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Inquinamento luminoso, il 60% degli Europei non può più ammirare la Via Lattea

L'Italia è il Paese del G20 con maggiore inquinamento luminoso

Il 60% degli europei non riesce a vedere la via Lattea anche nelle notti più serene: in Italia la visibilità peggiore è in Val Padana. L’inquinamento luminoso è un fattore considerato secondario negli studi sulle conseguenze delle attività umane sull’ambiente, nonostante sia una delle alterazioni ambientali più invasive. Le luci artificiali, infatti, compromettono la visibilità della volta celeste notturna anche in zone molto lontane dalla fonte luminosa.

Uno studio del 2016 ha realizzato un atlante dettagliato dell’inquinamento luminoso notturno. L’80% del Mondo vive in zone affette da inquinamento luminoso: in Europa e negli Stati Uniti la percentuale sale al 99%. In pratica non esiste un angolo di cielo che non risenta del bagliore prodotto da luci artificiali. La Via Lattea è invisibile ad oltre un terzo dell’umanità, al 60% degli Europei e all’80% degli abitanti del Nord America.

inquinamento luminoso
Inquinamento luminoso, l’atlante globale

In blu sono state segnate le zone in cui il cielo è considerato inquinato dal punto di vista astronomico. Nelle zone evidenziate in giallo è impossibile vedere la Via Lattea. Le zone più inquinate sono quelle evidenziate in rosso: qui non scende mai il buio della notte, perché mascherato da una sorta di crepuscolo artificiale. Queste sono le condizioni che ritroviamo in tutta la Val Padana, a Firenze, Roma, Napoli. Non sono migliori le condizioni a Parigi, Londra, Berlino e Madrid. Per apprezzare il buio della notte e ammirare il cielo stellato bisogna andare in Corsica, nei settori centrali della Scozia o in alcuni settori della Spagna.

inquinamento luminoso mappa

L’Italia è il Paese del G20 con maggiore inquinamento luminoso. La situazione peggiore si ha in Lombardia, Campania e Lazio, dove circa tre quarti della popolazione ha ormai perso la possibilità di vedere la Via Lattea. In Liguria, Emilia-Romagna e Toscana due terzi della popolazione è nelle stesse condizioni.

A farne le spese sono in primis gli insetti: metà delle specie di insetti sono notturne e dipendono da oscurità e da luce naturale per orientarsi, muoversi, sfuggire ai predatori, nutrirsi e riprodursi. Secondo uno studio, infatti, la luce artificiale notturna interferisce a tal punto da avere un profondo impatto negativo sulla loro sopravvivenza.
Ci sono studi che hanno notato conseguenze dell’inquinamento luminoso anche sulle specie marine, sulla migrazione notturna degli uccelli e sulla vegetazione.

 

 

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Silvia Turci

Ho conseguito una laurea specialistica in Comunicazione per l’Impresa, i media e le organizzazioni complesse all’Università Cattolica di Milano. Il mio percorso accademico si basa però sullo studio approfondito delle lingue straniere, nello specifico del francese, inglese e russo, culminato con una laurea triennale in Esperto linguistico d’Impresa. Sono arrivata a Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995) nel 2014 e da allora sono entrata in contatto con la meteorologia e le scienze del clima: una continua scoperta che mi ha fatto appassionare ogni giorno di più al mio lavoro.

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