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Ecuador colpito da maltempo eccezionale: sversamento di petrolio nella foresta amazzonica

Dopo Perù e Thailandia, anche in Ecuador, colpito da un’estrema ondata di maltempo, si è verificata una perdita da un oleodotto che sta mettendo in pericolo l’ecosistema della foresta amazzonica ecuadoregna.

Piogge torrenziali hanno colpito il Paese negli ultimi giorni, provocando almeno 22 vittime a Quito. Il maltempo ha innescato diverse frane e dato vita a fiumi di fango per le strade della capitale dell’Ecuador. Secondo fonti locali è stata l’ondata di maltempo più forte degli ultimi 20 anni.

Secondo il servizio meteorologico è caduta una quantità di pioggia 40 volte più elevata del previsto: a Quito sono caduti 75 litri di pioggia per metro quadrato, una quantità eccezionale, mai così elevata negli ultimi due decenni.

Almeno 47 persone sono rimaste ferite, 22 sono morte, mentre altre 20 risultano disperse. Fango e rocce hanno spazzato via l’intero centro abitato posto sui pendii del vulcano Pichincha.

Sversamento di petrolio nella foresta amazzonica dell’Ecuador

Le frane innescate dal maltempo a fine gennaio avevano danneggiato anche un oleodotto nella zona di Piedra Fina, ampia area protetta all’interno della foresta amazzonica in Ecuador. La perdita, iniziata il 28 gennaio, è ancora fuori controllo e l’ultima intensa ondata di maltempo ha innescato nuove frane, ritardando i tempi di intervento.
Secondo l’operatore OCP Ecuador, sono necessari da 7 a 10 giorni per riparare il danno. Il petrolio, nel frattempo continua a riversarsi non solo nell’ambiente circostante, ma anche nel fiume Río Coca, mettendo in serio pericolo gli animali, il loro habitat e la popolazione che vive a valle.

L’erosione regressiva del fiume aveva iniziato a causare problemi dal 2020 non solo all’operatore privato OCP, ma anche a quello statale SOTE, tanto da costringere entrambi a sospendere l’uso dei sistemi di pompaggio nello scorso dicembre, e limitando le esportazioni e la produzione nazionale.

Ancora da capire l’entità del disastro ambientale: secondo il ministero «vi sono prove di danni ambientali su una superficie totale di 2,1 ettari, principalmente all’interno della zona protetta del parco. Si stanno valutando nel dettagli i danni causati all’ecosistema, e in particolare le conseguenze della dispersione del petrolio sulla flora e la fauna della zona interessata».

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Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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