Rinnovabili, l’appello degli scienziati al “campo largo” e la risposta di Schlein
La segretaria del PD incontra la delegazione dei 120 esperti che chiedono di sbloccare la transizione energetica: nasce un tavolo di lavoro permanente, con un impegno a portare il tema nel programma elettorale

L’estate che l’Italia si lascia alle spalle in questi giorni entrerà quasi certamente nei libri di storia climatica. Secondo i dati Copernicus, il luglio appena concluso è stato il più caldo mai registrato nel nostro Paese dal 1950. Il report meteoclimatico di Meteo Expert conferma il quadro, collocando lo stesso mese al primo posto della serie storica. Un caldo arrivato non per un singolo episodio isolato ma per ondate di calore ravvicinate, da fine maggio a settembre, in alcuni casi particolarmente lunghe e con picchi di temperatura considerabili estremi.
Non è però solo una questione di gradi. Come raccontato nell’articolo “Il caldo è per tutti, la protezione no”, le ondate di calore stanno facendo emergere una frattura sociale sempre più netta: da un lato chi può permettersi case efficienti, climatizzatori e bollette sostenibili, dall’altro milioni di famiglie (ancora oggi quasi una su due, secondo i dati Istat più recenti) che affrontano l’estate senza alcun sistema di raffrescamento domestico, spesso in condizioni di povertà energetica. È in questo scenario, fatto di record climatici e disuguaglianze crescenti, che va letta la notizia arrivata da Roma a fine agosto.
L’incontro tra il PD e i 120 esperti di energia
Si è svolto il 28 agosto, a porte chiuse, l’atteso incontro tra la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e una delegazione dei 120 scienziati ed esperti del settore energetico promotori dell’appello per lo sblocco delle rinnovabili nell’ambito del “campo largo”. Al tavolo, insieme a Schlein, anche i membri della segreteria dem Annalisa Corrado e Antonio Misiani e il coordinatore del forum industria Andrea Orlando, di fronte al rappresentante dei promotori dell’appello Giovanni Montagnani.
Dal confronto è emersa, riferiscono le due parti, una condivisa urgenza: superare i ritardi che ancora frenano la realizzazione di impianti a fonte pulita, considerati decisivi non solo per la lotta alla crisi climatica ma anche per contenere i costi energetici di famiglie e imprese e per l’autonomia strategica di Italia ed Europa. Al centro del dialogo, il concetto di “programmazione democratica” della transizione energetica: una pianificazione che coinvolga territori, cittadini e comunità scientifica, invece di procedere per scontri e veti incrociati.
L’esito concreto dell’incontro è l’istituzione di un gruppo di lavoro permanente, con rappresentanti degli esperti e membri della segreteria dem, che dovrà occuparsi di formazione, informazione e diffusione di buone pratiche verso amministratori locali e comunità territoriali, per favorire uno sviluppo “ordinato e determinato” delle rinnovabili. Il tavolo si è inoltre impegnato a valutare le proposte della delegazione in vista della costruzione del programma elettorale per le prossime elezioni nazionali.
“Serve una vera programmazione democratica“, ha dichiarato Schlein, sottolineando la volontà di arrivare a “impegni trasparenti, vincolanti e coraggiosi per lo sviluppo delle rinnovabili“. Toni altrettanto netti da parte di Montagnani, che ha rimarcato come “troppo spesso le amministrazioni locali di cui il Pd fa parte” siano rimaste indietro sul fronte della transizione energetica, definendo l’avvio del gruppo di lavoro, la possibilità di collaborare per l’affiancamento degli amministratori e l’inserimento di azioni concrete nel programma elettorale come “risposte precise ed efficaci” rispetto alle richieste della comunità scientifica.
Un banco di prova per la prossima campagna elettorale
Al di là della cornice istituzionale, l’annuncio arriva in un momento in cui il tema energetico-climatico rischia sempre più di misurarsi non sulle intenzioni, ma sui fatti: quante di queste buone intenzioni si tradurranno davvero in impegni scritti nei programmi elettorali che i partiti presenteranno alle prossime elezioni nazionali? È una domanda che vale la pena porsi guardando a tutte le forze politiche, non solo a quelle coinvolte in questo specifico tavolo: la crisi climatica non aspetta i tempi della politica, e ogni estate di ritardo nella transizione energetica ha un prezzo economico e sociale che si scarica soprattutto su chi è già più esposto al caldo e meno protetto per affrontarlo. Vale quindi la pena, nei prossimi mesi, verificare quanto e come la questione energetica e climatica troverà davvero spazio nei programmi elettorali.