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Alaska: eccezionale nevicata con accumuli record

Un’ondata di maltempo in Alaska ha portato una quantità di neve record che ha superato i due metri di accumulo in alcune località costiere, trasformando intere città in cantieri a cielo aperto per la rimozione del manto nevoso. Le eccezionali nevicate in Alaska hanno messo in ginocchio soprattutto le aree di Anchorage e Juneau, dove il peso della neve bagnata ha causato il crollo dei tetti di edifici residenziali e commerciali e la nave affondata e altre imbarcazioni danneggiate nei porti. I servizi di emergenza sono stati mobilitati per mettere in sicurezza le strutture più a rischio, mentre migliaia di residenti hanno lavorato senza sosta per liberare i tetti e le vie di accesso.

Neve in Alaska: accumuli eccezionali e carichi estremi

Il recente evento di neve estrema ha interessato in particolare il Sud dell’Alaska, con una sequenza di sistemi perturbati che ha riversato sulla regione una combinazione di neve umida e abbondanti precipitazioni in un arco temporale relativamente breve. In alcune zone collinari e nei rilievi prossimi alla costa il manto nevoso ha raggiunto e superato i due metri di spessore, con carichi sulla struttura pari a oltre 170 kg per metro quadrato secondo le stime meteo locali. Questo tipo di neve pesante è particolarmente pericoloso per edifici non progettati per sostenere un simile sovraccarico, soprattutto tetti piani o con scarsa pendenza. La combinazione di intensità delle precipitazioni nevose, temperature prossime allo zero e fasi di pioggia sopra la neve ha accentuato ulteriormente il peso complessivo del manto.

Barche affondate e porti in difficoltà lungo le coste

La situazione più critica si è registrata nei porti delle comunità costiere, dove la neve al porto e il ghiaccio accumulati sulle imbarcazioni hanno provocato gravi danni alla flotta da diporto e alle barche utilizzate per la pesca locale. In diversi marina la combinazione di neve bagnata sul ponte, ghiaccio sulle sovrastrutture e infiltrazioni d’acqua ha causato l’affondamento parziale o totale di numerose unità ormeggiate, con imbarcazioni scomposte dai loro ormeggi e pontili deformati. Gli operatori hanno dovuto intervenire rapidamente per pompare acqua dagli scafi, rimuovere la neve dai ponti e mettere in sicurezza le barche ancora integre, mentre le autorità hanno monitorato anche il rischio di sversamenti di carburante in mare.

Tetti crollati e edifici danneggiati nelle aree urbane

Nelle città e nelle periferie il peso della neve sui tetti ha provocato il crollo di edifici o il cedimento parziale di coperture di magazzini, strutture sportive e capannoni, oltre a numerosi danni alle abitazioni. In alcuni casi i vigili del fuoco hanno disposto l’evacuazione preventiva di edifici a rischio, invitando i residenti a non sostare in locali sottotetto fino alla rimozione della neve. Molti cittadini si sono organizzati con pale, soffiatori e frese per alleggerire i tetti, operando però in condizioni difficili per via del gelo e del rischio di scivolamento. Le amministrazioni locali hanno ricordato che la rimozione del carico nevoso deve essere effettuata in sicurezza, evitando di concentrare la neve in punti strutturalmente deboli.

 

Elisabetta Ruffolo

Elisabetta Ruffolo (Milano, 1989) produttrice Tv e Giornalista. Approda a Meteo Expert nel 2016 dove si occupa di coordinare le attività di divulgazione scientifica in ambito televisivo e radiofonico sulle reti Mediaset. Laureata in Public Management presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Milano. Ha frequentato l’Alta scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per il Master in Comunicazione e gestione della sostenibilità.

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