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Agosto 2026: l’estate appena conclusa supera quella del 2003! Il report

Il mese di agosto è trascorso nella morsa di un'unica intensa ondata di calore

REPORT CLIMA ITALIA – AGOSTO 2026 

TEMPERATURA (°C)  PRECIPITAZIONI
Agosto  +3.0  -8%
Estate  +2.6  -22%
Da inizio anno  +1.8  +11%
Anomalie calcolate rispetto alla media climatica del trentennio 1991-2020
Elaborazioni effettuate sulla base dei dati synop (rete del Servizio Meteorologico  dell’Aeronautica Militare / ENAV) integrati con i dati della rete MeteoNetwork

 

AGGIORNAMENTO SULLA CONCENTRAZIONE DI CO2

MAUNA LOA  MONTE CIMONE
Agosto 2026  n.d.  425.16 ppm
Agosto 2025  n.d.  422.06 ppm
Valore di riferimento dell’epoca preindustriale: circa 280 ppm

Agosto 2026, report clima Italia: l’estate appena conclusa supera quella del 2003

Sembrava un’impresa ardua, ma alla fine è capitato: l’estate del 2003 ha perso, seppur per un soffio, il suo primato e non è più l’unico e più significativo riferimento storico come stagione estiva estrema. Le elaborazioni statistiche definitive, infatti, indicano come estate più calda quella appena conclusa, con uno scarto pari a +2.6°C rispetto alla media climatica del trentennio 1991-2020, che supera di un decimo di grado l’anomalia dell’estate 2003.

Una differenza non trascurabile fra le due estati risiede nel fatto che quella del 2003 si pone come evento marcatamente eccezionale in una fase storica caratterizzata da stagioni termicamente molto più modeste, mentre l’estate del 2026 non spicca più come singolo picco, ma si inserisce in maniera molto meno discontinua nell’ambito dell’inesorabile trend in crescita delle temperature, risultando meno anomala rispetto alle estati vicine.

Nel corso della stagione sono andate in scena 3 ondate di calore molto intense e tenaci, con  solo brevi momenti di tregua, spesso solo parziale, fra l’una e l’altra. Una precisazione riguardo la  4^ ondata di calore: nonostante una parziale attenuazione dopo la metà del mese di agosto,  analizzando separatamente gli andamenti delle temperature medie giornaliere al Nord e al Centro Sud, si nota che tale flessione termica ha riguardato più che altro le regioni settentrionali (dove poi le temperature sono successivamente risalite), mentre nel resto del Paese i livelli sono rimasti molto elevati. Questo implica che nelle regioni centro-meridionali praticamente la calura intensa non si è mai dileguata del tutto e il picco finale, che è culminato nel giorno 28, il più caldo dell’estate e dell’anno al Centro-Sud, può essere considerato un’estensione della 4^ ondata di calore.

Grafico TEMPERATURE MEDIE e PIOGGE in Italia – ESTATE 2026 In evidenza la numerazione delle ondate di calore (la 1^ ondata si è verificata a fine maggio)

Agosto è trascorso nella morsa di un’unica estrema ondata di calore: il confronto con l’estate 2003

Pertanto, dato che tale ondata è cominciata negli ultimi giorni di luglio, si può affermare che il mese di agosto è trascorso interamente nella morsa di un’unica estrema ondata di calore. L’anomalia stagionale più ampia è stata osservata al Nord-Ovest con 3.1°C, nettamente la più elevata della serie storica. Al  primo posto anche i +2.9°C del Centro e i +2.4°C del Sud insieme alle Isole, mentre i +2.3°C del  Nord-Est non riescono a superare il dato del 2003, rimanendo solo al secondo posto.

Anomalia della circolazione atmosferica – ESTATE 2026
Anomalia della circolazione atmosferica – ESTATE 2003

In generale, fare la differenza è stato il bimestre luglio-agosto, nettamente più caldo (0.6°C in più) rispetto all’analogo del 2003 (maggiormente luglio con 0.9°C in più, che agosto con 0.3°C in più), mentre il mese di giugno non solo è stato molto meno caldo (0.8°C in meno) di quello del 2003, ma non è riuscito neppure ad andare oltre al 4° posto nella serie storica. Confrontando la circolazione  atmosferica media stagionale (il geopotenziale della superficie isobarica 500 hPa), si possono notare anomalie positive più ampie nell’estate 2026 rispetto a quelle del 2003, la qual cosa significa che le cupole anticicloniche avvicendatesi nella stagione estiva 2026 sono state mediamente più rigonfie (ossia ricolme di masse d’aria mediamente più calde) rispetto al 2003, soprattutto tra Italia, Francia e Isole Britanniche. Per quel che riguarda specificatamente il mese di agosto, le condizioni di caldo estremo e persistente hanno generato un’anomalia di +3°C, la più ampia della serie storica, più  elevata rispetto a quella del 2003 di 0.3°C, come accennato sopra.

Anomalia della circolazione atmosferica – AGOSTO 2026

Scarti molto ampi hanno interessato tutto il territorio, partendo dai +3.3°C al Centro, +3.2°C al Nord e in Sardegna, per arrivare ai +2.8°C al Nord-Est e al Sud, fino ai 2.6°C in Sicilia. Da specificare che per il Centro-Sud si tratta dei valori più elevati delle rispettive serie storiche, mentre per il Nord l’agosto più caldo rimane quello del 2003.

Nel corso del mese sono stati anche osservati diversi record di temperatura massima, che in alcuni casi rappresentano dei record assoluti per quelle località. Naturalmente, il dato di agosto ha contribuito a incrementare l’anomalia da inizio anno, che sale al valore straordinario di +1.8°C, al momento in assoluto il più elevato.

ALCUNI NUOVI RECORD MENSILI DI TEMPERATURA MASSIMA 

((*) anche record assoluto) 

  • Capo S. Lorenzo 45.8°C il giorno 28
  • Catania Sigonella 45.6°C il giorno 28
  • Marina di Ginosa 43.8°C il giorno 29 *
  • Ronchi dei Legionari 39.2°C il giorno 11*
  • Trieste 38.8°C il giorno 2 *
  • Udine Rivolto 38.4°C il giorno 11
  • Roma Fiumicino 38.1°C il giorno 28 Aviano 37.8°C il giorno 6 *
  • Torino Bric della Croce 36.6°C il giorno 5

Le elaborazioni statistiche effettuate per stilare il presente report si basano sui dati synop della rete  di stazioni meteorologiche del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare / ENAV integrati,  laddove necessario, con i dati della rete MeteoNetwork. 

Simone Abelli – Meteo Expert

Simone Abelli

È meteorologo presso Meteo Expert dal 1999. Nel 1995 consegue la laurea a pieni voti in Fisica con una tesi sull’analisi statistica delle situazioni meteorologiche legate agli eventi alluvionali che hanno interessato l’Italia. Dal 1996 al 1998 svolge attività di ricerca nell’ambito del progetto europeo MEDALUS sul problema della desertificazione nel Mediterraneo. Dal 2008 al 2015, diviene uno dei meteorologi di riferimento delle reti televisive Mediaset. Principali pubblicazioni: “Il clima dell’Italia nell’ultimo ventennio” e “Manuale di meteorologia”.

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