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Inquinamento: Europa lontana dagli obiettivi 2030. Il report EEA

Per l'Italia necessario tagliare NOx del 30% e PM2.5 del 26% per raggiungere il target

I Paesi dell’Unione Europea stanno compiendo piccoli passi avanti nella riduzione delle emissioni degli inquinanti atmosferici, ma per arrivare a rispettare gli impegni del 2020 e gli obiettivi per il 2030 la strada è ancora lunga. In Europa per arrivare a ridurre le 400mila morti all’anno dovute all’inquinamento occorrerà un impegno ancora maggiore perché siamo davanti a uno dei problemi più gravi che affliggono il vecchio Continente.

La maggior parte degli Stati membri, infatti, rischia di non rispettare i propri impegni per la riduzione delle emissioni 2020 e 2030, secondo la prima relazione della Commissione europea sull’attuazione della direttiva sugli impegni nazionali di riduzione delle emissioni (direttiva NEC).

Oltre a questo report, il braccio esecutivo dell’Unione europea ha anche pubblicato l’analisi dei suoi consulenti sul programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico (NAPCP) di ciascuno Stato membro e sulle proiezioni delle emissioni.

Il NAPCP è il principale strumento di governance mediante il quale gli Stati membri dell’UE devono garantire il rispetto degli impegni di riduzione delle emissioni per il periodo 2020-2029 e dal 2030 in poi. Un’efficace attuazione della direttiva è una componente essenziale del piano d’azione per l’inquinamento zero del Green Deal europeo della Commissione europea. Sarà fondamentale che gli Stati membri dell’UE rispettino gli impegni di riduzione delle emissioni fissati per il periodo 2020-2029 e dal 2030 in poi.

La proposta per la prima legge europea sul clima mira a raggiungere emissioni nette zero di gas a effetto serra per gli Stati membri, investendo in tecnologie verdi e proteggendo l’ambiente. Questo pacchetto legislativo svolgerà inoltre un ruolo chiave nell’elaborazione di politiche nazionali, come annunciato dagli Stati membri nei rispettivi programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico.

E l’Italia? Sotto osservazione NOx e PM2.5

Nel documento sono cinque i parametri da osservare: ossidi di azoto, anidride solforosa, ammoniaca, particolato fine, e composti organici volatili. In Italia le emissioni dei primi quattro si sono ridotte e sono in linea con gli obiettivi da raggiungere entro il 2020, mentre il nostro Paese è invece ancora indietro rispetto alle emissioni organiche volatili dovute ai solventi. Sarà necessario tagliare NOx del 30% ma anche il PM2.5 del 26% per raggiungere il target del 2030.
Con il termine NOx si indicano in linea generale l’insieme dei due più importanti ossidi di azoto ossia l’ossido di azoto NO e il biossido di azoto NO2,  normalmente generati durante una combustione che avviene utilizzando aria. L’ossido di azoto NO si forma nei motori a combustione interna, a partire dall’azoto presente in atmosfera con l’aiuto delle elevate temperature e di una grossa quantità di ossigeno.

“In tutta Europa, troppi cittadini sono ancora a rischio dall’aria che respirano. Abbiamo bisogno di misure più efficaci per ridurre l’inquinamento nei numerosi Stati membri e per far fronte alle emissioni atmosferiche in tutti i settori, tra cui agricoltura, trasporti ed energia. Non c’è mai stato un momento migliore per apportare questi cambiamenti: investire in aria più pulita significa investire nella salute dei cittadini, nel nostro clima, ed è il punto di partenza di cui la nostra economia ha bisogno ”, ha affermato Virginijus Sinkevičius, Commissario europeo per l’ambiente, la pesca e gli oceani.

La maggior parte degli Stati membri e il Regno Unito devono compiere ulteriori sforzi per ridurre i livelli di emissione per rispettare i loro impegni di riduzione per il 2020. La riduzione dell’attività economica in Europa nel 2020 legata al lockdown per il COVID-19 sta determinando un calo delle emissioni e potrebbe favorire così un miglioramento per ciò che riguarda il rispetto degli impegni.

Tutti gli Stati membri dell’UE dovranno ridurre le proprie emissioni di NOx.  La metà di questi dovrà ridurre le emissioni di polveri sottili (PM2,5) di oltre il 30% sotto i livelli del 2018 per raggiungere gli impegni di riduzione del 2030.

Judith Jaquet

Mi sono laureata con lode in Letterature straniere, indirizzo in Scienze della Comunicazione, con una Tesi in Linguistica generale, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia (Albo dei professionisti) dal 2008, dopo aver frequentato il Master in Giornalismo Campus Multimedia dello Iulm. Lavoro nella redazione di Meteo Expert dal 2011 e mi occupo della gestione dei contenuti editoriali sul web e sui social network. Conduco le rubriche di previsioni meteo in onda sui canali Mediaset e sulle principali radio nazionali.

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