L’energia rinnovabile ha coperto tutta la crescita della domanda di elettricità per la prima volta
L’espansione delle rinnovabili non solo tiene il passo con la domanda, ma inizia a ridurre lievemente la produzione fossile

Per la prima volta nella storia, l’energia rinnovabile ha coperto interamente la crescita della domanda di elettricità mondiale. È quanto emerge dal nuovo Global Electricity Review Mid-Year Insights 2025 del think tank Ember, pubblicato insieme al rapporto Renewables 2025 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA). Un risultato che segna un passaggio decisivo: l’espansione delle rinnovabili non solo tiene il passo con la domanda, ma inizia a ridurre la produzione fossile.
Nella prima metà del 2025 la domanda globale di elettricità è aumentata del 2,6% (+369 terawattora), ma l’energia rinnovabile è stata in grado di coprire interamente questa crescita con il solare e l’eolico. Il solo solare ha contribuito per l’83% all’aumento, con una produzione record di +31% su base annua.
«Stiamo assistendo ai primi segnali di una svolta cruciale», ha dichiarato Małgorzata Wiatros-Motyka, senior electricity analyst di Ember. «L’energia solare ed eolica sta crescendo abbastanza velocemente da soddisfare la crescente domanda di elettricità del mondo. Questo segna l’inizio di un cambiamento in cui l’energia pulita sta tenendo il passo con la crescita della domanda».
Il risultato è un leggero ma significativo calo della produzione da carbone e gas (rispettivamente -0,6% e -0,2%), con una riduzione complessiva delle emissioni del settore energetico dello 0,2%.
Per la prima volta, inoltre, le rinnovabili hanno generato più elettricità del carbone, raggiungendo il 34,3% della produzione mondiale contro il 33,1% del carbone.

La spinta del solare
Il nuovo rapporto Renewables 2025 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede che la capacità rinnovabile mondiale raddoppierà entro il 2030, con un aumento di 4.600 gigawatt, pari alla capacità elettrica combinata di Cina, Unione Europea e Giappone.
«La crescita della capacità rinnovabile nei prossimi anni sarà dominata dal solare fotovoltaico, ma anche eolico, idroelettrico, bioenergia e geotermico daranno un contributo importante», ha commentato il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’EnergiaFatih Birol.
Il solare rimane l’opzione più economica per la generazione elettrica nella maggior parte dei Paesi, sostenuto da costi in calo, autorizzazioni più rapide e nuove aste nei mercati emergenti. La IEA stima che da qui al 2030 il fotovoltaico rappresenterà circa l’80% della crescita complessiva delle rinnovabili.
Cina e India in prima linea
Cina e India guidano la transizione, entrambe con una riduzione della generazione fossile nella prima metà del 2025. In Cina la produzione da carbone è scesa del 2% (-58,7 TWh) grazie all’espansione record delle rinnovabili; in India il calo è stato del 3,1%, mentre la produzione da gas è diminuita del 34%.
Negli Stati Uniti e nell’Unione Europea, invece, la generazione fossile è cresciuta leggermente a causa della debolezza dell’eolico e dell’idroelettrico.
La sfida delle reti e delle forniture
La IEA avverte però che le sfide non mancano: catene di approvvigionamento concentrate (oltre il 90% della produzione di moduli solari e terre rare resta in Cina), ritardi di connessione e difficoltà di integrazione in rete delle fonti variabili. Serviranno investimenti urgenti in reti, stoccaggio e capacità flessibili, per evitare sprechi e stabilizzare i sistemi elettrici.
Nonostante questi ostacoli il quadro globale resta positivo: la crescita delle rinnovabili si sta dimostrando più rapida, solida e resiliente di quanto previsto. Se il trend continuerà, entro la fine del decennio l’energia rinnovabile non sarà più una nicchia, ma la base del sistema elettrico mondiale.
NOTE: questo articolo è stato generato con il supporto dell’intelligenza artificiale.