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Marzo 2026 in Italia, dal caldo anomalo al freddo tardivo e alle nevicate estreme. I dati Copernicus

Dopo un avvio molto mite e secco, il primo mese della primavera meteorologica 2026 ha presentato all’Italia una sequenza di eventi molto intensi, tra cicloni mediterranei, ondate di freddo tardivo e nevicate localmente eccezionali. Ecco cosa raccontano i dati della rianalisi climatica di Copernicus, ritagliati lungo i confini del nostro Paese.

Dopo un avvio all’insegna del caldo anomalo, la primavera italiana del 2026 ha cambiato volto ed ha mostrato il suo lato violento, tra potenti cicloni mediterranei, brevi ma intense ondate di freddo tardivo, venti tempestosi e accumuli di neve localmente eccezionali: situazioni a volte estreme, coerenti con la crisi climatica che da tempo flagella anche l’Italia. Questo, ed altro, è ciò che emerge dall’analisi dei dati utilizzati da Copernicus per calcolare le anomalie a livello globale ed europeo: dati di rianalisi sviluppati dal Copernicus Climate Change Service (C3S) del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), resi disponibili attraverso il Climate Data Store dedicato.

Temperatura dell’aria: +0,55°C

Secondo i dati ERA5-Land forniti da Copernicus, la temperatura media registrata in Italia nel mese di marzo a 2 metri dal suolo è stata di 7,88°C: 0,55°C in più rispetto alla media nazionale del periodo di riferimento 1991-2020. Per il nostro Paese, marzo 2026 è stato il diciassettesimo più caldo dal 1950, ben distante dal marzo record del 2001 (+2,37°C) e, soprattutto, dal dato negativo registrato nel 1987 (-4,1°C).

Anomalie della temperatura media dell’aria a 2 metri dal suolo (°C) di ogni mese di marzo dal 1950 al 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

L’anomalia positiva di quest’anno è il risultato dell’avvicendamento tra la fase molto mite e secca della prima metà del mese e la fase più fredda e decisamente più dinamica della seconda metà. Quest’ultima ha visto la sua massima espressione tra il 26 e il 27 marzo, con un’ondata di freddo tardivo provocata da una imponente irruzione di aria artica marittima nel Mediterraneo, e con un secondo colpo di coda dell’inverno proprio l’ultimo giorno del mese: episodi intensi e dannosi per le colture in sviluppo vegetativo precoce, ma brevi e quasi ovunque più che compensati dai periodi di caldo anomalo.

La mappa delle anomalie termiche mostra temperature leggermente inferiori alla media in Sicilia, in parte del Sud peninsulare, nelle zone interne di Abruzzo e Molise e nelle Alpi occidentali, in particolare tra Valle d’Aosta e Alto Piemonte. Il resto dell’Italia ha invece sperimentato temperature quasi ovunque superiori alla media, soprattutto la Liguria, le zone di pianura di Lombardia e Triveneto e l’Alta Toscana, aree in cui l’anomalia ha localmente superato +1,5°C.

Anomalia della temperatura media dell’aria a 2 metri dal suolo (°C) di marzo 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

L’elaborazione per settori geografici restituisce anomalie di +0,87°C al Nord, +0,59°C nelle regioni centrali, +0,19°C al Sud, -0,18°C in Sicilia e +0,43°C in Sardegna. Al Sud e nelle Isole la temperatura media di marzo è risultata leggermente inferiore a quella del caldissimo mese precedente.

Temperatura del mare: +0,96°C

La temperatura dello strato superficiale dei mari che bagnano l’Italia, compresi fra 36-47°N e 6-20°E, è stata di 15,03°C: 0,96°C in più rispetto alla media 1991-2020. Come nei due anni precedenti, anche l’inizio della primavera in corso ha registrato uno scarto dalla media particolarmente elevato per il periodo, che pone marzo 2026 al terzo posto del ranking dei mesi di marzo più caldi per il mare dal 1950, a meno di due decimi di grado dal record del 2025 (+1,15°C).

Anomalie della temperatura (°C) dello strato superficiale dei mari (36-47°N, 6-20°E) di ogni mese di marzo dal 1950 al 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5 (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Anche quest’anno, nel mese di marzo, la temperatura del mare si è mantenuta superiore alla media in tutto il Mediterraneo centrale. I bacini più settentrionali, l’Alto Ionio e il settore occidentale del Tirreno meridionale hanno registrato anomalie superiori a +1°C, con picchi non inferiori a 1,5°C nell’Alto Tirreno e nell’Alto Adriatico. La temperatura delle acque superficiali degli altri mari si è mantenuta più prossima ai valori climatici, ma con anomalie ovunque superiori a mezzo grado.

