Energia

Crisi energetica: le rinnovabili sono l’unica soluzione ma la politica deve decidere

Se alzassimo la percentuale della produzione con rinnovabili al 70% - e siamo in grado di farlo - il prezzo dell'energia si abbasserebbe di circa il 40%".

La crisi legata ai prezzi del gas potrebbe proseguire per almeno due anni e gli obiettivi climatici dell’Europa sono a rischio se i Paesi membri non riusciranno a intensificare la diffusione delle energie rinnovabili e a chiudere, con decisioni politiche, le centrali a carboneI vantaggi per l’economia e il clima sono ogni giorno più evidenti e ora è il momento di raddoppiare la transizione dell’Europa verso l’energia pulita. 

Secondo Nicola Lanzetta, Direttore Enel Italia, intervistato da Il Giornale d’Italia: “oggi produciamo energia bruciando gas per il 50% e per il 40% utilizzando fonti rinnovabili. Se alzassimo la percentuale della produzione con rinnovabili al 70% – e siamo in grado di farlo – il prezzo dell’energia si abbasserebbe di circa il 40%”.

Oggi c’è un paradosso che come cittadini non abbiamo mai vissuto, non abbiamo un problema economico ma di permessi. Come Italia e come azienda abbiamo corposi investimenti da fare sia per lo sviluppo di impianti rinnovabili sia per lo sviluppo della rete per supportare il nuovo carico di energia elettrica ma purtroppo siamo bloccati per aspetti burocratici” ha spiegato Lanzetta all’Ansa precisando che “noi che lavoriamo esclusivamente sulle rinnovabili stiamo facendo grosse attività e pressioni affinché si possa realizzare la transizione energetica”. Lanzetta ricorda che “oggi in Italia ci sono centinaia e centinaia di impianti bloccati”, sia dalla burocrazia, sia dalla sindrome Nimby (non nel mio giardino) “ognuno ha il suo piccolo interesse”.

Europa: verso una tassa per i super-proventi dovuti all’aumento del prezzo del gas?

Intanto, secondo un’esclusiva Reuters, la Commissione europea potrebbe varare a breve delle misure speciali per incoraggiare i governi nazionali a tassare i profitti che alcune società energetiche hanno ricavato dagli altissimi prezzi del gas per poi investire queste risorse nell’espansione delle energie rinnovabili o nelle misure di ottimizzazione energetica. I paesi potrebbero anche utilizzare i proventi per sostenere i consumatori e le industrie colpite dai prezzi elevati dell’elettricità, a condizione che tale compensazione non distorca il mercato dell’UE. La proposta non introdurrebbe una tassa a livello europeo. Darebbe invece il via libera ai governi per introdurre tali misure a livello nazionale senza violare le norme dell’UE. I governi di quasi tutti i 27 paesi membri dell’UE stanno già utilizzando misure di emergenza come sgravi fiscali e sussidi per proteggere le famiglie da bollette energetiche più elevate, dovute principalmente all’impennata dei prezzi del gas.

In Europa le rinnovabili crescono ma non basta

L’energia elettrica rinnovabile in Europa continua ad espandersi, con una crescita media annua negli ultimi due anni di 44 TWh ma non è sufficiente.  Più di metà (52%) di questa nuova generazione rinnovabile dal 2019 ha sostituito l’energia a gas e un terzo ha sostituito il nucleare, mentre solo un sesto ha sostituito il carbone. Le energie rinnovabili, infatti, vanno a sostituire prevalentemente il gas, non tanto il carbone.

Per diminuire la produzione di carbone c’è solo un modo: chiudere le centrali. Negli ultimi due anni, la produzione di carbone è diminuita infatti solo nei paesi che hanno deciso politicamente di chiudere le loro centrali a carbone come in Spagna (-42%) e in Grecia (-43%). Purtroppo abbiamo assistito in Europa anche a incrementi nella produzione di carbone come nel caso della Polonia (+7%).

Tra il 2019 e il 2021, le emissioni del settore energetico dell’UE sono diminuite a meno della metà del tasso richiesto per mantenere il riscaldamento globale a 1,5°C. Il problema è che il passaggio dai combustibili fossili all’energia pulita non sta avvenendo abbastanza velocemente. Il carbone, il combustibile più inquinante, è diminuito solo del 3% dal 2019, rispetto al 29% nei due anni precedenti. La Spagna ha ottenuto le maggiori riduzioni delle emissioni negli ultimi due anni.

Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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