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Suzuki rende disponibili “royalty-free” i brevetti del dispositivo #lavalacqua per la raccolta delle microplastiche
L’inquinamento da plastica negli oceani costituisce una criticità crescente. La casa giapponese ritiene che non esista concorrenza e che sia giusto lavorare congiuntamente per la protezione dell’ambiente
La tutela dell’ambiente rappresenta uno dei pilastri fondamentali che guidano le attività di Suzuki Marine, la divisione della casa giapponese specializzata nella produzione di motori fuoribordo. Grazie a una tecnologia ultra avanzata, si è affermata come uno dei leader mondiali del settore, nota per l’estrema affidabilità dei suoi propulsori, per l’efficienza nei consumi resa possibile dal sistema Lean Burn e per il continuo spirito innovativo. Non solo: è stata pioniera nell’introduzione del sistema a doppia elica controrotante sui modelli DF350A e DF300B. Allo stesso tempo, dimostra un concreto impegno ambientale attraverso il Clean Ocean Project, un’iniziativa volta a proteggere gli oceani riducendo in particolare l’inquinamento da plastica.

#lavalacqua, il geniale sistema che raccoglie le microplastiche
In questo ambito Suzuki Marine ha sviluppato soluzioni all’avanguardia come il Micro-Plastic Collector #lavalacqua, un dispositivo per motori fuoribordo introdotto nel 2021 che oggi è montato di serie sui modelli DF140BG, DF115BG, DF140B, DF115B e DF100C. #lavalacqua è il sistema che, attraverso il circuito di raffreddamento del motore fuoribordo, filtra l’acqua mentre si naviga e cattura le microplastiche che vi sono disciolte: un’idea tanto geniale quanto concettualmente semplice ed estremamente efficace. Sono stati numerosi gli istituti di ricerca che nel tempo si sono interessati a questo metodo di filtraggio, adottando i fuoribordo Suzuki per motorizzare le unità utilizzate durante le attività di monitoraggio in mare.

Suzuki rende disponibili “royalty-free” i brevetti
Considerato l’utilizzo scientifico, oltre che pratico, di questo sistema, Suzuki Motor Corporation ha annunciato la disponibilità a cedere gratuitamente ad altri costruttori le licenze per i 34 brevetti relativi al dispositivo #lavalacqua. L’iniziativa che include anche domande di brevetto in fase di registrazione, è finalizzata a favorire la diffusione di soluzioni tecnologiche per la tutela dell’ecosistema marino: Suzuki ritiene che non esista concorrenza e che sia giusto lavorare congiuntamente per la protezione dell’ambiente.

Per contribuire a contrastare l’inquinamento, Suzuki ha progettato il primo meccanismo al mondo per la raccolta di microplastiche, installabile su motori fuoribordo. A partire dal deposito del primo brevetto, nel novembre 2021, ha progressivamente esteso la tecnologia nei principali mercati di diffusione. Il dispositivo utilizza il circuito di raffreddamento del motore, un circuito aperto che aspira acqua di mare durante il funzionamento. Le microplastiche vengono intercettate lungo il percorso dell’acqua, mantenendo inalterata la funzione di raffreddamento. Tra le soluzioni sviluppate è previsto un canale di bypass parallelo, progettato per garantire la continuità del flusso anche in caso di ostruzione del filtro.

La scelta di Suzuki di rendere disponibili i brevetti senza royalty è volta ad ampliare l’utilizzo della tecnologia e a promuovere iniziative condivise per la salvaguardia dell’ambiente marino, favorendo la collaborazione con aziende e organizzazioni a livello internazionale. Questa decisione si inserisce in un contesto in cui l’inquinamento da plastica negli oceani costituisce una criticità crescente a livello globale. I rifiuti plastici dispersi in mare si frammentano in microplastiche, con importanti effetti negativi sugli ecosistemi, sugli organismi marini e per noi esseri umani.

Suzuki ancora una volta, si posiziona come un attore protagonista nel promuovere una mobilità e un’impresa responsabile. L’azienda vanta sul sito una sezione dedicata alla sostenibilità, un portale dinamico che riflette la filosofia giapponese del “sakura”, i ciliegi in fiore, simbolo di armonia con la natura: un modo per raccontare azioni concrete a tutela del Pianeta. Il gruppo non si limita a dichiarare buoni intenti: presenta dati trasparenti, risultati misurabili e progetti che coinvolgono clienti, dipendenti e partner in un circolo virtuoso di responsabilità sociale d’impresa.