“I Frutti del Castello” l’evento green in cui la natura sperimenta il futuro
L’11 e 12 ottobre al Castello di Paderna a Pontenure (PC) andrà in scena la storica 30° edizione della Rassegna
In un’epoca in cui i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità dominano purtroppo la scena, eventi come “I Frutti del Castello” rappresentano “non solo un antidoto poetico ma un vero e proprio laboratorio del futuro” come lo definiva lo scrittore brasiliano Jorge Amado. Nata nell’ottobre del 1996 come semplice mostra autunnale di frutti antichi, questa rassegna si è evoluta in una delle manifestazioni più longeve e prestigiose dedicate al florovivaismo in Italia. Quest’anno si celebra la trentesima edizione che promette di essere memorabile, un ponte tra tradizione e sostenibilità che invita a riscoprire il gusto dimenticato della natura.

Le origini: un seme piantato nel 1996
La storia di “I Frutti del Castello” è intrecciata indissolubilmente con quella del Castello di Paderna, un fortilizio emiliano-romagnolo che risale alla fine del IX secolo e che dal 1453 è custodito dalla famiglia Pettorelli. Situato nel cuore di Pontenure, in provincia di Piacenza, non è solo un gioiello architettonico con cortili medievali, un parco secolare e una chiesa parrocchiale del Seicento, ma un luogo vivo, immerso in un paesaggio agricolo che profuma di terra e stagionalità. L’idea della rassegna nacque proprio qui, tra i prati e gli alberi da frutto che circondano la struttura, come un omaggio alla biodiversità agricola italiana spesso sacrificata dall’industrializzazione. La prima edizione, nell’autunno del 1996, fu un successo modesto ma autentico: espositori locali presentarono varietà di mele, pere e susine quasi scomparse dalle nostre tavole, accanto a prodotti artigianali e ortaggi stagionali. Da allora la manifestazione ha attirato migliaia di visitatori, oltre 14.000 nell’ultima edizione primaverile del 2024 e si è affermata come punto di riferimento per appassionati di giardinaggio, naturalisti, famiglie in cerca di un’alternativa slow al consumismo quotidiano. Nel 2015 l’evento si è sdoppiato: l’edizione autunnale, dedicata ai frutti antichi e all’agricoltura, è stata affiancata da una primaverile focalizzata su fiori e giardini, ampliando il suo appeal a un pubblico più ampio.
Negli anni l’evento ha ospitato relatori di calibro internazionale, come l’agronoma giapponese Motoko Iwasaki o il poeta arboricoltore Tiziano Fratus e ha promosso temi caldi come la tutela ambientale e il rispetto della terra. È un evento pet-friendly e family-oriented, dove i bambini possono partecipare a laboratori su semi e orti, mentre gli adulti si perdono tra stand di artigiani del legno e vivaisti custodi di varietà genetiche rare.

La trentesima edizione: un anniversario tra frutti dimenticati e futuro sostenibile
L’11 e 12 ottobre 2025 il Castello di Paderna celebrerà i suoi primi trent’anni con un programma eclettico che unisce celebrazione e riflessione. Dalle 9:00 alle 18:30, i cortili e il parco si trasformeranno in un “universo naturale incantato”, con oltre 150 espositori provenienti da tutta Italia. Si camminerà tra zucche mostruose, melograni lucidi, fichi antichi, susine europee rare, rose d’autunno, ciclamini, crisantemi e alchechengi, piante e frutti che custodiscono la “memoria genetica” della nostra agricoltura.
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Ma non si tratta solo di un mercato: la trentesima edizione è un manifesto green
Il programma scientifico e culturale della manifestazione si presenta particolarmente ricco, con esperti di fama nazionale che condivideranno le loro conoscenze e passioni.
La presentazione ufficiale è fissata per il 9 ottobre alle 18:00 nei Musei Civici di Palazzo Farnese a Piacenza, con una conferenza del direttore Antonio Iommelli su “Eredi di bellezza: i Marazzani e la corte farnesiana” che lega la storia del castello al patrimonio culturale emiliano.
Sabato 11 ottobre alle 9:30 si inizierà con “L’Orto Planetario”, il gioco Climate Fresk dedicato ai giovani che amano l’ambiente, coinvolgendo per il terzo anno consecutivo gli studenti delle scuole superiori piacentine in un percorso di consapevolezza ambientale della durata di 3 ore. Tra gli appuntamenti più affascinanti, Marco Tira, giovane architetto del Politecnico di Milano, racconterà le sperimentazioni sulla luminescenza dei funghi per l’architettura sostenibile, mentre Tommaso Frioni dell’Università Cattolica di Piacenza illustrerà la storia della ‘Lisöra’, un vitigno delle montagne piacentine che rappresenta un esempio perfetto di biodiversità locale con grande potenziale per il futuro. Momenti di riflessione filosofica saranno a cura di Stefano Di Lazzaro, direttore del Podere San Fiorano che si interrogherà sul futuro dei giardini come laboratori di bellezza, rapporto con la natura, salvaguardia dell’ambiente e cultura scientifica. Daniel Tarozzi, fondatore del giornale online “Italia che Cambia” guiderà invece un dialogo sui cambiamenti necessari per affrontare le sfide ambientali, partendo dal presupposto che la transizione ecologica e sociale deve partire da ognuno di noi.

La domenica 12 ottobre si aprirà con una ricerca partecipativa per individuare 30 propositi ambientali da mettere in atto immediatamente, coordinata da Francesca Conti. Mario Mariani del vivaio Central Park, insieme al giovane garden designer Matteo Boccardo, condurrà una conversazione sul futuro delle piante, cercando di fare il punto su quello che abbiamo imparato negli ultimi trent’anni e su quello che stiamo scoprendo del regno vegetale.
Esposizioni speciali ruoteranno attorno al numero 30: collezioni di 30 varietà di frutti, mostre di artigianato con 30 opere uniche e forse persino un percorso tematico con 30 alberi secolari del parco.
I bambini saranno protagonisti, con un ricco programma di attività creative ed educative. Il Ludobus proporrà giochi poveri e creativi in legno costruiti artigianalmente, mentre Alessandro Troisi dell’associazione AIPAN guiderà laboratori per scoprire e disegnare i mille abitanti di un albero. Non mancheranno attività pratiche come la preparazione di pranzetti per gli uccellini e la costruzione di rifugi invernali per le farfalle. Ci sarà un grande impegno per garantire la sostenibilità: zero plastica monouso, focus su coltivazioni bio e un invito a rispettare l’ambiente che ha reso possibile questi trent’anni.
“I Frutti del Castello” è più di una fiera
In un mondo dove le mele sono tutte uguali e i giardini si riducono a balconi urbani, questa rassegna è un atto di resistenza. Promuove la biodiversità non come slogan ma come pratica quotidiana: semi da piantare, consigli su innaffiature e abbinamenti floreali, riflessioni su un clima “impazzito” e un’aria da proteggere. È un inno alla gioia dello stare insieme “con intelligenza e rispetto”, come recita il motto degli organizzatori e un’occasione per valorizzare il patrimonio del Castello di Paderna che continua a essere restaurato con passione dalla famiglia Pettorelli.
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