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Alberi in Cammino: quando il teatro diventa gesto di cura per la Terra

Il 19 e il 20 settembre sono in programma incontri con gli alberi attraverso il corpo, il suono e la parola botanica. Un progetto nato dal desiderio di riconnessione

Ci sono alberi che misurano il tempo in modo diverso dal nostro: non in ore, ma in stagioni che si ripetono, in anelli che si sommano, in radici che si allargano sotto la superficie senza che nessuno le veda. Per incontrarli davvero non basta guardarli: bisogna tornare, più volte, in momenti diversi dell’anno. È questo il cuore di Alberi in Cammino, il progetto di teatro a cielo aperto ideato da Gabriele Parrillo che sta attraversando l’Emilia con “Verde Smeraldo”. Quattro tappe, quattro stagioni, quattro alberi da ascoltare prima ancora che da guardare. Un’opera che, oltre alla bellezza e alla performance, parla di sostenibilità, di biodiversità e di un rapporto rinnovato con il vivente.

Alberi in Cammino – Monte Barigazzo a Varsi (PR) – Credit Angelica Lefenni

Le quattro tappe di un viaggio a piedi verso giganti verdi

Il viaggio, partito il 17 maggio dal Cedro dei Boschi di Carrega a Sala Baganza e proseguito il 14 giugno con il Faggio del Monte Barigazzo a Varsi, si chiude ora con due appuntamenti nel weekend del 19 e 20 settembre. Due luoghi che raccontano, ciascuno a modo suo, come la tutela del territorio e la rigenerazione ecologica possano diventare pratica quotidiana e condivisa.

19 settembre – La Quercia dell’Oasi LIPU del Bianello

Subito alle spalle di Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, un bosco custodisce un patrimonio di biodiversità che si rivela solo a chi ha la pazienza di restare in silenzio. L’Oasi Bianello, istituita nel 1981 e affidata alla Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) dal 1993, ospita oggi oltre 130 specie di uccelli: residenti e migratori, predatori e piccoli insetivori. Querce che si intrecciano a carpini e aceri, sottobosco di corniolo e nocciolo, radure dove la luce filtra appena. Qui lo sparviere regna nei cieli, mentre al calare della sera si ascolta ancora il dialogo antico tra allocchi, civette e barbagianni.

Alberi in Cammino a Sala Baganza (PR) – Foto di Luca Ascari

È in questa cornice protetta che Alberi in Cammino porta in scena la Quercia: non solo simbolo culturale e storico ma albero capace di strutturare l’ecosistema, di ospitare vita e di ricordarci quanto sia prezioso un habitat lasciato respirare. L’appuntamento è alle 16:30.

20 settembre – Il Ginkgo Biloba del Bosco Spaggiari

A San Prospero, appena fuori Parma, lungo la Via Emilia, un padre e un figlio hanno scelto una strada radicalmente diversa. Invece di cedere un campo al cemento, Giancarlo e Roberto Spaggiari ci hanno piantato un bosco: 11000 alberi autoctoni – frassini, ciliegi, farnie, noci, querce, cornioli, olmi – messi a dimora uno dopo l’altro. Un gesto di reforestazione concreta, riconosciuto dal Comune di Parma con una menzione speciale, il Premio Sant’Ilario e da Legambiente con il Cigno d’Oro. Ogni autunno il foliage trasforma il bosco in una tavolozza vivente, ma la sua forza sta soprattutto nella scelta di restituire suolo alla natura.

Alberi in Cammino – Monte Barigazzo a Varsi (PR)

Qui, il 20 settembre alle 16:30, Alberi in Cammino chiude la rassegna con un Ginkgo Biloba discendente da uno degli alberi sopravvissuti alla bomba di Hiroshima. Specie rimasta pressoché invariata da duecento milioni di anni, fossile vivente e icona di resilienza: un albero che ha attraversato la catastrofe e ha continuato a vivere. Ad accompagnarlo, con partecipazione straordinaria, l’attore e danzatore Hal Yamanouchi, già presente nella prima edizione del progetto nel 2021.

Alberi in Cammino – Monte Barigazzo a Varsi (PR) – Credit Carla Soffritti

Bisogna tornare più volte, in stagioni diverse, con pazienza e con tutto il corpo. Quel verde smeraldo può rinascere anche dopo una catastrofe, solo andando alla radice” queste le parole di Gabriele Parrillo. Alberi in Cammino resta un’opera corale: Parrillo guida il percorso, Cora Steinsleger ne firma i movimenti, Daniela Savoldi compone ed esegue la musica dal vivo, l’agronomo Mauro Carboni introduce ogni specie dal punto di vista scientifico. Quattro sguardi sullo stesso soggetto, l’albero, che restituiscono qualcosa che nessuno sguardo, da solo, potrebbe cogliere. Non c’è palco, non c’è platea: chi partecipa è dentro l’opera, e dentro un paesaggio che chiede rispetto e presenza.

Un invito a rallentare e ascoltare la natura

Promossa dal Festival della Lentezza, l’iniziativa è sostenuta da Bontà dell’Appennino, Turbolenta, Mosqueta’s, Savet, Solimè, Bosco Spaggiari, EQUA, Fondazione Caterina Dallara, Bercella e Nuovo IMAIE, con la collaborazione del Comune di Quattro Castella, della Biblioteca Comunale di Quattro Castella e del Comune di Sala Baganza.
In un tempo che accelera e consuma, Alberi in Cammino invita a rallentare, a tornare, ad ascoltare. Perché la sostenibilità non è solo un obiettivo tecnico: è anche la capacità di riconoscersi parte di cicli più lunghi di noi, e di scegliere, ogni giorno, di proteggerli.

Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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