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Coronavirus e caldo, il monito degli scienziati: dobbiamo arrivare all’estate preparati [VIDEO]

Spingendo le persone a riunirsi in spazi pubblici, il caldo può influenzare la trasmissione del Coronavirus, che a sua volta potrà aggravare ulteriormente i rischi per la salute legati al calore

Mentre il Coronavirus continua a tenere sotto scacco molti Paesi, a suscitare la preoccupazione degli esperti si aggiunge anche il caldo, in aumento per l’avvicinarsi dell’estate.

Andiamo infatti incontro ai mesi più torridi dell’anno per l’emisfero settentrionale, una situazione che può «amplificare i rischi per la salute»: l’avvertimento arriva da una rete globale di esperti del clima e della sanità sostenuta dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale.

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Unsplash/Kate Trifo

La pandemia del Coronavirus «amplifica i rischi per la salute legati al caldo per molte persone», avvertono gli esperti: «i Paesi e le comunità devono quindi prepararsi ora per un’estate calda». Gli scienziati hanno sottolineato la necessità di «comunicazioni adeguate e strategie di sensibilizzazione», evidenziando come alcune pratiche messe in atto dalle persone per difendersi dal caldo possono risultare impossibili, o essere in contraddizione con le raccomandazioni e i protocolli volti a ridurre i rischi di contagio del Coronavirus.

In sostegno dei Governi e degli operatori sanitari che devono prepararsi alle nuove minacce a cui va incontro la salute pubblica, gli esperti hanno stilato una serie di informazioni utili a chi avrà la responsabilità di pianificare la gestione dei rischi legati al caldo durante la pandemia. Il documento presenta una sintesi tecnica e alcune risposte alle principali domande: è stato lanciato martedì durante un webinar sulla prevenzione degli effetti che il caldo può avere sulla salute nel contesto della pandemia, ospitato dall’Ufficio regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa.

Coronavirus e caldo: come interagiscono?

Sembra che le condizioni ambientali svolgano probabilmente un ruolo limitato nella diffusione del Coronavirus, ma l’impatto del caldo può essere più rilevante. Quando fa caldo, scrivono gli scienziati, «potrebbe aumentare la velocità di trasmissione quando le persone si riuniscono all’aperto e negli spazi pubblici». Inoltre il sistema sanitario, già in ginocchio per il Covid-19, va con ogni probabilità incontro a un aumento del carico dovuto a pazienti sottoposti a stress termico.

Per le persone che sono più vulnerabili sia al Coronavirus che al caldo, i rischi aumentano in modo significativo. Anche la perdita di posti di lavoro e le raccomandazioni di restare a casa possono esporre le persone a maggiori rischi per la salute legati al caldo, soprattutto quando si tratta di soggetti che versano nelle condizioni socio-economiche più precarie. Anche chi ha problemi di salute non legati al virus corre rischi maggiori, perché è estremamente probabile che ritardi il più possibile la ricerca di assistenza sanitaria anche quando è strettamente necessaria.

Con i cambiamenti climatici aumentano i rischi

Gli esperti hanno messo in guardia dall’impatto che le ondate di calore più intense possono avere sulla salute, ricordando come queste possano anche provocare un numero elevato di vittime. E con i cambiamenti climatici – evidenziano gli scienziati – le ondate di caldo stanno diventando sempre più frequenti e più intense.

«Le concentrazioni di gas a effetto serra portano a un aumento delle temperature globali – spiegano gli esperti – e il conto è sempre più salato per la salute umana e i sistemi sanitari». Durante la scorsa estate l’Europa è stata colpita da due ondate di calore particolarmente pesanti. La prima, nel mese di giugno, ha coinvolto i settori sud-occidentali del continente: il 28 giugno la Francia ha registrato un nuovo record di caldo con il termometro che è schizzato a 46 gradi. La seconda ha attanagliato gran parte dell’Europa centrale e occidentale alla fine di luglio: «nei Paesi Bassi questo evento è stato associato a 2.964 morti – riportano gli scienziati -, quasi 400 in più rispetto alle vittime che si contano in una settimana estiva media.

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Unsplash/Victor He

Coronavirus e caldo: le azioni da intraprendere

Per prevenire le malattie e le morti legate al caldo nel contesto del Coronavirus sono fondamentali coordinamento e preparazione. A livello governativo, sottolineano gli esperti, serve un maggiore coordinamento e preparazione al caldo in arrivo, che preveda anche, prima dell’inizio del calore più intenso, la revisione e la modifica delle strategie da mettere in atto.

Deve prepararsi anche il settore sanitario, dove i professionisti dovrebbero essere formati perché possano prestare attenzione ai potenziali casi di stress da calore e perché siano più consapevoli di quali pericoli ulteriori possono correre lavorando con dispositivi di protezione individuali in condizioni di caldo intenso.

Joy Shumake-Guillemot, Responsabile congiunto OMS/WMO per il clima e la salute e coordinatore GHHIN., ha detto che per ridurre al minimo i ricoveri in un momento in cui gli ospedali sono già sovraccarichi, «ridurre il numero di persone che sviluppano problemi legati al calore dovrebbe essere una priorità».

Il video che segue è stato pubblicato dal Global Heat Health Information Network, una partnership volontaria di scienziati ed esperti di politica che è stata convocata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’ufficio per clima e salute dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale e dalla NOAA, la National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti. Gli esperti che si sono riuniti hanno stilato una serie di informazioni:

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Valeria Capettini

Sono nata a Milano nel 1991 e sono da sempre appassionata di giornalismo e scrittura. Dal 2016 lavoro con Meteo Expert, un’esperienza che mi ha insegnato tanto e che mi ha permesso di avvicinarmi all’affascinante mondo della meteorologia e della climatologia, offrendomi l’eccezionale opportunità di lavorare fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore. Dopo essermi diplomata al liceo classico, nel 2014 mi sono laureata in Lettere moderne con una tesi sul Giornalismo e sul ruolo dei social media in questo mondo. Nel 2017 mi sono laureata in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse con una tesi sulla brand personality.

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