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Ri-usi@mo e Ri-giochi@mo: la comunità circolare, virtuosa di Caltanissetta

Un esempio concreto di come sostenibilità ambientale, educazione e solidarietà possano trasformarsi in azioni reali, quotidiane e misurabili

In Sicilia a Caltanissetta è nato un modello concreto di economia circolare che parte dal basso, coinvolge le scuole, rafforza la solidarietà e riduce gli sprechi. Si chiama Ri-usi@mo ed è l’evoluzione naturale di Ri-giochi@mo, un progetto già consolidato da anni sul territorio.

Ri-usi@mo

Da Ri-giochi@mo a Ri-usi@mo: il cerchio si allarga

Ri-giochi@mo è nato con un’idea semplice ma potente: dare una seconda vita ai giocattoli usati ma ancora in ottimo stato. Attraverso contenitori dedicati sparsi in città e con il supporto di scuole, Poste Italiane e associazioni, i bambini e le famiglie possono donare giocattoli che altrimenti finirebbero in discarica. Questi vengono poi selezionati, sanificati e redistribuiti a bimbi meno fortunati, soprattutto in occasione di eventi come la Befana di solidarietà. Negli anni ha raccolto migliaia di pezzi, coinvolgendo attivamente istituti scolastici e creando un circolo virtuoso di gentilezza tra pari: i giocattoli “nascono” dai bambini e tornano ai bambini.

Ri-giochi@mo

Solo nell’edizione 2025 sono stati distribuiti oltre 10.000 giocattoli raggiungendo famiglie e bambini del territorio. Un risultato che non è soltanto numerico: ogni oggetto donato si è trasformato in un gesto concreto di inclusione sociale, solidarietà e attenzione verso chi vive situazioni di difficoltà.

Ri-usi@mo

Ri-usi@mo amplia questo approccio: non più solo giocattoli ma oggetti ed elettrodomestici funzionanti (phon, ferri da stiro, frullatori, ventilatori, piccoli dispositivi elettronici, ecc.) che le famiglie non usano più. L’obiettivo è trasformare i contenitori esistenti in veri “presidi di sostenibilità” diffusi sul territorio per raccogliere solo oggetti che funzionano, completi e facilmente trasportabili. Niente rifiuti o beni rotti: non si tratta di scarti, ma di risorse. Eventuali oggetti non funzionanti verranno invece gestiti secondo le procedure previste, garantendo sicurezza e corretto smaltimento.

Ri-usi@mo

Ri-usi@mo come esempio concreto di sostenibilità

Il progetto è inserito nel programma ufficiale del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile; questo Festival è la più grande iniziativa promossa nel nostro Paese dedicata all’Agenda 2030. Iniziato lo scorso mercoledì, durerà fino al 22 maggio con centinaia di eventi sia online che in presenza su tutto il territorio italiano. Rappresenta un esempio concreto di come sostenibilità ambientale, educazione e solidarietà possano trasformarsi in azioni reali, quotidiane e misurabili.

Ri-usi@mo

“Oggi è una giornata importante perché insieme alla Croce Rossa e alla uno@uno avviamo il progetto Ri-usi@mo e si mettono in campo iniziative concrete a favore della comunità. L’iniziativa consente anche alle persone più vulnerabili di accedere a piccoli elettrodomestici e oggetti utili, evitando allo stesso tempo che materiali ancora funzionanti diventino rifiuti. La raccolta attraverso le scuole coinvolge famiglie e studenti in un percorso educativo, ambientale e solidale che guarda al futuro della città. Un modello che unisce ambiente, educazione e inclusione sociale, trasformando il riuso in un gesto quotidiano di comunità” ha dichiarato Walter Tesauro, Sindaco di Caltanissetta.

Salvatore Licata

“Ri-usi@mo è un progetto importante che nasce dalla collaborazione tra uno@uno, Croce Rossa Italiana e Comune di Caltanissetta. Si tratta di una sperimentazione che mette insieme ecosostenibilità, educazione ambientale e solidarietà sociale. Da un lato c’è la buona pratica ambientale del riuso; dall’altro il coinvolgimento diretto delle scuole e delle nuove generazioni chiamate a confrontarsi concretamente con i temi della sostenibilità. A questo si aggiunge l’aspetto sociale: gli oggetti raccolti e ancora funzionanti verranno redistribuiti attraverso la rete della Croce Rossa Italiana a favore delle famiglie che ne hanno bisogno. Con questa iniziativa il Comune valorizza ulteriormente il Centro comunale del riuso, trasformando quello che rischiava di diventare un rifiuto in una risorsa nuovamente utile per la comunità. Il Comune di Caltanissetta ha aderito con convinzione perché i partner coinvolti sono realtà affidabili e con esperienze consolidate. Siamo convinti che iniziative come questa possano contribuire a rafforzare sempre di più a Caltanissetta la cultura del riuso, della sostenibilità e della tutela dell’ambiente” queste le parole di Salvatore Licata, Assessore all’Ambiente del Comune di Caltanissetta.

