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Amnesty International sull’emergenza climatica: la più grande violazione intergenerazionale dei diritti umani

Amnesty International lancia un appello all'Europa perché agisca subito per ridurre le emissioni di gas serra nel più breve tempo possibile

Il cambiamento climatico è una questione di diritti umani, così inizia l’appello di Amnesty International per chiedere un impegno concreto nella mitigazione al riscaldamento globale.

I giovani d’oggi saranno le persone più colpite nei prossimi anni dagli effetti negativi della crisi climatica, per questo Amnesty International definisce l’inazione come la più grande violazione intergenerazionale dei diritti umani. L’appello chiede all’Europa di agire subito, perché gli attuali impegni assunti dai governi sono ancora insufficienti per raggiungere gli obiettivi di contenimento delle emissioni e dell’aumento delle temperature medie globali.

Per approfondire: CO2 e riscaldamento globale: nuovo studio getta luce sugli scenari futuri

Spingendo per piani più ambiziosi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, Amnesty sottolinea come le azioni intraprese per attuare tali piani non debbano mai violare direttamente o indirettamente i diritti umani.

In alcuni dei nostri approfondimenti abbiamo già visto come alcune catene produttive siano ancora profondamente insostenibili, nella maggior parte dei casi a discapito delle comunità locali che vivono già in condizioni svantaggiate e vedono nel cambiamento climatico un moltiplicatore di minacce. Si pensi ad esempio allo sfruttamento delle risorse naturali per la creazione delle batterie elettriche, o alle grandi catene di produzione dell’industria del tabacco, dove si verificano ancora violazioni dei diritti umani.

Per approfondire:

Auto elettriche e sostenibilità: il tallone d’Achille delle batterie

La malattia del tabacco verde, dentro ogni sigaretta c’è una storia di povertà

Nell’appello, Amnesty International sottolinea anche come gli stati debbano rispettare il diritto all’informazione e alla partecipazione di tutte le persone colpite e ricorda come i “difensori dell’ambiente” siano ancora in costante pericolo in molti paesi: tra il 2002 e il 2017, 1.558 persone in 50 paesi sono state uccise per aver difeso l’ambiente e la propria terra.

Per approfondire: 

Genere, clima e sviluppo: questioni interconnesse

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L’appello di Amnesty International è promosso all’interno del progetto Start the Change che coinvolge 15 partner in 12 paesi europei, è raggiungibile cliccando QUI. 

Elisabetta Ruffolo

Nata a Milano, classe 1989. E' responsabile di produzione e coordinatrice delle attività di divulgazione scientifica in ambito televisivo e radiofonico di Meteo Expert. E' responsabile editoriale dei contenuti di IconaClima. Studia Gestione e Comunicazione della sostenibilità all'Alta scuola per l'Ambiente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove sta sviluppando un paper scientifico sulla Sostenibilità del Giornalismo. E' iscritta all'Albo dei Giornalisti della Lombardia. Laureata in Economia & Management Pubblico presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano, ha concluso il suo percorso accademico con un elaborato in diritto dell'economia su "La normativa europea sull'equity crowdfunding: problemi e prospettive".

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