E.P.A. annuncia fine dei test sugli animali entro il 2035
L'annuncio del nuovo amministratore Lee Zeldin, ripropone l'ambizioso piano del primo mandato Trump interrotto da Biden. L'agenzia punta a metodi alternativi per valutare tossicità chimica, salvando migliaia di mammiferi.

L’E.P.A. promette la fine dei test sugli animali entro il 2035, ritornando alle origini del piano lanciato nel 2019 durante la prima amministrazione Trump. Il 22 gennaio 2026, l’amministratore Lee Zeldin ha annunciato il ripristino dell’obiettivo di eliminare i test su mammiferi come conigli, topi e ratti entro il 2035, precedentemente sospeso dalla gestione Biden. Questa decisione rafforza l’impegno per i New Approach Methods (NAM), ovvero – come spiega l’E.P.A – tecnologie, metodologie o approcci che possono essere utilizzati in sostituzione dei test sugli animali vertebrati per supportare la valutazione dei rischi e dei pericoli chimici, come ad esempio i test in vitro.
Nel 2019, l’E.P.A. sotto la direzione di Andrew Wheeler aveva fissato riduzioni del 30% entro il 2025 e l’eliminazione totale entro il 2035, per valutare la sicurezza di pesticidi e chimici senza sofferenza animale. L’amministrazione Biden fermò i progressi, cancellando scadenze e priorizzando la “scienza gold standard” senza vincoli temporali, come criticato da fonti pro-Trump. Ora Zeldin ha firmato il ripristino, dichiarando: “Siamo tornati in pista, riducendo test e validando NAM”. Questo allinea l’agenzia con obblighi legali, promuovendo ricerca rigorosa per proteggere salute umana e ambiente.
Gruppi come PETA, Physicians Committee for Responsible Medicine e Humane World Action Fund hanno accolto con entusiasmo l’eliminazione dei test sugli animali annunciata dall’E.T.A. La PETA evidenzia collaborazioni decennali per metodi alternativi più affidabili per umani, fauna e ambiente. Humane World nota che i NAM come organoidi e simulazioni evitano crudeltà su centinaia di migliaia di animali, con test letali come irritazione cutanea o oculare.