EnergiaItaliaSostenibilità

Clima ed energia: in anteprima i dati aggiornati del 2019 per l’Italia

Italy for Climate pubblica il suo Rapporto: si chiude il decennio più caldo di sempre, decuplicati gli eventi estremi

Un impegno preciso, focalizzato sulla diffusione di dati attendibili e informazioni dettagliate, fruibili con facilità dalla maggior parte della popolazione. È quello di Italy for Climate, realtà fortemente voluta dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e realizzata grazie al sostegno di imprese, aziende e associazioni di imprese particolarmente interessate e sensibili verso le tematiche relative al cambiamento climatico. Italy for Climate si propone di stendere un’Agenda italiana per il clima il cui obiettivo è quello di raggiungere gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi. Proprio per studiare al meglio clima ed energia, grazie ai dati più aggiornati, Italy for Climate redige ogni anno il Rapporto “10 key trend sul clima – i dati 2019 in anteprima per l’Italia”. Si tratta di uno studio approfondito sulle tendenze che, relativamente all’anno precedente quello in corso, si rivelano più significative in merito alle tematiche ambientali, climatiche ed energetiche. L’inchiesta ha lo scopo preciso di parlare al pubblico più vasto, allargando dunque la platea dagli addetti ai lavori alle persone che, semplicemente, hanno a cuore la salute del Pianeta in cui viviamo. I trend riguardano gli argomenti più “caldi” dal punto di vista climatico ed energetico: dalla temperatura globale agli eventi estremi passando per le energie rinnovabili e le emissioni di sostanze inquinanti in atmosfera.

Si parte, innanzitutto, con la temperatura: il 2019 chiude infatti per l’Italia il decennio più caldo che mai sia stato registrato prima. La temperatura media si è attestata sui 13,4°C: un dato mai rilevato precedentemente. In particolare, proprio il 2019 è stato il quarto anno più caldo di sempre. Molto interessante notare come il trend di crescita termica in Italia sia maggiore rispetto a quello di altri Paesi. Desta decisamente allarme il solo pensare che, rispetto agli anni Ottanta, oggi viviamo mediamente ogni anno con 1,7°C in più. Altrettanto impressionante è anche il numero degli eventi estremi, più che decuplicato dal 2008 al 2019 (si è passati da meno di 150 eventi estremi all’anno a oltre 1600). La causa di ciò, come sappiamo, va innanzitutto ricercata nel riscaldamento globale e nei cambiamenti climatici- fenomeni, questi, che in Italia paiono più marcati che altrove. Chi dovesse poi pensare che la sensibilità nei confronti dell’ambiente sia aumentata negli ultimi anni rispetto a quelli precedenti, resterà poi deluso di fronte a un dato che parla da solo: mentre tra il 2005 e il 2014 le emissioni di gas serra si erano ridotte del 3%, nel 2019 tale riduzione è stata pari a meno dell’1%. Negli ultimi sei anni la riduzione si è tradotta in appena 0,6 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente in meno ogni anno: tra il 2015 e il 2004, invece, questa riduzione era stata calcolata in ben 1,7 milioni di tonnellate all’anno.

Il quarto punto rigurda gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica: obiettivi che devono necessariamente armonizzarsi con quelli fissati dall’Accordo di Parigi. Ecco quindi che, se nel 2019 le emissioni sono state ridotte del 19% rispetto al 1990, entro il 2030 la riduzione deve essere pari al 37%. Occorre poi, sulla base del quinto trend, migliorare l’efficienza energetica della nostra economia. Dal 2014 al 2019, infatti, il fabbisogno energetico è cresciuto più del Pil: in particolare, mentre il Pil è aumentato del 5%, la richiesta di energia ha subìto un’impennata pari al 7%. Grande attenzione viene poi rivolta alle fonti di energia rinnovabile. L’Italia, in questo settore, era partita bene: i risultati degli anni passati facevano ben sperare. Nel 2019, purtroppo, questo trend si è invertito: se in Europa la produzione di energia pulita è cresciuta di ben il 24%, in Italia tale incremento è stato pari soltanto al 3%. Un dato sconfortante, se si pensa l’impegno profuso da istituzioni, tecnici ed esperti in questo settore. Uno sguardo poi, nel settimo trend, al prezzo dell’elettricità fornita da alcuni impianti eolici: per la prima volta, nel 2019 in Italia il costo è risultato inferiore a quello di mercato.

Ancora focus puntato sull’energia nell’ottavo e nel nono trend. Il punto 8, in particolare, si concentra sul carbone. Grazie all’aumento del prezzo delle emissioni di anidride carbonica, la produzione elettrica da combustibili fossili è passata dai circa 50 miliardi di kilowattora del 2012 ai 20 miliardi del 2019. Sempre in materia energetica, un respiro di sollievo arriva dal trend numero 9. Grazie alla maggior efficienza degli impianti termoelettrici, alla riduzione del consumo di carbone e a un più massiccio impiego di fonti di energia rinnovabile, dal 1990 al 2019 le emissioni di anidride carbonica utilizzata per produrre un kilowattora di elettricità sono passate da 590 a meno di 290 gCO2/kWh.

L’ultimo trend è dedicato al settore automobilistico. Purtroppo il risultato non fa ben sperare. A causa di una concomitanza di fattori (tra cui spicca sicuramente lo scandalo legato ai motori diesel), dopo vari anni in cui si registravano continui miglioramenti, dal 2017 le emissioni di anidride carbonica legate alle nuove automobili hanno ripreso a salire. Questo perchè l’insufficiente incremento nella vendita di auto elettriche, ibride e a gas ha visto un paradossale ribaltamento della situazione: la diminuzione di auto con motori diesel è stata infatti rimpiazzata da un aumento delle auto con motore a benzina. Con conseguenze oltremodo negative sul fronte delle emissioni. Dati e numeri che ci parlano, ancora una volta, di una situazione che richiede il massimo impegno e la massima attenzione nei confronti dei cambiamenti climatici e della salvaguardia dell’ambiente.

Tags

Anna Maria Girelli Consolaro

Giornalista e conduttrice televisiva, Anna Maria dal febbraio 2010 lavora per Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995). Sin dall’infanzia è profondamente interessata e attratta da tutto quel che riguarda la natura e l’ambiente. Per questo, tra le sue grandi passioni, ci sono gli sport all’aria aperta e i viaggi. La sua attività giornalistica è sempre stata dedicata al settore delle eccellenze italiane e, su questo tema, ha condotto oltre 20 trasmissioni televisive, di cui è stata anche autrice. Moderatrice di convegni e conduttrice di eventi, per circa dieci anni Anna Maria ha scritto sulle pagine venete del Corriere della Sera.

Articoli correlati