Carnevale 2026 a Venezia: addio alla plastica, benvenuta sostenibilità
Uno degli eventi più iconici e magici al mondo, si prepara a un’edizione con un’anima ancora più verde per splendere senza sporcare il futuro
Il Carnevale di Venezia, uno degli eventi più iconici e magici al mondo, si prepara a vivere un’edizione 2026 con un’anima ancora più verde. Dal 31 gennaio al 17 febbraio la città lagunare non sarà solo teatro di maschere sontuose, sfilate in gondola e feste in piazza San Marco, ma anche esempio concreto di come tradizione e tutela ambientale possano andare a braccetto. Giovedì 22 gennaio il sindaco Luigi Brugnaro ha firmato un’ordinanza che segna una svolta importante: su tutto il territorio comunale, dalla Città Antica alla Terraferma, è vietato l’uso di coriandoli, stelle filanti in plastica, cannoni spara-coriandoli e qualsiasi altro prodotto simile realizzato con materiali non naturali o non biodegradabili. Il divieto si applica durante l’intero periodo carnevalesco e a tutte le feste, manifestazioni ed eventi collegati.

Perché questa scelta? La laguna non può più aspettare
Le motivazioni indicate nell’ordinanza sono chiare e legate direttamente alla fragilità dell’ecosistema veneziano:
• La dispersione di frammenti di plastica contribuisce all’imbrattamento di calli, campi, marciapiedi e spazi pubblici
• In caso di pioggia, frequente in inverno, i coriandoli plastici ostruiscono caditoie e chiusini, favorendo allagamenti
• I residui finiscono inevitabilmente nei rii e nei canali, alimentando l’inquinamento della laguna e minacciando flora, fauna ittica e l’equilibrio idrico complessivo

Un problema che non riguarda solo il Carnevale: ogni anno milioni di visitatori trasformano Venezia in un’esplosione di colore… e di microplastiche. Con oltre 3 milioni di presenze stimate nei periodi di punta, anche una piccola quantità di materiale non degradabile per persona genera un impatto cumulativo enorme.

Il progetto “Venezia plastic free” si rafforza
L’ordinanza non nasce dal nulla: si inserisce nel più ampio percorso “Venezia plastic free”, avviato da anni dal Comune per ridurre l’uso della plastica monouso in tutta la città. Stop alle bottigliette di plastica nelle fontanelle pubbliche, promozione di stoviglie compostabili nei locali, campagne di sensibilizzazione: il divieto sui coriandoli rappresenta l’ultimo (in ordine di tempo) tassello di una strategia organica. Associazioni come Plastic Free Onlus hanno espresso apprezzamento per la misura, sottolineando come sia un segnale forte verso cittadini, turisti e operatori economici.

Alternative green: cosa si potrà usare?
L’ordinanza non vieta di festeggiare con coriandoli e stelle filanti, ma impone di scegliere prodotti biodegradabili e compostabili. Sul mercato esistono già numerose opzioni certificate:
• Coriandoli in carta certificata o in materiali vegetali (mais, patata)
• Stelle filanti biodegradabili a base di carta o pellicole compostabili
• Cannoni spara-coriandoli ricaricabili con materiale naturale
L’invito del Comune è semplice: controllare sempre l’etichetta e preferire prodotti con chiare indicazioni di smaltimento in compost o raccolta differenziata organica.

Un Carnevale più responsabile, non meno spettacolare
Il messaggio che arriva da Venezia è potente: la sostenibilità non è un freno alla gioia ma un modo per preservare la bellezza di un luogo unico al mondo per le generazioni future. Un Carnevale senza microplastiche nei canali non sarà meno colorato: sarà semplicemente più consapevole. Mentre le maschere si preparano a invadere calli e campielli, la Serenissima dimostra ancora una volta di saper innovare, restando fedele alla propria storia millenaria. Perché la vera magia del Carnevale non sta solo nel luccichio delle stelle filanti ma nella capacità di continuare a splendere senza sporcare il futuro.
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