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Fusione dei ghiacci della Groenlandia: l’innalzamento dei mari è ormai “inevitabile”

A causa dello scioglimento dei ghiacciai della sola Groenlandia, entro fine secolo i mari saranno come minimo 27 centimetri più alti

La fusione dei ghiacci che ricoprono la sola Groenlandia, e il conseguente innalzamento del livello dei mari, non si fermeranno nemmeno se riuscissimo a interrompere le emissioni derivanti dalla combustione di combustibili fossili. Il processo è ormai avviato, e sebbene ridurre le nostre emissioni faccia la differenza sulla portata di queste conseguenze, non potremo impedire che avvenga. Cambierà solo l’entità.

La conferma arriva da uno studio, pubblicato di recente su Nature Climate Change. Secondo gli scienziati, infatti, abbiamo già provocato uno scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia importante, capace di aumentare il livello di oceani e mari del Mondo di ben 27 centimetri. Solo dai ghiacci della Groenlandia, che perderà almeno 110 trilioni di tonnellate di ghiaccio.

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Groenlandia, la fusione dei ghiacci farà aumentare il livello del mare di almeno 27 centimetri

Considerando quindi l’evoluzione globale, dovremo aggiungere l’acqua dolce proveniente dai ghiacciai di tutto il Mondo e dalle banchise artiche e antartiche, ma anche l’espansione termica degli oceani: insomma dobbiamo aspettarci un aumento del mare di diversi metri.

Le conseguenze della fusione dei ghiacci del Mondo, a causa del riscaldamento globale, sono molto difficili da prevedere: molti studi hanno cercato di portare un loro contributo, ma i processi fisici sono complessi e le incertezze ancora molte. Secondo gli scienziati, se i ghiacci della Groenlandia dovessero sciogliersi sempre come è successo nel 2012, anno record per la fusione, entro fine secolo i mari potrebbero alzarsi di 78 centimetri. Ma le stime future sono molto complesse, perché le forze in gioco sono tantissime, e molto difficili da prevedere.

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I settori di flusso della fusione dei ghiacci della Groenlandia

Ma lo studio appena pubblicato non si basa su proiezioni, ma sui dati satellitari raccolti e relativi alla quantità di ghiaccio perso e alla forma della calotta glaciale della Groenlandia tra il 2000 e il 2019. Grazie ai dati rilevati, gli scienziati hanno potuto pesare il contributo del riscaldamento globale sulla fusione dei ghiacci, e quanto ci si sia allontanati da quell’equilibrio in cui le nevicate sopperivano alla fusione.

Secondo gli scienziati dello studio, l’aumento del livello del mare previsto (27 cm) è solo il punto di partenza minimo che dobbiamo aspettarci. La stima finale sull’innalzamento del livello del mare causato dalla fusione dei ghiacci della Groenlandia è basata solamente sul riscaldamento globale e non considera le altre dinamiche di formazione e perdita di ghiaccio, come quelli che avvengono lungo la costa a causa delle correnti o delle tempeste.

“Si tratta di un minimo molto conservativo”, ha detto il prof. Jason Box del National Geological Survey of Denmark and Groenland (Geus), che ha guidato la ricerca. “Realisticamente, entro fine secolo vedremo più del doppio di questa cifra“.

Insomma, il debito che abbiamo accumulato relativo all’innalzamento degli oceani causato dalla fusione dei ghiacci della Groenlandia è già di 27 centimetri. Da qui in avanti, al momento, potrebbe quindi solo peggiorare. Se ci impegnassimo veramente per stoppare da oggi le emissioni globali, potremmo forse limitarlo a 27 cm. Ma la traiettoria climatica in cui viaggiamo ci lascia pensare ad un aumento ulteriore. Tra 100 o 150 anni, i mari potrebbero essere 27 centimetri più alti, oppure 78 centimetri più alti – solo considerando le perdite della Groenlandia. Sta a noi fermare questo processo: abbiamo ancora un po’ di tempo per evitare il peggio.

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Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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