Clima

COP30, superare 1,5°C di surriscaldamento globale: le priorità per tornare entro i limiti

Il pianeta ha superato, già una volta, la soglia di 1,5°C di riscaldamento globale nel 2024 e rischia di mantenere questa condizione nei prossimi anni. In vista di COP30, Johan Rockström indica tre priorità per ridurre l’overshoot e riportare la Terra entro i limiti entro il secolo.

Nel 2024, il pianeta ha toccato per la prima volta il limite di 1,5°C di riscaldamento globale, una soglia critica stabilita dagli accordi internazionali per limitare gli effetti dei cambiamenti climatici. Secondo Johan Rockström, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research, è ormai “inevitabile” che questa soglia venga superata in modo più permanente nei prossimi 5-10 anni. Tuttavia, la situazione non è priva di speranza: la comunità scientifica e i leader mondiali sono chiamati ad agire con urgenza per ridurre il riscaldamento globale e riportare la temperatura media globale entro il limite di 1,5°C entro la fine del secolo.

La soglia di 1,5°C: significato e rischi per il clima globale

Il superamento stabile della soglia di 1,5°C rappresenta un punto di svolta per il sistema climatico terrestre. Raggiungere e mantenere questo livello di riscaldamento comporta un aumento della frequenza e dell’intensità di eventi estremi, come ondate di calore, siccità e precipitazioni intense. Questi fenomeni minacciano la sicurezza alimentare, la disponibilità di acqua e la salute delle ecosistemi, accentuando la necessità di una risposta rapida e coordinata da parte della società globale. Il clima più caldo accelera inoltre la perdita di biodiversità e favorisce il raggiungimento di tipping points, soglie oltre le quali i cambiamenti diventano irreversibili.

COP30: un appuntamento cruciale per la governance climatica

Dal 10 al 21 novembre, i leader mondiali si riuniranno al COP30, la conferenza internazionale sul clima, per discutere nuove misure di contrasto al riscaldamento globale. La COP30 rappresenta un’occasione fondamentale per aggiornare gli impegni dei paesi, accelerare la transizione verso le energie rinnovabili e rafforzare la cooperazione internazionale. Secondo Rockström, solo un’azione coordinata e basata sulle evidenze scientifiche può contenere l’overshoot e ridurre progressivamente la temperatura globale entro i limiti di sicurezza.

Le tre priorità indicate da Johan Rockström per il futuro del pianeta

Rockström identifica tre priorità essenziali per affrontare l’emergenza climatica:

  • Accelerare la decarbonizzazione globale, riducendo drasticamente le emissioni di gas serra attraverso investimenti in tecnologie pulite e la progressiva eliminazione dei combustibili fossili.
  • Tutelare e ripristinare le ecosistemi naturali, come foreste e oceani, che svolgono un ruolo chiave come pozzi di carbonio e proteggono la biodiversità.
  • Promuovere un cambiamento sistemico nei modelli di consumo e produzione, favorendo una economia circolare e un uso efficiente delle risorse.

Questi interventi, se attuati su scala globale, possono ridurre l’overshoot e consentire al pianeta di ritornare entro la soglia di 1,5°C di riscaldamento entro il 2100.

La scienza come guida per le decisioni politiche e sociali

La ricerca di Rockström e del Potsdam Institute for Climate Impact Research sottolinea l’importanza della scienza climatica per orientare le scelte politiche e sociali. Solo un approccio basato su dati aggiornati, collaborazione internazionale e innovazione può garantire un futuro sostenibile per il pianeta, contenendo i rischi del riscaldamento globale e preservando la resilienza della Terra per le generazioni future.

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