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Oltre 25000 persone presenti alla quarta edizione della Giornata della Terra

Sabato 25 aprile Fondazione Club Silencio in collaborazione con i Musei Reali di Torino, ha acceso i riflettori della sostenibilità ambientale

Con oltre 100 appuntamenti tra talk, laboratori, workshop, percorsi wellness e attività per famiglie, Giornata della Terra ha portato nella quarta edizione il suo messaggio più urgente: prendersi cura del Pianeta è una priorità che non può attendere. Oltre 25.000 persone sabato 25 aprile hanno preso parte a questa edizione, la quarta, che ha animato i Giardini dei Musei Reali con attività per tutte le età. Una giornata pubblica e partecipata che ha intrecciato sostenibilità ambientale, impegno sociale e cittadinanza attiva, riaffermando il valore della responsabilità condivisa.

Giornata della Terra, facebook

Il progetto Giornata della Terra Torino

Il progetto nasce nel 2023 come Earth Day Torino, riecheggiando sul territorio la Giornata Mondiale della Terra, la più grande mobilitazione globale per il Pianeta, promossa dalle Nazioni Unite e celebrata ogni 22 aprile, con l’obiettivo generale di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’Agenda 2030. La prima edizione sviluppata all’interno e con i Musei Reali di Torino, da allora partner storici del format, ha registrato un riscontro straordinario e così è stata replicata con successo nelle edizioni 2024, 2025 e 2026. Le quattro edizioni del progetto, in tutto, hanno coinvolto oltre 95.000 partecipanti e più di 200 realtà partner, tra soggetti locali, nazionali e internazionali attivi nei diversi ambiti della sostenibilità.

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Resistere per cambiare: una giornata di cultura, azione e comunità

La scelta del 25 aprile, data simbolica per la Festa della Liberazione, ha conferito all’edizione 2026 un significato ulteriore: la sostenibilità come pratica democratica e come forma contemporanea di resistenza, non solo ambientale ma anche sociale e culturale. “Scegliere il 25 aprile non è stato casuale: volevamo che questa giornata parlasse di resistenza nel senso più ampio e contemporaneo del termine. Resistere al cambiamento climatico, all’indifferenza, alla disinformazione. Anche quest’anno la risposta del pubblico ci ha dimostrato che esiste un desiderio reale di costruire insieme qualcosa di diverso. Giornata della Terra è uno spazio in cui la sostenibilità non viene solo raccontata, ma vissuta insieme per generare un cambiamento reale. Tutto questo è possibile anche grazie ai Musei Reali di Torino, partner fondamentale che condivide con noi la visione di una cultura aperta, viva e responsabile” queste le parole di Alberto Ferrari, presidente Fondazione Club Silencio.

Organizzata da Fondazione Club Silencio in collaborazione con i  Musei Reali di Torino, con il contributo di Fondazione CRT e della Camera di Commercio di Torino, la manifestazione ha proposto un palinsesto articolato tra area talk nel Teatro Romano, workshop esperienziali, listening session, esposizioni, attività per famiglie e spazi di confronto su mobilità, filiera, informazione, educazione, innovazione e partecipazione civica. Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità e all’accoglienza del pubblico: sistema di sottotitolazione per l’Area Talk, distribuzione gratuita di tappi per la riduzione del rumore, area di decompressione, punti di acqua gratuita e la Family Area a cura di Verso il parto…e oltre, uno spazio tranquillo dedicato ai genitori dei più piccoli, attrezzato per allattamento, cambio e riposo.

 

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Il significato della parola resistenza

Il talk inaugurale “Liberare il futuro: memoria civica e pratiche di resistenza nel presente” ha aperto la giornata mettendo in dialogo memoria storica e urgenza climatica. Lo storico e divulgatore Carlo Greppi, insieme agli attivisti Giorgio Brizio e Fatima El Maliani, con la moderazione di di Alessandro Bollo, direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, ha riflettuto sul significato contemporaneo della parola “resistenza”: non solo memoria del passato ma pratica democratica quotidiana, nei diritti, nell’informazione e nella risposta alla crisi ecologica. Un filo rosso che ha attraversato l’intera programmazione. Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’informazione e dei media nell’era digitale.

