Energia: guerra in Medio Oriente fa impennare i prezzi del gas. Italia tra i paesi più esposti
I paesi che dipendono meno dall'energia a gas sono meno esposti agli aumenti del prezzo dell'elettricità. In Spagna, il gas ha influenzato il prezzo dell'elettricità solo nel 15% delle ore dall'inizio del 2026, rispetto all'89% in Italia.

Con l’escalation del conflitto in Medio Oriente, il costo dell’energia elettrica prodotta da gas nell’Unione Europea è aumentato di oltre il 50% nei primi dieci giorni del conflitto, a partire dal 28 febbraio. Secondo un’analisi del think tank Ember, le interruzioni delle forniture globali di combustibili fossili hanno immediatamente colpito i prezzi internazionali, con il gas europeo (Dutch TTF) che ha raggiunto una media di 45 €/MWh nella settimana dal 2 al 6 marzo, rispetto ai 31 €/MWh precedenti.
Questo aumento ha comportato un costo aggiuntivo di 2,5 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili nei primi giorni del conflitto. Come afferma il Dr. Chris Rosslowe di Ember, «ancora una volta un conflitto globale ha fatto impennare i prezzi del gas. Le regioni dipendenti dalle importazioni potrebbero subire conseguenze economiche drammatiche». L’analista sottolinea che l’adozione di energie rinnovabili e l’elettrificazione rappresentano la chiave per proteggersi da future crisi energetiche.
Non tutti i paesi dell’UE sono colpiti allo stesso modo dall’aumento dei prezzi del gas. La Spagna, grazie alla crescita dell’energia eolica e solare, ha visto un disaccoppiamento tra i prezzi del gas e quelli dell’elettricità, con il gas che ha influenzato solo il 15% delle ore di produzione nel 2026. Al contrario, l’Italia, ancora molto dipendente dal gas, ha visto questa percentuale salire all’ 89%.
La volatilità dei prezzi è aumentata notevolmente, specialmente nelle ore di picco. Durante la prima settimana di marzo, i prezzi hanno raggiunto i livelli più alti dell’anno in paesi come Germania, Paesi Bassi, Italia e Belgio, mentre i paesi meno dipendenti dal gas, come Spagna e Portogallo, sembrano essere meno vulnerabili a queste fluttuazioni.
Il balzo dei costi del gas ha un impatto più significativo sui costi energetici rispetto ai prezzi del carbonio previsti dal Sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS). Attualmente, il costo del carbonio incide solo per circa il 10% sulla bolletta elettrica media delle famiglie dell’UE, una percentuale inferiore all’aliquota media dell’IVA, che è del 18%.
Il Dr. Rosslowe mette in guardia: «le riforme affrettate del mercato elettrico non risolveranno il problema della dipendenza dal gas». Secondo lui, rimuovere i costi del carbonio significherebbe eliminare un incentivo fondamentale per investire in soluzioni sostenibili, come rinnovabili, batterie e flessibilità della domanda.