Ri-usi@mo

Dopo il grande successo di Ri-giochi@mo che a dicembre ha permesso di sensibilizzare bambini e famiglie sul riutilizzo dei giocattoli non più utilizzati, oggi avviamo una nuova sperimentazione: Ri-usi@mo. L’obiettivo è semplice ma importante: dare una nuova vita a piccoli elettrodomestici ancora funzionanti che spesso restano inutilizzati nelle nostre case, mettendoli a disposizione delle famiglie che non hanno la possibilità di acquistarne di nuovi. Il progetto entrerà nelle scuole utilizzando gli stessi contenitori già impiegati per Ri-giochi@mo. In questo modo i bambini diventeranno ancora una volta protagonisti di un percorso educativo che coinvolge direttamente anche le famiglie. Gli oggetti raccolti verranno conferiti nei punti dedicati e successivamente destinati alle persone e ai nuclei familiari che ne hanno necessità. È un’esperienza che condividiamo con uno@uno, con il Comune di Caltanissetta, partner che continuano a credere in progetti capaci di unire sostenibilità, solidarietà e partecipazione. Per noi significa fare qualcosa di concreto per la comunità e continuare a perseguire ogni giorno i principi fondamentali della Croce Rossa” ha commentato Santina Sonia Bognanni, Presidente Croce Rossa Italiana Comitato di Caltanissetta.

Giuseppe Cannavò di uno@uno, ideatore di Ri-giochi@mo, ha dichiarato: “Il nostro compito è attivare un processo: aiutare i cittadini a liberarsi di oggetti ancora funzionanti evitando che diventino rifiuti. Li raccogliamo, li selezioniamo e li rimettiamo in circolo, rendendoli disponibili per chi ne ha bisogno. Non sono solo doni: liberiamo spazio. Spazio fisico, mentale e sociale”. Francesca Romana Falzone CEO uno@uno ha poi concluso: “Con Ri-usi@mo si amplia una rete già esistente che utilizza la stessa infrastruttura territoriale per sperimentare un comportamento reale della comunità: la disponibilità a donare oggetti ancora funzionanti invece di trasformarli in rifiuti“.

Ri-usi@mo

Grazie a Ri-usi@mo si allarga il percorso di attivazione territoriale di Ri-Giochi@mo con la consegna dei contenitori Ecoplast presso l’Istituto Comprensivo di Marianopoli, Villalba e Vallelunga diretto dal dirigente scolastico Salvatore Mastrosimone: “La scuola ha il compito di educare non solo alla conoscenza ma anche alla responsabilità. Progetti come Ri-usi@mo permettono agli studenti di vivere concretamente i valori della sostenibilità, della solidarietà e del rispetto per l’ambiente“.

Ri-usi@mo

Una comunità che fa rete

Il progetto è promosso da uno@uno s.r.l. di Caltanissetta e si inserisce nel più ampio percorso “UNO@UNO – Comunità Circolari a Fastidio Zero”. Coinvolge attivamente le Scuole come luoghi educativi dove si impara sul campo il valore del riuso, la Croce Rossa Italiana, Comitato di Caltanissetta, per la redistribuzione solidale, il Comune e altri partner locali come ad esempio Dusty. Gli oggetti raccolti vengono destinati a famiglie in difficoltà, strutture sociali e organizzazioni del terzo settore. In questo modo si genera valore triplo: ambientale (meno rifiuti), sociale (supporto concreto) ed economico (nuovi cicli di utilizzo invece di nuovi acquisti).

Un modello replicabile

Ri-usi@mo non è solo una raccolta: è un’azione culturale. Cambia la percezione di ciò che “non serve più” e dimostra che una comunità circolare è possibile anche in una città di medie dimensioni. A Caltanissetta si sta costruendo un pezzo di futuro: dove le scuole educano al riuso, la solidarietà crea legami e la sostenibilità diventa pratica quotidiana. Perché gli oggetti non finiscono, cambiano solamente casa. Un piccolo gesto, un grande cerchio: non rifiuti ma oggetti e soprattutto persone, comunità, relazioni.

Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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