Anomalia della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) di marzo 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5 (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Precipitazioni: +13%

Secondo i dati ERA5-Land di Copernicus, in marzo è caduto sull’Italia il 12,8% di precipitazione in più rispetto alla media del trentennio 1991-2020. L’anomalia lievemente positiva a livello nazionale è frutto delle abbondanti precipitazioni scaricate soprattutto sul Centro Sud del Paese da 11 perturbazioni, tre delle quali vere e proprie tempeste: Samuel, un vortice isolato in lento movimento come il ciclone Harry, Deborah, il ciclone invernale che ha portato bufere di neve soprattutto lungo l’Appennino, ed Erminio, il profondo vortice sviluppatosi nei pressi della Sicilia l’ultimo giorno del mese.

Anomalie delle precipitazioni (%) di ogni mese di marzo dal 1950 al 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

La distribuzione delle anomalie pluviometriche sul territorio italiano mostra un marcato surplus delle precipitazioni all’estremo Nordovest, sulle regioni del Medio Adriatico, in gran parte del Sud e sulla Sicilia, in particolare lungo i settori più esposti all’ingresso dai Balcani di masse d’aria provenienti dall’Europa nordorientale. Abruzzo, Molise, Puglia e il settore ionico di Calabria e Sicilia hanno ricevuto più del doppio delle precipitazioni normali per l’inizio della primavera, quantitativi d’acqua che in Meridione hanno colmato la carenza degli ultimi anni, benché con episodi molto intensi.
Il resto dell’Italia ha invece vissuto un mese contraddistinto da deficit di pioggia, in particolare la pianura tra Lombardia ed Emilia, il Friuli Venezia Giulia e l’Alta Toscana, zone che localmente hanno ricevuto anche meno della metà delle piogge attese.

Anomalia delle precipitazioni (%) di marzo 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Le anomalie pluviometriche di ciascun settore geografico sono: -7% al Nord, +6% al Centro, +36% al Sud, +76% in Sicilia (settimo mese di marzo più piovoso dal 1950) e -1% in Sardegna.

Neve: superficie innevata -25%, spessore manto nevoso -32%

La neve primaverile ha imbiancato diversi settori del Paese in più occasioni. Nel weekend del 14-15 marzo, ad esempio, sono state registrate nevicate fino a quote collinari al Nord Ovest, molto abbondanti sulle aree alpine dell’Alto Piemonte, soprattutto tra Alagna Valsesia e Macugnaga, dove sono stati raggiunti accumuli di neve fresca localmente fino a 150 centimetri in meno di 48 ore. Il giorno 18, l’arrivo di un impulso freddo dai Balcani ha provocato nevicate sull’Appennino centro-settentrionale oltre i 700-1000 m di quota, particolarmente abbondanti sui rilievi di Marche, Abruzzo e Molise. Domenica 22, un nucleo freddo in moto retrogrado dall’Europa orientale verso la Francia ha imbiancato di nuovo le aree alpine del Piemonte con accumuli di neve fresca fino a 50 cm in quota e qualche fiocco fino a quote collinari. Con l’imponente irruzione di aria artica marittima del 25 sera, sono cadute copiose nevicate sui versanti settentrionali delle Alpi e, successivamente, lungo tutto l’Appennino, soprattutto in Romagna e nelle Marche, dove i fenomeni si sono spinti fino a quote molto basse. Il primo mese della primavera si è chiuso con un’irruzione di aria polare dai Balcani e nuove abbondanti nevicate soprattutto sull’Appennino centrale.
Malgrado i ripetuti episodi, localmente molto intensi, i dati della rianalisi climatica ERA5-Land di Copernicus restituiscono un quadro medio nazionale negativo, sia in termini di copertura nevosa (frazione di superficie innevata), sia in termini di spessore della neve al suolo. Rispetto alla media 1991-2020, la superficie innevata si è infatti mediamente ridotta del 25%, mentre lo spessore del manto nevoso ha subito una contrazione del 32% (non mostrato).

Anomalie della copertura del manto nevoso (frazione di territorio innevata, %) di ogni mese di marzo dal 1950 al 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Per trovare un’Italia più innevata della media nel mese di marzo bisogna tornare al 2018 e allo storico episodio che interessò il Paese da Nord a Sud tra gli ultimi giorni di febbraio e i primi giorni della primavera meteorologica.
Le mappe delle anomalie evidenziano quanto, in generale, temperature mediamente troppo elevate penalizzino le aree montane di bassa quota, la fascia pedemontana e, naturalmente, le pianure, scarsamente o per nulla innevate. Lo scorso marzo, solo due aree hanno potuto vantare un innevamento medio superiore alla media: il settore alpino occidentale, l’Appennino umbro-marchigiano e le colline umbre circostanti.

Anomalia della copertura nevosa (frazione di territorio innevata, %) e dell’altezza del manto nevoso (%) di marzo 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

 

Laura Bertolani

Laureata in Scienze Naturali, nel 1997 è entrata a far parte del team di meteorologi di Meteo Expert. Fino al 2012, all’attività operativa ha affiancato attività di ricerca, occupandosi dell’analisi della performance dei modelli di previsione. Attualmente si dedica a quest’ultima attività, ampliata implementando un metodo di valutazione dell’abilità dei modelli a prevedere dodici configurazioni della circolazione atmosferica sull’Italia, identificate per mezzo di una rete neurale artificiale.

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