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L’ondata di caldo record del Nord America aggravata dal fenomeno dell’isola di calore urbana

Il caldo soffocante che ha attanagliato le principali città americane è stato alimentato da vaste aree ricoperte di cemento e dalla mancanza di vegetazione

L’ondata di caldo senza precedenti che ha colpito duramente i settori occidentali di Stati Uniti e Canada è stata esacerbata dal fenomeno dell’isola di calore urbana. Secondo una nuova ricerca il caldo soffocante che ha attanagliato le principali città americane è stato alimentato da vaste aree ricoperte di cemento e dalla mancanza di vegetazione. Questa combinazione di fattoti può determinare un aumento delle temperature di oltre 5°C rispetto alle aree rurali circostanti.

Il pianeta si sta scaldando a causa dei gas-serra ma, anche le aree urbanizzate diventano più calde: il fenomeno, conosciuto come “isola di calore urbana” (UHI: “Urban Heat Island”) viene studiato da molto tempo, ma resta quanto mai attuale nel momento in cui il riscaldamento globale accresce la frequenza e l’intensità delle ondate di calore proprio quando così tante persone abitano in una città o nelle grandi metropoli.

In un pianeta sempre più sovrappopolato continua a crescere anche la percentuale della popolazione che vive nei centri urbani: oggi più della metà della popolazione mondiale vive in città e questa percentuale è in aumento.

L’ ondata di caldo che ha colpito questa porzione del pianeta secondo gli scienziati sarebbe stata “virtualmente impossibile” senza il cambiamento climatico indotto dall’uomo. Nell’ultimo mese, Phoenix ha sperimentato per la prima volta quattro giorni consecutivi con una temperatura di 46 gradi, Boston ha raggiunto i 38 gradi per la prima volta negli ultimi 10 anni.

Seattle ha toccato un picco record di 42 gradi mentre Portland, dove le strade si sono deformate e i cavi elettrici si sono sciolti per il caldo, ha raggiunto addirittura 47 gradi.

Lo studio condotto da Climate Central ha utilizzato un indice basato sul consumo del suolo, la quantità di superficie riflettente, la densità della popolazione e altri fattori. I ricercatori hanno determinato che su 158 città statunitensi, New Orleans ha la più grande disparità di calore con i suoi immediati dintorni: una media addirittura di 8,9 gradi in più.
Newark, nel New Jersey, è in seconda posizione con una media di 7,7 gradi in più rispetto alle aree rurali circostanti dintorni, mentre New York è più calda di 7,6 gradi. Houston è in quarta posizione seguita da San Francisco.

Quali sono gli impatti sulla salute?

Il calore urbano estremo è una minaccia per la salute pubblica. Amplifica l’inquinamento atmosferico e crea condizioni pericolose per le persone che lavorano all’aperto o vivono in edifici senza aria condizionata. Pratiche abitative discriminatorie come il redlining (ossia la negazione sistematica di vari servizi ai residenti di quartieri o comunità specifici, spesso associati alla razza, esplicitamente o attraverso l’aumento selettivo dei prezzi) insieme ad altri fattori socio-economici determinano una maggiore esposizione delle comunità di colore al calore urbano perchè spesso vivono in aree con meno alberi e parchi.

Ondate di caldo estremo e isola di calore urbana. Quali sono le soluzioni?

Esistono numerose soluzioni a breve e lungo termine per adattarsi a un futuro sempre più caldo e per mitigare parte dello stress termico urbano. Le soluzioni a breve termine riguardano principalmente l’allontanamento delle persone dal caldo e la garanzia della loro salute e sicurezza. Ma ci sono anche modi per ridurre gli effetti dell’isola di calore urbana come piantare alberi, in particolare lungo le strade lastricate. Un tetto verde, o giardino pensile, è uno strato vegetativo cresciuto su un tetto può fornire ombra e temperature più basse della superficie del tetto e dell’aria circostante.
I cool roof sono realizzati con materiali altamente riflettenti ed emissivi che rimangono più freschi rispetto ai materiali tradizionali e aiutano a ridurre il consumo di energia.

Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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