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Inquinamento più pericoloso con temperature più alte

Un nuovo studio italiano ha individuato una relazione tra gli effetti sulla salute dell'inquinamento e la temperatura dell'aria

L’inquinamento da particolato PM10 diventa ancora più dannoso per la salute umana con temperature più alte. Lo rivela un recente studio realizzato dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, dall’Humanitas Research Hospital, dall’Università di Milano e dall’International Society of Doctors for the Environment (ISDE). Si tratta di uno dei primi studi che hanno analizzato la correlazione tra temperatura, stagioni e il sorgere di malattie cardiovascolari, basato sull’inquinamento del Nord Italia.

L’inquinamento atmosferico è un grave problema sanitario in tutto il mondo: ogni cinque secondi una persona muore prematuramente a causa dell’inquinamento atmosferico. In Italia, secondo il report del 2015 dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, quasi 60 mila persone muoiono ogni anno per problemi legati a concentrazioni troppo elevate di particolato sottile (PM2.5).

Tutto il particolato con dimensione inferiore o uguale a 10 micrometri è dannoso per la salute umana. L’inquinamento atmosferico è stato classificato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’IARC per fra i carcinogeni umani di tipo 1. E’ stato anche dimostrato che è associato allo sviluppo di malattie cardiovascolari, soprattutto se l’esposizione avviene per un lungo periodo di tempo. Si tratta di un effetto negativo importante, specie se si pensa che per problemi cardiovascolari in Italia sono morte quasi 240 mila persone nel 2015.

Con temperature più alte peggiora l’impatto del PM10 sull’esito delle malattie cardiovascolari e sulla mortalità. Lo studio dimostra come temperature più alte inaspriscono al meno uno tra gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana. L’inquinamento atmosferico da PM10 è associato ad un aumento del rischio di manifestazioni di episodi cardiovascolari più durante l’autunno e l’inverno, piuttosto che durante la primavera, ma anche quando le temperature sono più alte rispetto alla norma, indipendentemente dalla stagione. Infatti, come propongono gli autori dello studio, la soglia limite giornaliera di PM10 per la salute umana – oggi fissata per legge a 50 µg/m3 – dovrebbe essere legata alla temperatura dell’aria e variare con essa nell’arco dell’anno.

Lo studio fa riflettere sulle conseguenze dell’inquinamento nel futuro. Il processo del riscaldamento globale potrebbe rendere ancora più gravi le conseguenze dell’inquinamento sulla salute, anche nell’eventualità della diminuzione delle concentrazioni medie di PM10.

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Silvia Turci

Ho conseguito una laurea specialistica in Comunicazione per l’Impresa, i media e le organizzazioni complesse all’Università Cattolica di Milano. Il mio percorso accademico si basa però sullo studio approfondito delle lingue straniere, nello specifico del francese, inglese e russo, culminato con una laurea triennale in Esperto linguistico d’Impresa. Sono arrivata a Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995) nel 2014 e da allora sono entrata in contatto con la meteorologia e le scienze del clima: una continua scoperta che mi ha fatto appassionare ogni giorno di più al mio lavoro.

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