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Olimpiadi Milano – Cortina, il cambiamento climatico sta già influenzando gli sport invernali

Aumento delle temperature, calo dell’affidabilità della neve e la crescente dipendenza dalla neve artificiale stanno incidendo sulla sicurezza, l’equità e la sostenibilità a lungo termine degli sport invernali all’aperto. Questo è quanto emerge dalla nuova analisi di Climate Central dal titolo Winter Olympics in a warming world”  la cui pubblicazione precede l’inizio delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.

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Le Olimpiadi Invernali 2026 sono ormai alle porte, il 6 febbraio sarà la data di inizio dei Giochi nelle città di Milano e di Cortina d’Ampezzo, competizioni seguite dai Giochi Paralimpici che avranno inizio il 6 marzo. Mentre gli eventi al coperto si concentreranno nella città di Milano, la maggior parte delle competizioni all’aperto si svolgerà intorno alla zona di Cortina d’Ampezzo, nella regione delle Alpi italiane. Tuttavia, nonostante la posizione ad alta quota, i Giochi Olimpici 2026 richiederanno più di 2,3 milioni di metri cubi di neve artificiale per garantire condizioni di gara affidabili e sicure. Questo fatto evidenzia come il riscaldamento globale stia trasformando profondamente la natura stessa delle Olimpiadi invernali, richiedendo sempre più interventi tecnologici per compensare condizioni naturali in deterioramento.

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Il clima di Cortina d’Ampezzo

Cortina d’Ampezzo ha ospitato le Olimpiadi Invernali per la prima volta nel 1956. Nei 70 anni trascorsi da allora, le temperature di febbraio nella cittadina alpina hanno registrato un aumento di 3,6°C. La profondità media della neve a febbraio a Cortina è diminuita di circa 15 centimetri dal 1971 al 2019. Anche Milano, che ospiterà gli sport su ghiaccio al coperto, come il pattinaggio artistico e l’hockey su ghiaccio, ha registrato un aumento delle temperature di febbraio di 3,2°C rispetto allo stesso periodo di riferimento. Tutte le 19 città che hanno ospitato le Olimpiadi Invernali dal 1950 ad oggi hanno subito un riscaldamento medio di 2,7°C.

I trend di riscaldamento hanno portato a un numero significativamente inferiore di giorni di gelo. Durante il decennio successivo ai Giochi del 1956, Cortina registrava mediamente 214 giorni all’anno con temperature sotto lo zero. Questo numero è sceso a 173 giorni durante l’ultimo decennio (2016-2025), rappresentando un calo del 19%. Meno giorni di congelamento significa che le superfici di gara hanno maggiori difficoltà a mantenersi dure e stabili.

L’incertezza del futuro per le sedi olimpiche invernali

Uno studio del 2024 ha valutato come il cambiamento climatico potrebbe influenzare le condizioni delle Olimpiadi Invernali e dei Giochi Paralimpici in 93 città precedenti e potenziali sedi future. Lo studio ha esaminato due condizioni cruciali: la probabilità di temperature minime giornaliere pari o inferiori al congelamento e la probabilità di profondità nevosa minima accettabile (almeno 30 centimetri). Attualmente, 87 delle 93 potenziali città (il 94%) sono valutate come aventi condizioni climatiche affidabili per le Olimpiadi Invernali. Tuttavia, questo numero è destinato a diminuire drasticamente nei prossimi decenni. Entro gli anni 2050, solo 52 delle 93 città potenziali (56%) avrebbero condizioni climatiche affidabili secondo uno scenario di riscaldamento medio che assume il rispetto degli impegni globali per ridurre l’inquinamento da carbonio.

Prospettive ancora più critiche sono quelle per i Giochi Paralimpici invernali che affrontano rischi climatici ancora più elevati. Tradizionalmente tenuti un mese dopo i Giochi Olimpici nella stessa sede, generalmente a marzo, i Paralimpici si svolgono quando le temperature sono più calde e la probabilità di pioggia anziché neve è superiore a quella di febbraio. Attualmente, 49 delle 93 città potenziali (53%) hanno condizioni affidabili per i Giochi Paralimpici Invernali. Entro gli anni 2050, solo 22 delle 93 città (24%) manterrebbero condizioni affidabili secondo uno scenario di riscaldamento medio. In uno scenario ad alte emissioni, la capacità di ospitare i Giochi Paralimpici a marzo è quasi eliminata entro gli anni 2080, quando solo 4 delle 93 potenziali sedi avranno condizioni climatiche affidabili.

Le prime Olimpiadi Invernali nel 1924 si svolsero quasi interamente all’aperto. Entro gli anni 80, sport come l’hockey su ghiaccio, il pattinaggio artistico, il pattinaggio di velocità e il curling sono stati trasferiti in piste di ghiaccio refrigerate al coperto. Oggi, il cambiamento climatico sta già influenzando sport specifici, tra cui sci alpino, snowboard e bob. Stagioni più brevi, cancellazioni di eventi e problemi di equità e sicurezza sono tutti collegati al riscaldamento e all’uso massiccio di neve e ghiaccio artificiali.

Elisabetta Ruffolo

Elisabetta Ruffolo (Milano, 1989) produttrice Tv e Giornalista. Approda a Meteo Expert nel 2016 dove si occupa di coordinare le attività di divulgazione scientifica in ambito televisivo e radiofonico sulle reti Mediaset. Laureata in Public Management presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Milano. Ha frequentato l’Alta scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per il Master in Comunicazione e gestione della sostenibilità.

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