La siccità minaccia il sistema elettrico europeo: più fossili e meno rinnovabili

La siccità sta colpendo duramente il sistema elettrico europeo, riducendo la produzione da rinnovabili idroelettriche e favorendo l’uso di fossili. Tra il 2017 e il 2023, le emissioni di CO2 sono aumentate di 141 milioni di tonnellate e la generazione fossile di 180 TWh.
La siccità persistente in Europa sta compromettendo la stabilità del sistema elettrico europeo, spingendo verso un maggiore ricorso ai combustibili fossili e riducendo la quota di rinnovabili. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Energy Nexus, che ha esaminato 25 Paesi, i deficit idrici hanno causato un incremento significativo delle emissioni e del consumo di fonti non rinnovabili . Tra il 2017 e il 2023, si registra un aumento di 141 milioni di tonnellate di CO2 e 180 terawattora di produzione da fossili. Questo fenomeno evidenzia la vulnerabilità del settore energetico ai cambiamenti climatici.
Impatto della siccità sull’idroelettrico
Il sistema elettrico europeo dipende in misura rilevante dall’energia idroelettrica, che rappresenta una delle rinnovabili più affidabili in condizioni normali. Tuttavia, la siccità ha prosciugato i bacini, limitando la generazione idroelettrica e costringendo gli operatori a ricorrere a centrali a gas e carbone. Lo studio su Energy Nexus sottolinea come in vari Stati membri, inclusa l’Italia, i livelli idrici ridotti abbiano interrotto la produzione da rinnovabili, con effetti a catena sulla rete. Questo ha portato a un maggiore uso di fossili, aggravando le emissioni climalteranti.
Dati quantitativi e rischi sistemici
Analizzando il periodo 2017-2023, la ricerca evidenzia un +141 Mt di CO2 e +180 TWh da fossili, una trendenza legata direttamente alla siccità nel sistema elettrico europeo. I 25 Paesi studiati mostrano una forte esposizione, con deficit idrici che amplificano la dipendenza da importazioni energetiche e fonti inquinanti. Nonostante la crescita globale delle rinnovabili, come solare ed eolico – oggi più economici del 41% e 53% rispetto ai fossili secondo l’IRENA – la siccità rappresenta un ostacolo immediato.
Verso una transizione più resiliente
Per mitigare questi effetti, gli esperti invocano la diversificazione delle rinnovabili e sistemi di accumulo avanzato, riducendo la vulnerabilità idrica del sistema elettrico. Guterres ha definito le rinnovabili “inarrestabili”, con il 90% della nuova capacità installata nel 2023 da fonti pulite. Tuttavia, i sussidi ai fossili restano nove volte superiori, ostacolando il passaggio. La siccità attuale impone urgenza a politiche che potenzino eolico e fotovoltaico, meno sensibili all’acqua. In Italia, i bacini idroelettrici hanno già subito cali, ma soluzioni come pompaggi reversibili offrono speranze.
Il caso europeo dimostra come il clima stia ridefinendo il mix energetico, con la siccità che favorisce temporaneamente i fossili ma accelera la necessità di rinnovabili diversificate. Solo una rete più flessibile potrà garantire la stabilità futura.