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Clima, agosto rovente: sull’Italia 4 ondate di caldo

Con una temperatura media superiore alla norma di un grado e mezzo, ci lasciamo alle spalle il sesto agosto più caldo mai registrato in Italia

Mentre nei primi due mesi dell’estate il clima è stato un po’ sotto tono rispetto all’andamento degli ultimi anni, in agosto abbiamo assistito al ritorno prepotente di temperature ben più elevate della media. La causa, frequenti fasi anticicloniche e risalite di aria rovente di origine sub-tropicale verso l’aera euro-mediterranea.

Il clima di agosto è stato influenzato da ben 4 ondate di caldo africano

Di fatto, 4 ondate di caldo si sono alternate sull’Italia.

  1. La prima è stata la fase culminante dell’ondata di calore che si era aperta alla fine di luglio e che ha soffocato il Paese fino al 3 agosto;
  2. la seconda, la più duratura, è cominciata intorno all’8 agosto e si è protratta fino al 17;
  3. la terza si è verificata subito dopo, dal 20 al 23;
  4. la quarta, e ultima, ondata di caldo ha interessato il Centro-Sud e l’Emilia Romagna negli ultimi tre giorni del mese, quando con il rinforzo delle calde correnti sciroccali le temperature si sono riportate vicine alla soglia dei 40 gradi sul medio Adriatico, al Sud e in Sicilia. Particolarmente rilevante il picco di 38°C rilevato a Ustica, che eguaglia il record stabilito nel 1991 e 1993.

Quello del 2020 è stato tra i mesi di agosto più caldi mai registrati

Complessivamente, l’anomalia termica complessiva è stata di +1.5°C, la sesta più elevata degli ultimi 60 anni, ovvero dall’inizio delle registrazioni. Lo scarto risulta distribuito quasi uniformemente da nord a sud, ma con una leggera predominanza delle regioni centrali dove il divario dalla media del trentennio 1981-2010 è stato di +1.8°C (+1.4°C al Nord, +1.3°C al Sud e Isole).

Agosto con clima rovente, ma anche più pioggia del normale

Agosto è stato anche più piovoso della media, con uno scarto pari a +23% che tuttavia non rappresenta un valore particolarmente significativo nell’ambito della serie storica, nonostante sia in controtendenza rispetto al generale andamento calante della serie stessa.

Questo dato trae origine non solo dalle abbondanti e diffuse precipitazioni che si sono verificate all’inizio e alla fine del mese, dovute al transito di intense ed estese perturbazioni, ma anche da episodi intensi più localizzati avvenuti principalmente su Alpi e fasce pedemontane nel corso del mese, e sulla Sicilia orientale il giorno 8, con conseguenti disagi per allagamenti o colate di fango e detriti, strade interrotte e danni, come quelli che si sono registrati a Verona il giorno 23 o il giorno 12 in Val Malenco (SO), dove purtroppo si contano anche 3 vittime.

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Unsplash/Giuseppe Mondì

Un’anticipazione dei dati dell’estate 2020

Complessivamente, la stagione estiva di quest’anno è risultata più calda e piovosa della media, con un’anomalia termica di +0.6°C, al decimo posto fra le più elevate degli ultimi 60 anni, e un’anomalia pluviometrica di +27% che negli ultimi 20 anni rappresenta il terzo valore più elevato dopo le disastrose estati del 2002 e del 2014.

Per adesso, il 2020 è uno degli anni più caldi mai registrati. All’appello mancano 15 miliardi di metri cubi di acqua

Con i dati del mese di agosto l’anomalia della temperatura media da inizio anno risale, tornando a +1°C rispetto alla media di riferimento, che rappresenta per il momento il 6° valore più elevato fra gli anni più caldi. Le piogge più abbondanti della media, invece, smussano leggermente l’anomalia negativa che va a consolidarsi intorno a -13% da gennaio, equivalente a 15 miliardi di metri cubi di acqua in meno rispetto alla norma.

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Simone Abelli

È meteorologo presso il Centro Epson Meteo – Meteo Expert dal 1999. Nel 1995 consegue la laurea a pieni voti in Fisica con una tesi sull’analisi statistica delle situazioni meteorologiche legate agli eventi alluvionali che hanno interessato l’Italia. Dal 1996 al 1998 svolge attività di ricerca nell’ambito del progetto europeo MEDALUS sul problema della desertificazione nel Mediterraneo. Dal 2008 al 2015, diviene uno dei meteorologi di riferimento delle reti televisive Mediaset. Principali pubblicazioni: “Il clima dell’Italia nell’ultimo ventennio” e “Manuale di meteorologia”.

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