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Foresta amazzonica, la strada è impervia ma è ancora possibile invertire la rotta

In un editoriale firmato da Ane Alencar e Adriane Esquivel Muelbert, pubblicato sul Guardian, vengono descritte le attività necessarie alla salvaguardia della foresta pluviale più grande del Pianeta

La foresta amazzonica emette più anidride carbonica di quanto sia in grado di assorbire. Le emissioni ammontano a un miliardo di tonnellate di anidride carbonica all’anno. A stabilirlo è stato un nuovo studio, pubblicato su Nature, che ha utilizzato piccoli aerei per misurare i livelli di CO2 sopra la foresta amazzonica fino a 4.500 metri di altezza nell’ultimo decennio.

La foresta amazzonica ora emette più CO2 di quanto ne assorba

Foresta amazzonica, tra cambiamento climatico e deforestazioni: come l’uomo sta distruggendo un organo vitale

La foresta amazzonica agisce come un organo vitale per l’intero pianeta. La foresta pluviale più grande del mondo – che ospita oltre 390 miliardi di alberi e un ecosistema vasto e diversificato -, svolge una funzione importantissima sia per il ciclo dell’acqua che per quello del carbonio. Gli alberi riciclano l’acqua pompandola dal suolo verso l’atmosfera, ma svolgono anche un ruolo fondamentale nella gestione del carbonio: la foresta amazzonica immagazzina infatti una quantità di carbonio equivalente a due o tre volte tutta la CO2 emessa dal Regno Unito dal 1750. Quando gli alberi muoiono, per cause naturali o per deforestazione, questo carbonio può tornare nell’atmosfera.

Amazzonia, non solo CO2: tutti i fattori che contribuiscono al riscaldamento globale

La foresta amazzonica, tra cambiamento climatico, almeno quattro decenni di deforestazione e costruzione di strade in tutta la regione, sta via via perdendo le sue proprietà vitali, diventando un produttore netto di CO2. Questo ha ovviamente un effetto a catena: prima di tutto la foresta sarà sempre meno in grado di resistere ai cambiamenti climatici e in secondo luogo accresce la possibilità che il clima globale arrivi a un punto di non ritorno. La zona sud-orientale della regione risulta essere quella con la minor capacità di trattenere anidride carbonica.

Amazzonia, il ruolo degli incendi purtroppo sempre più frequenti

La foresta amazzonica è sempre più soggetta a incendi boschivi. Decenni di deforestazione, quindi ambiente frammentato e degradato, unito alla grave siccità causata dai cambiamenti climatici, creano le condizioni perfette per l’espansione dei roghi. Lo studio sopracitato mostra che grandi pozze di carbonio vengono emesse attraverso tali incendi, specialmente nel nord-est. Per ripristinare l’equilibrio ed evitare di perdere altre porzioni di foresta, è necessario investire in una massiccia opera di recupero del paesaggio.

«Il mondo deve ripristinare un’area grande quanto la Cina»

Purtroppo il Brasile ha preso un’altra direzione riguardo al riequilibrio delle emissioni nette di carbonio. Il paese, che è il sesto più grande produttore di gas serra al mondo, ha il 44% delle sue emissioni direttamente associate al cambiamento dell’uso del suolo, principalmente la conversione in agricoltura e pascoli. La possibilità di invertire la rotta rischia di allontanarsi sempre di più nelle condizioni attuali, con l’aggravante delle politiche dettate dal presidente brasiliano, Jair Bolsonaro. Il governo federale non ha investito in operazioni di recupero e i tassi di deforestazione e incendi sono aumentati di mese in mese. Le politiche ambientali, che permettono l’estrazione di risorse minerarie nelle terre indigene, formalizzando i titoli fondiari su terreni pubblici occupati illegalmente e allentando il processo di autorizzazione ambientale, continuano a incentivare le attività illegali.

Il tempo per cambiare strada c’è, ma serve un’azione collettiva e massiccia

In un editoriale – firmato da Ane Alencar, direttore scientifico dell’Amazzonia Environmental Research Institute, e da Adriane Esquivel Muelbert, docente di ecologia forestale globale presso l’Università di Birmingham e il Birmingham Institute of Forest Research -, e pubblicato sul Guardian, si specifica come sia ancora possibile salvare la foresta amazzonica. Per farlo, però, serve un’azione collettiva e massiccia.

Amazzonia, siamo tutti coinvolti: dalla foresta devastata arriva anche la nostra carne

È necessario combattere e inibire le attività illegali che incentivano la deforestazione; fornire incentivi positivi per un uso sostenibile e buone pratiche nella silvicoltura e agricoltura; dare sostegno alle popolazioni indigene e alle economie delle comunità locali; aumentare la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti dell’Amazzonia e, per finire, coinvolgere il settore privato e la comunità internazionale in finanziamenti green e altre opere ambientali. Cosa non meno importante, bisogna boicottare i prodotti dell’Amazzonia che alimentano la deforestazione e consumare prodotti e finanziare iniziative che salvaguardano la foresta.

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Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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