Alberi in Cammino: teatro, poesia e natura si fondono nel progetto di Gabriele Parrillo
Domenica 17 maggio il primo di quattro incontri con gli alberi attraverso il corpo, il suono e la parola botanica. Un progetto nato dal desiderio di riconnessione
Alberi in Cammino è un ciclo di spettacoli itineranti ideato, scritto e interpretato da Gabriele Parrillo, attore, regista e insegnante del metodo Linklater, un approccio psicofisico volto a liberare la voce naturale, rimuovendo tensioni fisiche e blocchi emotivi che inibiscono l’espressione. Promosso dal Festival della Lentezza, il progetto ha debuttato nel 2021 arrivando quest’anno alla sua sesta edizione, intitolata “Verde Smeraldo” che prenderà il via domenica 17 maggio tra i Boschi di Carrega, a Sala Baganza (PR). Sarà un ciclo di quattro tappe in luoghi straordinari del territorio emiliano, per incontrare, nel senso più pieno del termine, quattro alberi che hanno qualcosa da dire.

Un format inedito dedicato alla natura
Non una passeggiata naturalistica, non uno spettacolo di danza, non una lezione di botanica. Alberi in Cammino è tutte queste cose insieme e nessuna di esse da sola. Il progetto propone un format inedito e rigoroso al tempo stesso: ogni appuntamento è un’immersione sensoriale e conoscitiva dedicata a una singola specie arborea, declinata attraverso la coreografia e la danza di Cora Steinsleger, le musiche composte ed eseguite dal vivo da Daniela Savoldi e la carta d’identità botanica curata dall’agronomo Mauro Carboni. Il risultato è un rito laico e collettivo, in cui il pubblico non assiste: partecipa.

Un invito a rallentare e ascoltare
Nato durante il periodo pandemico ma radicato in una ricerca ben più profonda, il format propone escursioni teatrali all’aperto che conducono il pubblico, a piedi, fino ad alberi secolari monumentali. Questi “alberi madre”, come li definisce la botanica Suzanne Simard, diventano il cuore pulsante dello spettacolo: testimoni silenziosi intorno ai quali si intrecciano parole, musica dal vivo, danza e botanica. Parrillo, trasferitosi dall’intensa scena romana alle colline dell’Appennino emiliano, ha scelto di portare il teatro fuori dal suo edificio tradizionale per ritrovarne l’essenza: presenza, relazione e irripetibilità.

“Gli alberi non si raccontano. Si frequentano. Bisogna tornare più volte, in stagioni diverse, con pazienza e con tutto il corpo. Io sto ancora imparando. Apprendere per andare all’essenza, per ritrovare la forza, imparare dagli alberi, quel verde smeraldo che può rinascere anche dopo una catastrofe, solo andando alla radice” ha dichiarato Gabriele Parrillo l’ideatore della rassegna.
Le quattro tappe di un viaggio a piedi verso giganti verdi
Il ciclo prende avvio il 17 maggio tra i Boschi di Carrega, a Sala Baganza (PR), con un albero che porta nel nome la distanza e il tempo: il Cedro del Libano, specie millenaria capace di attraversare i secoli senza perdere la propria forma. L’appuntamento si inserisce nel programma del Festival della Malvasia, a conferma di come il territorio sappia intrecciare, quando vuole, la cultura del vino e quella del bosco, la convivialità della festa e il silenzio necessario per ascoltare un albero.
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Si proseguirà il 14 giugno salendo verso Monte Barigazzo, a Varsi (PR), per incontrare i Faggi, gli alberi dell’alta quota, delle foreste silenziose.
L’autunno porterà con sé due appuntamenti ravvicinati e complementari
Il 19 settembre il cammino raggiungerà l’Oasi LIPU del Bianello, a Quattro Castella (RE), dove protagonista sarà la Quercia, simbolo di radicamento e di resistenza, uno degli alberi più antichi nell’immaginario collettivo italiano. Il giorno seguente, 20 settembre, Alberi in Cammino si concluderà al Bosco Spaggiari di Parma con il Ginkgo Biloba, probabilmente l’albero più antico del mondo ancora vivente, in un appuntamento arricchito dalla partecipazione straordinaria dell’attore e danzatore Hal Yamanouchi. Nato a Tokyo nel ’46, l’artista di fama internazionale danzerà per rendere omaggio a un Ginkgo, “figlio” di un albero, un hibakujumoku resistito alla bomba di Hiroshima.

Il teatro più potente non ha bisogno di quinte artificiali
Alberi in Cammino non è solo teatro all’aperto: è un atto poetico e politico di riconnessione con la natura. In un’epoca di crisi climatica e distrazione digitale, invita a rallentare, a mettersi in ascolto degli “antenati vegetali”, a imparare da loro resilienza, solidarietà sotterranea e forza silenziosa. Il progetto negli anni ha toccato diverse località dell’Emilia-Romagna e oltre (Bergamo, Appennino emiliano), collaborando con associazioni come Comuni Virtuosi, enti regionali e realtà locali attente alla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. Il pubblico non è semplice spettatore: viene coinvolto attivamente, riceve una foglia all’inizio del cammino, respira e si muove insieme agli artisti. Alla fine, molti lasciano una restituzione scritta dell’esperienza.

