Inquinamento

Germania, attivisti ambientali tingono di verde il fiume Sprea

Non è che l'ultima provocazione degli Extinction Rebellion Berlin per protestare contro l'inquinamento dei fiumi causato dall'estrazione del carbone

Gli attivisti degli Extinction Rebellion di Berlino hanno tinto di verde l’acqua del fiume Sprea, in Germania per protestare contro l’inquinamento delle sue acque causato dall’estrazione del carbone. Il fiume Sprea attraversa anche Berlino e parte delle sue acque finiscono nel sistema idrico della città. Oltre allo Sprea gli attivista hanno colorato anche le acque del fiume Ruhr a Düren nella Renania settentrionale-Vestfalia.

Le aziende che estraggono il carbone in questa zona sono la RWE e la LEAG. A gennaio una fuga di documenti ha dimostrato come i piani della compagnia energetica LEAG del 2016 fossero identici a quelli attuali, concordati con il governo per portare progressivamente a termine l’uso del carbone. Questo ha chiaramente irritato ambientalisti e attivisti che al governo chiedono di non lasciare le attività estrattive fuori dal piano per contrastare la crisi climatica. La questione va avanti da anni e in passato LEAG ha sempre respinto le accuse di inquinamento, ritenendole infondate.

Acqua verde fluorescente. Non appena le acque sono state tinte di verde, le autorità per sicurezza hanno preso dei campioni per analizzare lo stato di salute del fiume e la polizia ha avviato un’indagine per sospetto inquinamento ambientale. In un tweet, gli Extinction Rebellion Berlin hanno chiarito che la sostanza verde fluorescente riversata nei fiumi, l’uranina, non è tossica. L’uranina o fluoresceina sodica in effetti è stata utilizzata anche per colorare di verde il fiume Chicago nel giorno di San Patrizio ed è utilizzato dalle autorità idriche per contrassegnare le acque. «Non sono gli Extinction Rebellion ad inquinare – specificano gli attivisti – sono le attività di estrazione del carbone delle aziende RWE e LEAG ad immettere nei fiumi una grande quantità di solfati e provocano l’acidificazione delle acque». Insomma, sebbene l’obiettivo degli attivisti sia lodevole, riversare sostanze chimiche fluorescenti in un fiume non è stata una scelta apprezzabile dal punto di vista ambientale.

 

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Redazione

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