La “Rassegna stampa LIVE” di Giovanni Mori, ingegnere, divulgatore e da più di 4 anni host del pluripremiato podcast giornaliero di LifeGate “News dal Pianeta Terra”, ha offerto una lettura critica delle notizie ambientali del momento, interrogando il modo in cui la sostenibilità viene raccontata. A seguire il talk “Scroll or think? Media, sostenibilità e nuove geografie dell’attenzione” ha approfondito il rapporto tra velocità dei contenuti, complessità dei temi e responsabilità della divulgazione. Sono intervenuti sul tema Duccio Travaglini CEO di GreencomeMattia Iannantuoni autore di LifeGateFrancesca Capoccia giornalista di Facta News con la moderazione di Andrea Frollà giornalista La Repubblica e Green&Blue. Tra i momenti più attesi anche l’anteprima di TEDxTorino con Luca Balbiano, founder di Citiculture e uno dei promotori del rinascimento delle vigne urbane in Europa.

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Il panel “It takes a village: alleanze e sfide nell’attivismo contemporaneo” moderato da Gaia De Palma (Project Manager Fondazione Club Silencio), ha messo in dialogo voci provenienti da femminismo, clima, diritti LGBTQIA+, multiculturalità e disabilità: Giorgia Pagliuca attivista e divulgatrice, Piero Lo Surdo (Coordinamento Torino Pride), Debora Dellago attivista di Kontiki Torino, Acmos e Benvenuti in Italia, Grace Fainelli attivista, founder di Na.Co ed Elisa Costantino sociologa e attivista. Il confronto ha evidenziato l’intersezionalità come elemento chiave dell’attivismo contemporaneo, capace di costruire alleanze e affrontare sfide comuni attraverso reti e comunità.

Guardando agli scenari futuri, “Futures-Proof Earth: dallo scenario emergenziale agli scenari emergenti” a cura di Forwardto, ha accompagnato il pubblico in un’esplorazione dei futuri possibili legati alla crisi climatica, mentre “Spaces for Future” a cura di Teatro Popolare Europeo / SCT Centre, ha coinvolto i partecipanti in un’esperienza ludica e partecipativa sulla transizione ecologica. Con “Keep talking and the world (maybe) won’t explode”, ideato e realizzato da Club Silencio per Eduiren, settore Educational del Gruppo Iren e Premium partner dell’iniziativa, la complessità della città è stata trasformata in una sfida collaborativa a squadre, tra decisioni, strategie e buone pratiche.

Spazio anche al tema della mobilità sostenibile e accessibile con il talk “Muoversi bene, muoversi giusto” che ha visto il confronto tra Chiara Foglietta, Assessora alla transizione ecologica e digitale della Città di Torino, Cristina Pronello (Politecnico di Torino), Maria Cristina Caimotto (FIAB Torino Bike Pride), Andrea Rosso (Future Cities and Communities – Fondazione LINKS, Ambasciatore Europeo per il Patto per il Clima) e Angelo Tagliati, Direttore Generale Eurocar – Sedi del Piemonte, Premium partner dell’evento. Un dialogo sulle strategie per coniugare innovazione, accessibilità e riduzione dell’impatto ambientale nei sistemi di mobilità urbana.

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L’Area Experience ha trasformato i Giardini dei Musei Reali in un laboratorio a cielo aperto: i workshop realizzati in collaborazione con le realtà del territorio, hanno spaziato dai rifugi climatici e dalle strategie contro le ondate di calore, impatto ambientale del digitale, biodiversità, riuso e circolarità, fino alla progettazione di scenari futuri come strumento per orientarsi nella complessità. Tra i workshop “Parti da te, cambia una cosa”, il laboratorio creativo di Viola Gesmundo, ha guidato i partecipanti nella realizzazione di un manifesto personale: un gesto simbolico per ricordare il proprio potenziale nel generare cambiamento.

