Politiche

Inquinamento e danni ambientali, l’UE avvia infrazioni contro l’Italia

L’Unione Europea ha avviato delle infrazioni contro l’Italia, colpevole di aver violato la legislazione UE in tema di inquinamento e ambiente. All’Italia sono state inviate due lettere di messa in mora e un “parere motivato” per violazioni della legislazione ambientale. Si tratta rispettivamente del primo e secondo stadio della procedura comunitaria d’infrazione.

In particolare, le infrazioni riguardano la direttiva NEC (UE 2016/2284), la direttiva del 2004 in tema di responsabilità per danno ambientale (2004/35/CE) e il regolamento del 2013 sul riciclaggio dei materiali ricavati dalla rottamazione delle navi (UE 1257/2013).

La direttiva NEC è relativa alla riduzione delle emissioni degli inquinanti atmosferici principali. Questa direttiva, in vigore dal 2006, stabilisce che gli Stati membri si impegnino a tagliare le emissioni degli ossidi di azoto (NOx), dei composti organici volatili non metanici (COVNM), del biossido di zolfo (SO2), dell’ammoniaca (NH3) e del particolato fine (PM2.5). La Commissione Europea quindi ha chiesto all’Italia e al Lussemburgo di adattare le misure di contenimento dell’inquinamento alla nuova normativa. Tutti gli altri stati hanno sottoposto e adottato i primi programmi per il controllo dell’inquinamento entro il 1 aprile del 2019, ma l’Italia, nonostante gli  avvertimenti, non ha rispettato questo impegno.

La direttiva del 2004 è stata violata da altri 15 Paesi oltre all’Italia, inclusi Francia, Germania e Spagna. A questi Paesi l’UE chiede di garantire che la loro legislazione nazionale consenta a tutte le categorie di persone fisiche e giuridiche di chiedere all’autorità competente di adottare misure correttive per i danni ambientali. A questi 16 Paesi l’UE ha dato 3 mesi per rimediare.

Per quanto riguarda, infine, la violazione del regolamento circa il riciclaggio dei materiali ricavati dalla rottamazione delle navi, la Commissione esorta l’Italia ad adottare misure per prevenire l’elusione delle norme sul riciclaggio delle navi e stabilire le sanzioni applicabili alla violazione di quelle regole. Il regolamento, infatti, è volto a garantire che tutte le navi di grandi dimensioni che battono bandiera di uno Stato membro dell’UE siano riciclate in modo sicuro e sostenibile. Se lo smantellamento delle nave non viene eseguito in modo adeguato, potrebbe danneggiare la salute umana e l’ambiente costiero. L’Italia ha già ricevuto una lettera di messa in mora a cui ha risposto con una designazione delle autorità competenti e delle persone di contatto, come richiesto dal regolamento. Tuttavia, per quanto riguarda le sanzioni, la legislazione proposta è ancora in fase di bozza. Pertanto, la Commissione ha rivolto un’opzione motivata all’Italia, che ha tre mesi per porre rimedio alla situazione. In caso contrario, la Commissione può decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’UE.

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Redazione

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