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Siccità, mancano all’appello 25 miliardi di metri cubi di acqua da inizio anno

A marzo addirittura -97% di pioggia per il Nord. La fase piovosa in arrivo non potrà colmare il deficit idrico gravissimo dopo oltre 100 giorni a secco ma almeno porterà sollievo alla vegetazione nella speranza di un mese di aprile piovoso

La siccità che sta colpendo il Centro-nord Italia è tra le più gravi della storia recente del nostro Paese. Fiumi e laghi in secca come in estate, terreni talmente secchi da rendere impossibili le semine e montagne con pochissima neve, un serio problema anche per i mesi successivi. Si profila finalmente l’arrivo di qualche pioggia che potrà portare un po’ di sollievo ma certamente non potrà colmare il tremendo deficit idrico accumulato in questi mesi, con un inverno estremamente siccitoso e un mese di marzo che, al Nord,  non ha visto cadere una goccia di pioggia.

Siccità: da inizio anno mancano all’appello 25 miliardi di metri cubi di pioggia. A marzo il 97% di pioggia in meno al Nord

Secondo una prima stima elaborata dal meteorologo Simone Abelli con i dati aggiornati a domenica 27 marzo, da inizio anno mancano all’appello in termini di miliardi di metri cubi di acqua rispetto alla media 1981-2010: al Nord -71% (-10 miliardi m3) [Nord-Ovest -80%, Nord-Est -62%], al Centro -60% (-7 miliardi m3), al SudIsole -49% (-8 miliardi m3).

A livello nazionale per Italia il deficit idrico causato dalla siccità è del -60% con 25 miliardi m3 di acqua in meno.

Da inizio dicembre (quindi compreso tutto l’inverno) il deficit per il Nord è del -60% (-12 miliardi m3) [Nord-Ovest -72%, Nord-Est -49%], per il Centro -35% (-6 miliardi m3), Sud-Isole -35% (-9 miliardi m3) e in generale per l’Italia -43% (-27 miliardi m3)

Impressionano i dati relativi al solo mese di marzo che si sta ormai per concludere con uno spaventoso -97% di pioggia per il Nord, -90% per il Centro. Leggermente meglio, anche se comunque parliamo di deficit, il Sud e le Isole con un -52%. L’Italia globalmente ha visto un 80% di pioggia in meno rispetto alla norma. Ricordiamo che marzo, e in generale la primavera, dovrebbe essere un mese dinamico e piovoso.

Torna la pioggia ma questa fase piovosa non basterà a colmare il deficit

Nelle prossime ore si profila finalmente l’arrivo di una perturbazione (la n.6 di marzo) che porterà, dopo mesi di stallo, l’ inizio di un cambiamento significativo nella circolazione atmosferica. I giorni successivi vedranno condizioni di variabilità, altre possibili fasi perturbate o instabili e da un calo termico, in particolare da venerdì.

Torneranno dunque le piogge anche al Nord (con alcune deboli nevicate sulle Alpi). I fenomeni previsti, tuttavia, saranno lontani dal poter colmare l’enorme deficit idrico accumulato in tutto l’inverno ma per lo meno potranno creare una pausa nella siccità estrema che stiamo vivendo e dare sollievo alla vegetazione e alle coltivazioni.

Vediamo una stima dei quantitativi di pioggia, secondo gli ultimi aggiornamenti, attesi fino a venerdì prossimo:

Sul Piemonte ,secondo il meteorologo Flavio Galbiati, dovrebbero cadere tra i 10/25 mm di pioggia, in Liguria 5/15 sul Ponente, fino a 50/70 mm nello Spezzino (dove saranno possibili dei temporali).

In Lombardia e Veneto sono attesi tra i 15 e i 30 mm in pianura, tra i 30/40 mm sulle Prealpi. Sul Friuli Venezia Giulia accumuli tra i 35 e gli 80 mm.
Sul settore centrale adriatico fino al nord della Puglia attesi 10/30 mm, su Salento e zone ioniche: 5/20 mm.
Pioggia più abbondante su Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Calabria Tirrenica dove sono attesi 30/100 mm (con possibili locali temporali nel basso Tirreno)
Sulle Isole 11/30 mm con fenomeni scarsi nella Sardegna sud-orientale mentre localmente potremo andare oltre i 30/50 per possibili temporali in Sicilia.

Il setting che si profila, in definitiva, non è certo quello delle grandi piogge ma possiamo sperare almeno in un temporaneo sollievo per la vegetazione e i campi, in attesa di altre fasi piovose per il mese di aprile, solitamente variabile e dinamico.

Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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