Incendi record in Europa: oltre un milione di ettari bruciati nel 2025, emergenza climatica senza precedenti

Nel 2025, più di un milione di ettari sono andati in fumo nell’Unione Europea, segnando la peggiore stagione di incendi boschivi mai registrata. Spagna e Portogallo tra le aree più colpite, con forti legami alla crisi climatica.
Il 2025 si sta rivelando come l’anno più drammatico per gli incendi boschivi in Europa dall’inizio delle rilevazioni, con oltre 1.028.000 ettari già devastati dalle fiamme. La portata di questa emergenza supera ogni precedente, coinvolgendo quasi tutti i Paesi membri dell’Unione Europea e mettendo in evidenza il ruolo sempre più centrale della crisi climatica nell’aumento di eventi estremi. Solo cinque Stati membri sono stati risparmiati, mentre Spagna e Portogallo registrano le perdite più ingenti in termini di superficie bruciata e danni agli ecosistemi.
Un milione di ettari in fumo: la nuova realtà degli incendi boschivi europei
Secondo i dati aggiornati del European Forest Fire Information System (EFFIS), il 2025 ha già superato tutti i record precedenti per superficie bruciata. La media degli ultimi anni, che oscillava tra i 700.000 e i 800.000 ettari, è stata ampiamente superata, con un incremento che ha coinvolto in particolare la Penisola Iberica. In Spagna e Portogallo sono andati in fumo centinaia di migliaia di ettari, con incendi che hanno interessato sia le aree boschive che le zone agricole e protette. La rapidità con cui le fiamme si sono propagate, favorita da condizioni di caldo estremo e siccità, ha reso difficile l’intervento delle squadre di soccorso, portando alla richiesta di attivazione del meccanismo di protezione civile europeo per coordinare le operazioni di spegnimento.
Crisi climatica e incendi: il ruolo delle temperature e della siccità
L’aumento delle temperature medie in Europa, che negli ultimi decenni cresce a un ritmo superiore rispetto alla media globale, è uno dei principali fattori all’origine di questa escalation di incendi. Le ondate di calore e la siccità prolungata hanno reso la vegetazione altamente infiammabile, aggravando la situazione soprattutto nel Sud Europa. Gli esperti sottolineano come il cambiamento climatico stia rendendo sempre più frequenti e intensi questi fenomeni estremi, con un impatto diretto anche sulla qualità dell’aria a causa dell’aumento delle emissioni di CO₂. Nel solo 2025, gli incendi hanno già emesso oltre 38 milioni di tonnellate di CO₂, superando ogni dato storico e contribuendo ulteriormente all’effetto serra.
Conseguenze su ambiente, salute e turismo
Le conseguenze degli incendi boschivi sono molteplici: oltre alla distruzione di aree protette come parchi nazionali e siti Natura 2000, si registrano gravi danni alla biodiversità e agli ecosistemi locali. Il fumo ha peggiorato la qualità dell’aria anche a centinaia di chilometri di distanza, raggiungendo Paesi come Francia e Regno Unito. Importanti percorsi turistici come il Cammino di Santiago sono stati interrotti, con ripercussioni sul turismo e sull’economia locale. Inoltre, la depopolazione rurale e l’abbandono dei terreni agricoli contribuiscono ad aumentare la quantità di vegetazione secca, facilitando la propagazione delle fiamme.
Il futuro degli incendi in Europa: una sfida legata al clima
Gli esperti concordano nel ritenere che, senza un’inversione di tendenza nelle emissioni di gas serra e un rafforzamento delle politiche di prevenzione incendi, la frequenza e la gravità degli incendi boschivi continueranno ad aumentare negli anni a venire. Il 2025 rappresenta un campanello d’allarme per tutta l’Europa, sottolineando l’urgenza di affrontare la crisi climatica con misure concrete e coordinate a livello internazionale.