noi siamo ancora qui a dirvi di avere paura e a chiedervi di comportarvi come se amaste i vostri figli più di ogni altra cosa»

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Silvia Turci

Ho conseguito una laurea specialistica in Comunicazione per l’Impresa, i media e le organizzazioni complesse all’Università Cattolica di Milano. Il mio percorso accademico si basa però sullo studio approfondito delle lingue straniere, nello specifico del francese, inglese e russo, culminato con una laurea triennale in Esperto linguistico d’Impresa. Sono arrivata a Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995) nel 2014 e da allora sono entrata in contatto con la meteorologia e le scienze del clima: una continua scoperta che mi ha fatto appassionare ogni giorno di più al mio lavoro.

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