
Giappone, le emissioni di gas serra ai minimi storici nel 2024, scendendo per la prima volta sotto la soglia di 1 miliardo di tonnellate nell’anno fiscale. Questo traguardo si inserisce in un contesto globale di record emissivo, con l’arcipelago asiatico tra i pochi grandi emettitori a ridurre i livelli. Il risultato riflette politiche efficaci e transizione energetica.
Il Giappone ha raggiunto un traguardo storico nel 2024: le emissioni di gas serra sono scese sotto i 1 miliardo di tonnellate di CO2 equivalente nell’anno fiscale, un minimo mai registrato prima. Questo calo significativo posiziona il Paese tra i leader nella lotta al cambiamento climatico, contrariamente alla tendenza globale di aumento record a 53,2 gigatonnellate.
Contesto globale e prestazione unica del Giappone
Le emissioni globali gas serra hanno toccato i 53,2 Gt di CO2 equivalente nel 2024, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2023, pari a 665 milioni di tonnellate extra. Solo quattro aree tra quelle con oltre l’1% delle emissioni mondiali hanno ridotto i livelli: Unione Europea, Giappone, Messico e Corea del Sud. Il Giappone si distingue per il decoupling, ossia il rapporto tra la crescita economica e i livelli emissivi, con un PIL più alto del 1990 ma emissioni inferiori.
Fattori trainanti della riduzione
La discesa delle emissioni dei gas serra in Giappone deriva da politiche mirate e innovazione energetica. Il settore LULUCF ha contribuito globalmente rimuovendo 5,5 Gt di CO2, ma per Tokyo sono stati decisivi il calo del consumo di carbone e l’aumento delle rinnovabili. L’annuo fiscale 2024 ha visto le emissioni nette scendere sotto la soglia psicologica di 1 miliardo di tonnellate, grazie a una progressiva riduzione dell’intensità emissiva per unità di PIL.
Questo progresso rafforza gli impegni di Tokyo verso la neutralità carbonica entro il 2050, con focus su efficienza e tecnologie pulite.
Mentre Cina e India crescono in emissioni parallelamente al PIL, il Giappone dimostra che sviluppo sostenibile è possibile. Il calo del 2024 non solo segna minimi storici, ma ispira altre economie avanzate.