L’Area Kids ha accolto i più piccoli con laboratori creativi, manipolazione di materiali naturali, percorsi sulla biodiversità e momenti di lettura per le famiglie. I laboratori esperienziali de L’Ottavo Sapore hanno portato i bambini nel cuore del Roero, le letture dell’ Associazione Piccoli Passi ODV che sostiene la Neonatologia e Terapia lntensiva Neonatale Universitaria del Sant’Anna di Torino, hanno dato voce alle storie più fragili,e  la Play Area a cura di Quercetti ha accolto grandi e piccini in uno spazio di gioco libero e creatività.

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L’Area Wellness ha proposto sessioni di yoga, pilates e allenamento a corpo libero. La novità di questa edizione è stato il Flow Running Club: un’esperienza di running urbano su un percorso di 5 km da Piazza Castello ai Giardini Reali, aperta a tutti, che ha celebrato il rapporto tra città e ambiente promuovendo una forma di sostenibilità quotidiana.

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L’Earth Market ha valorizzato il second hand, il vintage e l’upcycling con It’s Madonna Vintage, il progetto Barone Ostu di  Federico Ostuni e oltre 15 realtà under 30 del territorio, evidenziando la presenza di un ecosistema giovanile che fa della circolarità uno stile. L’Area Food ha raccontato la gastronomia circolare attraverso realtà come Radici a Moncalieri , Midai Food Lab, Panacea, Van Ver Burger e Risotto Guru: proposte sostenibili, inclusive e radicate nel territorio.

Spazio anche alla musica e alle performance con degli special guest d’eccezione. Il Musicteller Federico Sacchi, autore, regista e divulgatore da oltre vent’anni, è stato protagonista del live listening “Inspired by the King – La colonna sonora del sogno di Martin Luther King”, un vero e proprio documentario dal vivo che ha intrecciato storytelling, musica, teatro e video, ricostruendo attraverso le canzoni il clima culturale e civile che ha accompagnato le lotte per i diritti negli Stati Uniti. In occasione di Giornata della Terra 2026, il Torino Jazz Festival ha proposto un’incursione sonora d’eccezione nel cuore della città, trasformando il verde urbano in un palcoscenico per celebrare la terra e il legame profondo con l’ambiente tra musica e improvvisazione.

Gli artisti del format ideato da Didie Caria e Paolo Di Gioia, “Canzoni al Telefono”, hanno invece coinvolto il pubblico in un concerto interattivo e intimo: brani dedicati in tempo reale a persone care, cantati al cellulare, in un gesto semplice ma potente che ha riportato la musica alla dimensione della relazione diretta. Tra le proposte artistiche anche “Ultimo Giro”, la mostra diffusa di Stefano Fiorina e Federico Aimar, risultato di un decennio di indagine sistematica sulle criticità del territorio italiano. Attraverso un archivio fotografico di denuncia, l’esposizione ha documentato il rapporto tra spazio naturale, rifiuto e percezione collettiva del paesaggio. Dalla mostra è nata l’azione partecipativa “BENVENUTI A CASA TUA. Un Saluto al Tuo Futuro Io” che ha trasformato la denuncia visiva in un gesto concreto di responsabilità. A partire dalle immagini esposte, è stato realizzato un kit di cartoline postali, ironiche e volutamente provocatorie che hanno invitato i partecipanti a scrivere a se stessi un impegno personale verso scelte più sostenibili nella vita quotidiana. Le nX cartoline verranno custodite per un anno e successivamente recapitate ai partecipanti come promemoria fisico e simbolico del patto stretto con il Pianeta.

Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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