ApprofondimentiItalia

Il diario del tempo dell’Osservatorio meteorologico di Rovereto

Un archivio storico di dati meteo di grande valore che ha resistito a tutto, anche alla Rivoluzione digitale

Nel cuore della città di Rovereto è ancora in funzione uno degli osservatori meteorologici più antichi d’Italia. L’Osservatorio di Rovereto ha iniziato l’attività nel 1882 presso l’ex convento francescano di S.Rocco. A dare il via alle misurazioni è stata la Società Alpinisti Tridentini su consiglio di Padre Francesco Denza, fondatore e direttore della Società Meteorologica Italiana.

Le attività di osservazione e registrazione dei dati è rimasta costante fino ad oggi. Una sola parentesi spezza la continuità della serie storica: la Grande Guerra. Tra il 1915 e il 1919 il convento di S.Rocco venne abbandonato ma, con la fine delle ostilità e la annessione del Trentino all’Italia l’Osservatorio venne riaffidato al convento. Dal 2001 è stato preso in carico dal Museo Civico, che tutt’ora ne garantisce il funzionamento e che custodisce la più antica raccolta dati omogenea del Trentino.

Dal 2013 ad oggi Filippo Orlando, responsabile dell’Area Meteorologia presso la Fondazione Museo Civico di Rovereto e presidente dell’associazione di meteo-appassionati Meteo Trentino-Alto Adige, mantiene in vita la serie storica attraverso l’automatizzazione della raccolta dati. La sua grande passione per la meteorologia e climatologia si traduce anche in divulgazione scientifica sul complesso tema dei cambiamenti climatici alle scuole e agli adulti, anche con il Museo Civico di Rovereto.

Come parte del Museo Civico, l’Osservatorio ha un grande valore archivistico, museale, ma anche didattico. Ad apprezzarne il valore ci sono anche Luca Mercalli, presidente dalla Società Meteorologica Italiana, e ricercatori come Yuri Brugnara dell’Università di Berna e Alessio Bozzo che ha lavorato per il Museo Civico e ora lavora in Germania all’EUMETSAT. L’Osservatorio collabora attivamente con la Società Meteorologica Italiana, come fu all’inizio della sua storia.

L’importanza dei dati  raccolti “come una volta”

L’Osservatorio è una stazione meteorologica antica e tradizionale, una specola, costruita quando ancora non esistevano le norme dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale. I sensori erano prevalentemente inseriti in finestra al secondo piano di un edificio che all’epoca era un convento di frati, mentre oggi è un scuola che fa capo all’Arcidiocesi di Trento. L’osservatorio continua a raccogliere i dati come venivano raccolti una volta dai frati francescani nonostante da qualche anno, all’interno del cortile della scuola, sia stata attivata una nuova stazione meteorologica automatica parte della rete di Meteo Trentino.

Il bello dei dati registrati dall’Osservatorio, che non ha mai cambiato sede in 137 anni di storia, è che sono facilmente confrontabili e coerenti. Si tratta di un tesoro inestimabile per studiare le variazioni climatiche perché offre come base dati puntuali e fedeli, non ricostruzioni basate su un mix di dati antichi e moderni.

 

In aggiunta, oltre ai dati canonici come temperatura, pressione e umidità, la serie di dati dell’Osservatorio vanta anche descrizioni importantissime per lo studio del clima: le note a margine. Qui vengono segnate informazioni come la presenza di brina, rugiada ed eventi estremi come le grandinate distruttive che avvengono in zona. Nelle note a margine, ad esempio ci sono importanti osservazioni sulle nevicate che permettono di tracciare il calo della nevosità degli ultimi decenni, fenomeno che può essere ricondotto sia ad un ingrandimento dell’isola di calore urbana che al global warming.

Insomma, è un diario del tempo che ha resistito a tutto, anche alla Rivoluzione digitale. Si tratta di un patrimonio storico e scientifico importante, un elemento prezioso per il monitoraggio del clima alpino e che, attraverso il confronto con dati passati, permette di toccare con mano gli effetti su scala locale dei cambiamenti climatici della città di Rovereto.

Tags

Silvia Turci

Ho conseguito una laurea specialistica in Comunicazione per l’Impresa, i media e le organizzazioni complesse all’Università Cattolica di Milano. Il mio percorso accademico si basa però sullo studio approfondito delle lingue straniere, nello specifico del francese, inglese e russo, culminato con una laurea triennale in Esperto linguistico d’Impresa. Sono arrivata a Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995) nel 2014 e da allora sono entrata in contatto con la meteorologia e le scienze del clima: una continua scoperta che mi ha fatto appassionare ogni giorno di più al mio lavoro.

Articoli correlati