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Global Risks Report 2026: rischi geopolitici superano fattori ambientali

Il Global Risks Report 2026 evidenzia come conflitti e tensioni geopolitiche dominino le previsioni sui principali rischi dei prossimi due anni. La maggior parte dei fattori ambientali ha subito un calo in classifica, mentre rischi geoeconomici e armati salgono in cima

Il World Economic Forum ha pubblicato il Global Risks Report 2026, un’analisi approfondita delle minacce globali che influenzano il mondo nei prossimi anni. Basato sulla Global Risks Perception Survey con risposte da oltre 1.200 esperti, il documento identifica conflitti e tensioni geopolitiche come i pericoli più immediati per il 2026 e i due anni successivi. In questo contesto, i fattori ambientali, pur rimanendo rilevanti a lungo termine, hanno perso posizioni nelle classifiche a breve termine rispetto alle edizioni precedenti.

Nel nuovo Global Risks Report, il confronto geoeconomico emerge come il rischio numero uno per il 2026, seguito da vicino da conflitti armati tra stati. Saadia Zahidi, Managing Director del World Economic Forum, ha spiegato in un podcast che questi timori sono alimentati da tariffe più alte, competizione per risorse e tecnologie tra grandi potenze. “Le preoccupazioni economiche sono tra quelle che sono salite di più rispetto alle classifiche precedenti“, ha dichiarato Zahidi, citando inflazione e bolle speculative come fattori chiave.

Il rapporto divide i rischi in cinque categorie: societari, economici, tecnologici, geopolitici e ambientali. Per i prossimi due anni, i principali rischi sono dominati da questioni geopolitiche, con il confronto geoeconomico che rimane in vetta anche a due anni di distanza, seguito da disinformazione e polarizzazione sociale. Questo spostamento riflette un “età di competizione” dove le tensioni geopolitiche prevalgono sulle crisi ambientali immediate.

Global Risk Report 2026

Una novità del Global Risks Report 2026 è il calo in classifica della maggior parte dei fattori ambientali. Eventi estremi come il maltempo severo, che dominavano edizioni passate, scendono in graduatoria per il breve termine, schiacciati dall’urgenza dei conflitti e delle tensioni geopolitiche. Tuttavia, a dieci anni, i rischi ambientali risalgono: perdita di biodiversità e collasso degli ecosistemi diventano centrali, con il 57% degli esperti che prevede scenari “turbolenti” o “instabili”.

Il World Economic Forum sottolinea che questa percezione non minimizza i cambiamenti climatici, ma evidenzia come le crisi immediate, come guerre e dazi, stiano assorbendo l’attenzione dei leader.

Implicazioni per i prossimi due anni

Le previsioni dei principali rischi nei prossimi due anni dipingono un quadro pessimistico. Rispetto al 2025, dove la disinformazione era in cima, ora i rischi geoeconomici hanno superato tutto, spinti da politiche protezionistiche come le tariffe USA. Economicamente, inflazione e bolle di asset, inclusi i mercati tech ipervalutati, salgono nelle classifiche. Il rapporto integra dati dal Global Risks Perception Survey con l’Executive Opinion Survey, confermando che il debito pubblico crescente e popolazioni in calo rappresentano una combinazione tossica. Solo l’1% degli esperti prevede stabilità a lungo termine.

A differenza del breve periodo, il nuovo Global Risks Report posiziona i fattori ambientali in cima alle preoccupazioni decennali. Cambiamenti critici nei sistemi terrestri e perdita di biodiversità dominano, segnalando che le tensioni geopolitiche attuali potrebbero esacerbare queste minacce. 

 

Elisabetta Ruffolo

Elisabetta Ruffolo (Milano, 1989) produttrice Tv e Giornalista. Approda a Meteo Expert nel 2016 dove si occupa di coordinare le attività di divulgazione scientifica in ambito televisivo e radiofonico sulle reti Mediaset. Laureata in Public Management presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Milano. Ha frequentato l’Alta scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per il Master in Comunicazione e gestione della sostenibilità.

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