Un’oasi nel deserto: la storia dell’orto di Ahmed Abdelmoula
Un simbolo di autosufficienza, un modello di agricoltura sostenibile che integra tecnologia moderna e tradizioni beduine
Si è concluso il 30 novembre il Tembaine Desert Rally, competizione endurance innovativa e avventurosa dedicata alle e-bike, nata per portare l’essenza dei grandi rally-raid come la Parigi-Dakar nel mondo delle due ruote ecologiche. Svoltosi nel cuore del deserto tunisino meridionale, tra le dune del Sahara e i paesaggi mozzafiato del Jebil National Park, le sue tappe hanno attraversato luoghi iconici come Tozeur, Douz (la “porta del deserto”), l’oasi di Ksar Ghilane e la maestosa montagna di Tembaine.

Lanciato nel 2024 da Alessandro Bettini, ex pilota di rally africani in moto, l’evento unisce sfida fisica, navigazione con tracce GPX e gestione strategica della batteria, in un format di 6 tappe su 8 giorni: circa 500 km per 100 partecipanti. È una gara “old school” ma sostenibile, con bivacchi nel deserto, supporto medico e focus sull’avventura autentica, lontana dal caos mediatico.

Il Tembaine non vuole “conquistare” il deserto ma dialogare e fondersi con esso
“Per me la sostenibilità non è un’etichetta ma una responsabilità. Organizzare un evento in un ecosistema come quello sahariano significa prendere posizione: o lo fai con rispetto assoluto, o è meglio non farlo. Abbiamo costruito tutto attorno a questo principio: energia da fonti rinnovabili, materiali riciclati, gestione avanzata dei rifiuti e una costante riflessione su come impattiamo non solo a livello ambientale, ma anche sociale. Il Tembaine non vuole “conquistare” il deserto, ma dialogare e fondersi con esso” queste le parole di Alessandro Bettini.

Tra infinite dune un miracolo di vita e sostenibilità: l’orto di Ahmed
Perfetto per biker elite e appassionati di outdoor estremi, il Tembaine ha celebrato il rispetto per l’ambiente e la Tunisia, offrendo un’esperienza indimenticabile tra sabbia, oasi termali e culture nomadi. La quarta e la quinta tappa hanno portato tutto il gruppo a soggiornare nel Camp Abdelmoula dove tra la sabbia dorata emerge un miracolo di vita e sostenibilità: l’orto di Ahmed. Ci troviamo nel cuore del Grande Erg Orientale, a Tembaine, una remota oasi nel sud della Tunisia, a circa 120 km da Douz.
Ho avuto la fortuna di immergermi nel posto e conoscere Ahmed personalmente; ritengo la sua una storia, iniziata quasi 20 anni fa, incredibile.

La storia di Ahmed Abdelmoula
“Mi chiamo Ahmed Abdelmoula sono il proprietario del campo; ho iniziato ad accamparmi qui nel 2007. All’inizio avevo solo una tenda, poi due, tre, quattro; mi sono reso conto che la zona era molto bella e che avrebbe potuto attirare turisti da tutto il mondo e così dopo il 2018 ho pensato che sarebbe stato stupendo poter realizzare un nostro orto per mangiare, per bere ed essere totalmente autosufficienti. Ci siamo messi a cercare l’acqua con l’aiuto di un rabdomante e poi abbiamo scavato un pozzo. Abbiamo perforato la terra per 170 metri per portare l’acqua dal sottosuolo, un dono prezioso in questo mare di sabbia. Abbiamo lavorato più di un mese per questa operazione. L’acqua che arriva dalla terra ha una temperatura perfetta per far crescere frutta e verdura: è 0,4 gradi“.
Ahmed Abdelmoula è così riuscito a trasformare un lembo di deserto tunisino che sembrava arido e senza vita in un orto, un fazzoletto verde di circa 3 ettari incastonato tra le dune ai piedi della montagna di Tembaine. All’inizio la terra gli ha regalato solo datteri poi con tanta costanza sono arrivati pomodori rossi, rape, peperoni, melanzane e persino erbe aromatiche: ogni pianta è un atto di ribellione contro l’ambiente ostile. “Tutti i prodotti che serviamo agli ospiti vengono da qui. Si tratta di un processo molto lungo… ci vogliono dai 5 ai 10 anni prima che la frutta e la verdura siano pronte per essere raccolte. Non importiamo nulla dal mondo esterno: è il Sahara che ci nutre, basta imparare a dialogare con lui”.
L’orto non è solo una fonte di cibo: è un modello di agricoltura sostenibile
Ma lui non si è fermato lì: ha installato pannelli solari per alimentare un sistema di irrigazione goccia a goccia, un’innovazione semplice ma rivoluzionaria in un luogo dove l’acqua è più rara dell’oro. La sua creazione è diventata un simbolo di autosufficienza, un modello di agricoltura sostenibile che integra tecnologia moderna e tradizioni beduine.

La nascita di un sogno tra le dune
Ahmed Abdelmoula non è semplicemente il proprietario del campo: è l’uomo che ha fatto nascere un’oasi nel nulla, come se avesse fondato una piccola città nel cuore del deserto. Ha preso sabbia, vento e silenzio e, con la testardaggine di chi ama davvero il Sahara, li ha trasformati in un sogno concreto. Conosce ogni duna come le sue tasche e sa che se tratti la natura con rispetto, lei ti ricambia cento volte: così ha ribaltato le carte in tavola, creando dal nulla un luogo che oggi vive e respira.

Il clima del deserto è cambiato
“Mi piace molto il deserto perché sono nato nel deserto e Tembaine fa parte di me. Da bambino vivevo già in questa zona e sognavo di poter creare qualcosa qui anche per migliorare la qualità della vita delle persone. Mi rendo conto che il deserto però è cambiato; la temperatura è aumentata, fa sempre più caldo. Si registra un grado in più a livello globale e i venti soffiano più forti. Una volta riuscivamo a capire quando arrivavano le tempeste di sabbia ora sono molto più imprevedibili di prima; ti sorprendono con la loro forza. Ho 49 anni ma solo negli ultimi anni questi fenomeni sono diventati così intensi e impredicibili“.

Sostenibilità e futuro: un messaggio dal deserto
L’orto di Ahmed non è solo un progetto personale; è una lezione per il mondo. In un’era di cambiamenti climatici, dove il deserto avanza e le risorse idriche scarseggiano, questo piccolo paradiso dimostra che l’innovazione low-tech può fare la differenza. I pannelli solari riducono l’impatto ambientale, l’irrigazione efficiente combatte lo spreco, la plastica è bandita e le colture locali resistono meglio al caldo sahariano. “La sostenibilità non è un lusso è sopravvivenza. Qui, nel Sahara, impari che ogni goccia conta, ogni seme è una promessa”.
Un camp che respira il Sahara
Il Camp Abdelmoula è più di un semplice alloggio: è un ponte tra avventura, sostenibilità e comfort. Il Tembaine Desert Rally e Ahmed hanno avviato una bella tradizione: ogni anno, il rider che taglia per primo il traguardo sull’arrivo di Tembaine, pianta un albero di limoni, con una targa dedicata. Quest’anno Miguel Martinez (vincitore 2024) e Mirko Pirazzoli (vincitore 2025) hanno aggiunto i loro nomi a questa foresta nascente, un omaggio alla resilienza umana.









